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Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 14/08/2009 - 11:33
    Nella lezione 61 vi indicavo un esercizio da eseguire con le fotografie e vi parlavo del rapporto fra mente e comportamento. Oggi tenterò di spiegarvi come prediligere le sensazioni favorevoli per la scrittura a quelle negative, e per quale ragione.
    Vi sto parlando di un momento preciso: non quando siete davanti al computer, prima. Mentre state lavorando o siete ancora a letto, finché badate ai figli o portate l’immondizia, e in tali momenti pensate: ‘Dopo mi metto a scrivere’.

    Ecco, iniziano percorsi diversi.
    C’è chi coltiva belle sensazioni di curiosità riflettendo sulla scena da sviluppare oppure vagliando il cd musicale da ascoltare; emozioni propositive che portino alla migliore condizione per scrivere. C’è chi invece cade in un vortice di pensieri ed emozioni che allontanano dalla scrittura, pensando: ‘È tutto inutile, non ci riesco’ o ‘Sono stanchissimo, è meglio che riposi’ e simili. Se poi scriverete dipenderà dai due distinti approcci. Il primo vi porterà, malgrado eventuali problemi e preoccupazioni, di fronte alle vostre...



  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 13/08/2009 - 08:30
    Riprendo in parte il discorso di ieri, per chiarire un altro aspetto. Vi state avviando con calma verso la fine della sfida dei 100 giorni, è bene non farsi prendere da timori infondati: il giudizio di chi vi leggerà.
    Un giudizio immaginato e un giudizio previsto. Il primo giacché meditate su un possibile lettore del quale non conoscete il nome, ma che in qualche modo ritenete che reputi il vostro romanzo così e così, a seconda del vostro umore nel momento in cui ci pensate. Il secondo, quello previsto, lo attribuite al marito, alla moglie, al fidanzato, alla fidanzata, agli amici, ai figli, ai parenti, coloro che conoscete di persona. Siete sicuri che loro avranno una precisa idea di voi e del vostro romanzo quando uscirete allo scoperto.

    Da un lato, siete lieti di farvi conoscere dal punto di vista artistico – concedetemi tale termine, anche se è bene prenderlo con le pinze -, dall’altro lato, ne temete il giudizio e potreste subirne una frustrazione anticipata, tanta è l’aspettativa che vi state già creando.
    È chiaro che questo...



  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 12/08/2009 - 10:48
    È indirizzato a un bacino d’utenza particolare il vostro romanzo? In altre parole, c’è un target di persone cui mirate? È così importante saperlo?.
    C’è chi vorrebbe definire il proprio lettore con ricchezza di dettagli: colto, meridionale, occhi azzurri, buone maniere; a parte gli scherzi, liberatevi dell’idea di identificare il vostro lettore, saranno i lettori appunto a giudicare.

    Durante la scrittura qualcuno potrebbe esitare di fronte alle seguenti domande: ‘Che cosa penserà mia madre se lo leggerà?’ o ‘che faccia faranno i miei figli?’ o ‘la mia amica si vergognerà di me?’. Non pensate di esserne immuni, in realtà, tutti, mentre scrivono, più o meno consapevolmente, si chiedono talvolta i possibili pensieri di reazione da parte delle persone conosciute o di un lettore medio.
    E qualcuno potrebbe esserne turbato, o almeno farlo riflettere sull’opportunità o meno di inserire una determinata scena narrativa.

    È comprensibile relazionarsi con la società e tentare di prevederne le reazioni, ma questo non dovrebbe mai divenire...





  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 11/08/2009 - 11:15

    Nel corso delle settimane ho ricevuto decine e decine di mail. Non di rado, anche se con parole diverse, mi sono state poste domande simili.

    Allora ho deciso di semplificarmi la vita inserendo una nuova sezione che trovate sempre nella homepage: "FAQ", le domande più frequenti appunto.

    Profitto per ringraziare il crescente numero di persone che mi contatta, spronandomi a migliorare sempre più il blog.



  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 11/08/2009 - 08:30
    Un personaggio chiuso nella sua camera e disteso nel letto, occhi spalancati verso il soffitto, luce fioca e pensieri in rapida successione, pugni strettissimi, una lacrima.
    La solitudine si può esprimere con delicatezza e con rabbia, con freddezza distaccata e malinconia.
    Dipende dal contesto. Dipende da quale emozione si vuole donare al lettore.

    “Io ho dimenticato molte cose della guerra, ma non dimenticherò mai quel momento. Guardavo il mio amico sorridere, fra una boccata di fumo e l’altra. Dalla trincea nemica, partì un colpo isolato. Egli piegò la testa, la sigaretta fra le labbra e, da una macchia rossa, formatasi sulla fronte, sgorgò un filo di sangue. Lentamente, egli piegò su se stesso, e cadde sui miei piedi. Io lo raccolsi morto”.
    [“Un anno sull’Altopiano” di Emilio Lussu]

    Vi sono solitudini cercate e altre sgradevoli, altre ancora ineludibili. Quando si narra la solitudine il ritmo rallenta (fate riferimento alla lezione 14), si possono utilizzare i monologhi interiori o i flussi di coscienza (lezioni 16 e 17...






  • Autore: Morgan Palmas
    Lun, 10/08/2009 - 08:24
    La spiritualità compenetra la vita. L’ateo convinto nega la credenza ma nel farlo ne parla, ne discute, si distingue, si difende. Il mondo interiore è con tutta probabilità uno dei viaggi più affascinanti da osservare. Perfino gli indifferenti, di fronte alla sofferenza o alla morte, sono costretti a porsi le domande più importanti dell’esistenza.
    Astruso dunque evitare a piè pari tale tematica in un romanzo, se accade una morte tragica un personaggio indagherà sul senso dell’anima del defunto; se vi è un matrimonio in chiesa gli sposi penseranno al significato spirituale contratto; se nasce un figlio si rifletterà sulla bellezza del mistero del concepimento. Innumerevoli i possibili esempi.

    E la spiritualità – spesso così celata o evidente in forme bizzarre – crea talora grandi equivoci. Non di rado chi si ritiene essere non credente viene etichettato come ateo, ma l’ateismo è una delle forme di trattare i mondi interiori. E non intendo soltanto una conversione in altre religioni (un cattolico che diventa per esempio buddista). Esistono i...


Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.