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  • American TasteQuando per qualche strana congiunzione astrale, un’aspirante scrittrice di romanzi rosa si trova a intervistare uno scrittore come Gioacchino Criaco, i risvolti possono essere soltanto due.

    Se l’autore si rivela brusco e pungente esattamente come la sua prosa, la poveretta si sentirà l’ultima delle sfigate e inizierà a balbettare qualche trita domanda cercando di non fare oltremodo la figura della sciampista.

    E i suoi guai finirebbero qui.

    Ma se prima ancora dell’autore, l’aspirante scrittrice di romanzi rosa incontra l’uomo, con due occhi trasparenti e buoni come nemmeno più l’acqua che sgorga dalla vetta del K2, e la mano tesa di chi non ha mai vissuto di pregiudizi, ecco allora che inizia seriamente a sudare freddo.

    E capisce che l’intervista sarà tutta in crescendo.

    Perché in quel momento, tu, che hai ancora addosso l’odore sulfureo e spietato di Anime Nere e Zefira, i suoi primi romanzi, tu, l’unica cosa che vuoi, è conquistare il suo rispetto.

     

    In antitesi ai modi gentili, Criaco racconta la ‘ndrangheta in tutta la sua crudeltà.

    A...

  • Autore: Pierfrancesco Matarazzo
    Ven, 27/05/2011 - 11:19

    Zygmunt BaumanOssia non proprio faccia a faccia, ma “facce a faccia”, questo sì. Centinaia di facce, stipate in un auditorium per poter ascoltare, per poter sentire, fin nel profondo della propria mente, le idee e i dubbi che uno dei più importanti filosofi viventi avrebbe sicuramente dispensato alla platea con la consueta grazia e fermezza, con la speranza che il contatto che si sarebbe generato con quelli che lui stesso definisce “vettori di parola” (gli esseri umani) potesse durare ben oltre quell’ora e mezza di incontro. Per quanto mi riguarda così è stato.

    Zygmunt Bauman, sociologo, filosofo e saggista polacco di fama internazionale, inventore della metafora della “società liquida” (una società, la nostra, caratterizzata da forte instabilità ed incertezza, in cui l’essere umano è passato da “produttore” a mero “consumatore”, che trova la sua ragion d’essere e il suo riconoscimento esclusivamente nell’atto del consumo) è oggi un ometto ossuto e un po’ ricurvo. Da vicino sembra reggersi in piedi solo grazie a quei piccoli ciuffetti di capelli bianchi ai lati della testa e ai pensieri che intorno ad essi si muovono, come elettroni intorno al nucleo delle sue idee che, insieme ai grandi occhiali di osso, sono diventati l’emblema di questo acuto pensatore...

  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 27/05/2011 - 10:27
    Le ultime dal blog...
  • Autore: Emiliano Zappalà
    Ven, 27/05/2011 - 10:12

    E disse di Erri De Luca«Chi sono? Da qualche parte aveva già pronunciato la domanda... a qualcuno doveva averlo chiesto, a chi e perché?».

    «Chi siamo?» è la domanda che ci precede;  anticipa i popoli e gli individui. La ricerca di noi stessi, che è ricerca di Dio. La ricerca di una parola, del Verbo originario e generatore, primordiale, atavico. Una ricerca lunga quanto l'esistenza umana, vecchia quanto tutta la storia, pesante e profonda quanto il vuoto. Una ricerca che si muove dentro la parola, scava dentro il linguaggio e lì trova appiglio. Perché ad un certo punto qualcuno ha parlato. Il vuoto s'è squarciato ed è passata una saetta. Saetta sotto forma di parola, scolpita sul muro. Linguaggio senza parlante, parola senza soggetto, espressione senza volto. Lui dice "Anokhi", cioè "Io". L'Io che tutti sotto il Sinai stavano aspettando.

    E disse, ultimo lavoro del napoletano Erri De Luca (edito da Feltrinelli nel febbraio 2011), ci racconta proprio questa rivelazione. Qualcuno ad un certo punto "disse", un Io impronunciabile parlò. Il titolo è lapidario e brillante, lascia tre puntini di sospensione dietro cui si nasconde l'assurdo. Però quel verbo nel titolo ci illumina da subito; c'è qualcuno che "...

  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 26/05/2011 - 11:32

    Se qualcuno volesse collaborare con il blog Sul Romanzo, ci scriva. Cerchiamo in particolare persone che desiderino condividere riflessioni di letteratura, d'editoria e di scrittura. La collaborazione non è retribuita, ma volontaria. Un progetto culturale che sta crescendo con la forza della passione.

    E sulla questione denaro voglio essere ancora più chiaro: Sul Romanzo nasce da un blog di una singola persona, poi è diventato collettivo, oggi è una realtà che molti conoscono e seguono con costanza. Nessun capitale alle spalle, soltanto, ripeto, passione e desiderio di condividere riflessioni con chi ama questi argomenti. L’anno scorso il progetto si è ulteriormente strutturato, è nata anche l’agenzia letteraria, che sta muovendo i primi passi con fiducia e ottenendo qualche piccolo importante risultato.  

     

    Alcune cose hanno trovato seguito, altre no, come in ogni avventura di gruppo. Abbiamo ricevuto in passato forti critiche per certi nostri articoli e ci sono stati collaboratori che hanno abbandonato la barca.

     

    Non abbiamo padroni, nessuno può dirci che cosa dire o che cosa non dire, come nessuno ci può...

  • “Mathilda” di Victor LodatoAcclamato da Barnes & Noble come miglior romanzo d’esordio statunitense dell’ultima stagione letteraria, “Mathilda” di Victor Lodato è senza dubbio un’opera difficilmente classificabile.

    Scritta bene, ma senza picchi memorabili, stupisce non poco che l’autore sia un uomo.

    Stupisce perché è difficile immaginare che l’animo, la formazione e il sentire di un uomo adulto possano conciliarsi in maniera così perfetta, armonica al punto quasi da fondersi con la sensibilità di una ragazzina di tredici anni come la protagonista.

    Devo ammettere che quando, per puro caso, mi sono imbattuta in questo libro, sono rimasta un po’ perplessa sia per la copertina – del tutto anonima – sia per la sinossi, che a mio avviso non rispecchiano il senso più profondo del libro, quello che lo scrittore si diverte a nascondere tra le righe. L’ho comprato lo stesso, per pura e semplice curiosità: essendo stata anch’io, nemmeno troppo tempo fa, una ragazzina parecchio stramba e complicata, volevo vedere come l’autore avrebbe reso la protagonista, mentre già in cuor mio mi preparavo a dissentire e a criticarlo per la sua visione alterata del mondo pre-adolescenziale...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.