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Come scrivere un romanzo in 100 giorni

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Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 09:44

    Emile Zola scriveva: “Poiché non abbiamo lo stesso potere di questo scienziato e siamo degli sperimentatori che non operano praticamente, dobbiamo accontentarci di individuare il determinismo dei fenomeni sociali, lasciando ai legislatori la cura di intervenire, presto o tardi, a dirigere questi fenomeni, in modo da aumentare il numero dei buoni e ridurre quello dei malvagi, in vista dell’utile dell’umanità”.
    Individuare il determinismo dei fenomeni sociali, ecco la funzione del romanzo sperimentale secondo Zola. Sembrano davvero tempi lontani. Poi, vi furono le rivoluzioni della fisica che portarono in un secondo momento una rivoluzione nel pensare la società, il determinismo venne recluso nei libri di storia, tanto che Mark Buchanan, fisico teorico, ha scritto un libro a riguardo: “L’atomo sociale”.

    E allora, se fosse vivo oggi Zola e osservasse il mondo, che cosa penserebbe del naturalismo, del suo modo di vedere la letteratura e il romanzo?.
    Gli sperimentatori contemporanei che operano con la scrittura forse individuano il NON determinismo dei...



  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 09:41
  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 08:29

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Il mio avvicinamento alla scrittura è in due fasi. Il primo momento è all’età di 13–14 anni quando, stimolato dalla lettura dei gialli per ragazzi della Mondadori (I tre investigatori e gli Hardy Boys) scrissi a mia volta alcuni racconti gialli. Poi la mia vena di scrittore sembrò scomparire, sommersa dalle tante altre cose che via via hanno attirato la mia attenzione e le mie energie nell’adolescenza prima, nell’età giovanile ed adulta poi. In realtà la vena non era scomparsa ma solo sopita per riemergere poi quasi trent’anni. Ed il merito di questa “riemersione” è di mia moglie che un paio di anni fa, dopo essere rimasta affascinata da alcuni miei articoli e scritti professionali, mi stimolò a scrivere qualcosa di più creativo, un racconto ed un romanzo. E così, dopo poco tempo, è nata Penelope.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Sono sicuramente e decisamente spostato verso l’istinto creativo. I personaggi e le storie con le quali creo i miei romanzi mi vengono alla mente da sole senza un’elaborazione razionale. La razionalità interviene solo nella successiva fase di limatura ma senza incidere mai profondamente sulla struttura del romanzo.

    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere...







  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 01/07/2009 - 08:20
    Uno degli errori più frequenti di uno scrittore alle prime armi è la disarmonia dei tempi verbali.
    Si inizia ad esempio ambientando le scene al presente (“Mario prende il treno tutte le mattine”) per finire, dopo poche pagine, al passato (“Mario vedeva dal finestrino sempre la stessa signora con la gonna blu”).

    Ora, vi possono essere delle ragioni che impongono una scelta temporale piuttosto che un’altra, una questione di stile e di prospettiva, accertatevi di avere controllato con cura le disarmonie presenti nel vostro testo.

    È meno banale di quanto potrebbe sembrare: per necessità ognuno di noi vive il momento presente un attimo dopo l’altro, rapportandosi al passato e al futuro sempre da un punto di vista preciso, quello presente appunto; in un testo narrativo i piani temporali devono essere plasmati con attenzione, non ci sono delle rotelle imposte (leggetevi il frammento Tre di ieri).

    Provate a rileggere quanto avete prodotto finora: è stata consapevole la scelta temporale dei verbi? La lingua italiana, in tale senso...






  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 30/06/2009 - 16:38

    Immagine: un bambino pedala felice sulla sua nuova bicicletta, ora appoggiandosi sulla rotella di sinistra, ora su quella di destra. Il suo equilibrio, pur difficile da ottenere, corrisponde esattamente al limite meccanico che è stato imposto. Nella vita ahimè ognuno di noi è senza tali rotelle, o per dirla in altri modi, forse più congeniali a quanto poi andrò scrivendo, i limiti meccanici tentiamo di rifletterli nei mondi interiori con categorie. Categorie che ci permettono non soltanto di condurre le giornate senza lasciarci travolgere da ogni nuova condizione (immagazziniamo approcci di comportamento grazie alle categorie mentali che produciamo), altresì ci abituano a ragionare, discernere, criticare, giudicare. Quanto più le nostre categorie rimangono uguali con il trascorrere degli anni, tanto più le domande che ci poniamo diminuiscono. Agli antipodi, se mutano di continuo, non troviamo mai pace, sempre oppressi da uno stato di precarietà interiore. Siamo destinati a trovare l’equilibrio fra le nostre categorie, se si vuole vivere con più...

  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 30/06/2009 - 08:42

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Il mio approccio alla letteratura è stato del tutto casuale, affatto precoce. Nonostante avessi la casa piena di libri ho passato infanzia e adolescenza senza praticamente leggere nulla, se non i testi scolastici e i pochissimi romanzi indicati dalle professoresse d’italiano. Ho iniziato a leggere di più all’università, nei primi mesi soprattutto, perché da fuorisede appena proiettato in una realtà nuova e un po’ chiusa come Siena trascorrevo molto più tempo da solo. La lettura è così, se si inizia non se ne riesce più a fare a meno, anche se ancora non avrei mai immaginato che avrei provato a fare lo scrittore. Poi, banalmente, in seguito a una delusione amorosa, è arrivata una forte esigenza d’introspezione, che poi si è trasformata in un bisogno ancora più grande e irrinunciabile, quello cioè di ergersi a demiurgo della realtà. Seppur illusoriamente, infatti, la scrittura è l’unico strumento a disposizione dell’uomo che consente di riordinare il caos.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Credo che queste due grandezze non siano realmente separate tra loro. Esistono l’una grazie all’altra. In un romanzo devono coesistere questi due diversi momenti e integrarsi tra loro. Pagine in cui la storia che si è...





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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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