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Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Le ultime dal blog...

  • Autore: Morgan Palmas
    Ven, 12/06/2009 - 09:30
    Avete memorizzato le lezioni di questi ultimi due giorni? Bene, oggi volete creare una situazione descrivendola in modo oggettivo e realistico, quale stile adotterete?
    In questo caso dovete lavorare molto sul lato visivo, arricchendo la narrazione con elementi che possano stimolare il senso della vista.
    Inoltre, una buona tecnica è fare anche parlare i personaggi, facendo in modo che siano loro a descrivere le scene e a raccontare.
    Il ritmo deve essere gestito in modo equilibrato, tendente tuttavia alla velocità; l’accorgimento principale è di non cadere nella lentezza eccessiva (eccetto rari casi realistici che appartengono alla frustrazione, ne parleremo domani).
    Non abbandonatevi a riflessioni colme di subordinate (ricordate l’ipotassi?), rallentano il ritmo. Poche...
  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 11/06/2009 - 11:48

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Ho iniziato a scrivere "seriamente" verso i diciassette-diciotto anni. Non riesco a ricostruire con precisione l'accaduto, ma non parlerei di caso fortuito. Ero sempre stato un buon lettore, e un ragazzo un po' solitario: ma questa è forse solo la superficie della cosa. Forse bisogna tornare più indietro, a un bambino che amava inventare le storie con suo padre. Sì, probabilmente questa è l'origine del tutto: storie. Sono sempre stato affascinato dalle storie, ed è arrivato banalmente un momento in cui ho deciso di cominciare a scriverle.

    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?

    Direi che l'inizio, l'idea, la formazione di una storia, è sempre dettata dall'istinto. Gli embrioni di storie mi sono sempre venuti in mente in momenti e modi casuali: scendendo dal tram, affacciandomi alla finestra, lavandomi i denti. Quello è il momento degli appunti frenetici e della "scossa" iniziale, che può anche non portare a nulla. Una volta che la trama è vagamente definita e i personaggi prendono forma nella testa, inizia la fase della stesura. E qui è per gran parte questione di razionalità - di lucidità, più che altro. Scrivere è una gran fatica, e io sono uno che pone grande attenzione sia alla lingua che alla struttura...





  • Autore: Morgan Palmas
    Gio, 11/06/2009 - 11:24
    Desiderate illustrare una situazione che è costituita di forti emozioni, ad esempio un sentimento che esplode o che finisce con una scena drammatica, quale stile scegliere?
    Dovreste prediligere frasi esclamative, la prosa non dovrà essere lenta e regolare, ma colma di strappi, per intenderci, il lettore sarà così portato di continuo da un’emozione all’altra con bruschi cambi di fronte, non date il tempo di pensare, deve avere il fiatone in gola. Cercate di ripetere gli stessi termini, come a dare l’illusione di capire, di avere già incontrato, e invece poi un altro strappo, un mutamento di direzione.

    Facilitate tutto, quando scrivo la parola “strappo”, usando lo spazio...
  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 10/06/2009 - 10:58

    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.

    Mi sono avvicinato alla scrittura per una strana situazione. Fino all’età di diciassette anni non avevo letto un libro, pur provenendo da una famiglia che coltivava da sempre il gusto per la lettura e possedeva più di cinquemila volumi in casa. Anzi, più i miei genitori mi invitavano a leggere, più reagivo con un no, per ripicca o per insofferenza. Sarei voluto diventare tipografo. È stato il terremoto del 1980 in Lucania e in Irpinia che ha cambiato la mia vita. Frequentavo l’ultimo anno del liceo, conducevo una vita tipica per un ragazzo che abitava sull’Appennino meridionale (amici, motorini, cinema…), ma il sisma ha modificato la rete dei rapporti. Le scuole furono chiuse per mesi, la gente partì, non sapevamo dove fossero parenti e conoscenti. Sarà stata la solitudine di quell’inverno, che fu particolarmente severo, sarà stata la paura di morire o lo scrupolo di essere scampato alla morta, ma io in quell’inverno di solitudine ho cominciato a capire che i libri potevano essere la mia compagnia, potevano riempire il vuoto che sentivo intorno a me. Il primo romanzo che ho letto fino in fondo e poi ho letto e riletto è stato Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi. Il romanzo di un forestiero che aveva compreso l’anima della mia terra meglio di chiunque altro.

    Se consideriamo come estremi l´istinto creativo e la razionalità...



  • Autore: Morgan Palmas
    Mer, 10/06/2009 - 10:48
    Esiste un nesso peculiare fra scelte stilistiche dell’autore e sviluppo delle unità narrative, se ci si pone l’obiettivo di fissare l’attenzione sui flussi vicendevolmente scambiati fra i due, che concerne, da un lato, una gestione attenta del ritmo – già avevo anticipato l’argomento qualche lezione fa -, e, dall’altro lato, un tentativo, seppure grossolano, di prevedere le reazioni del lettore. Uno scrittore che vigila su entrambi si dota di un’arma letteraria che potrebbe determinare la qualità d’insieme d’un romanzo.
    Come si impara ad armonizzarle? Cercherò in questi prossimi giorni di presentarvi alcuni spunti di riflessione che mi auguro possano tornarvi utili durante la scrittura.

    Intravista nel chiarore livido delle cinque e mezzo del mattino, Donnafugata...
  • Autore: Morgan Palmas
    Mar, 09/06/2009 - 09:48
    Buongiorno, vorrei iniziare chiedendole a quale età si è avvicinato alla scrittura e se è stato o meno un caso fortuito.


    Alla scrittura professionale mi sono dedicato a partire dall'inizio degli
    anni 90, e la fortuna c'è entrata come c'entra sempre nelle cose umane. La
    fortuna c'entra non tanto nello scrivere, quando nel pubblicare. Io
    praticamente ho avuto una committenza editoriale fin dal primo libro, che
    era una specie di instant book. Poi il sogno è diventato in discesa.










    Se consideriamo come estremi l’istinto creativo e la razionalità consapevole, lei collocherebbe il suo modo di produrre scrittura a quale distanza dai due?


    Non mi ricordo chi diceva che la scrittura è al dieci per cento ispirazione
    e al novanta per cento traspirazione. Cioè sudore, fatica, travaglio.
    Sottoscrivo in pieno.






    Moravia, cascasse il mondo, era solito scrivere tutte le mattine, come descriverebbe invece il suo stile? Ha un metodo rigido da rispettare o attende nel caos della vita un’ispirazione? Ce ne parli.


    Scrivo anche io al mattino molto presto. Sono le ore più fertili, per me.
    Poi è un lento declino, e alla sera sono intellettualmente inservibile.
    Scrivo direttamente al pc, senza prendere appunti. E poi correggo un milione
    di volte.
    ...




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