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Come scrivere un romanzo in 100 giorni

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  • Autore: Annamaria Trevale
    Gio, 25/11/2021 - 11:56

    Scrittori da (ri)scoprire – Giuseppe PontiggiaNarratore, saggista, critico letterario, Giuseppe Pontiggia (Como, 1934 – Milano, 2003) è stato tra i primi a ideare uno storico e fortunato corso di scrittura creativa, fonte d’ispirazione per molti esperimenti successivi.

    Nasce a Como e trascorre l’infanzia a Erba. Il padre Ugo è funzionario di banca e segretario del Partito Fascista in un paese della Brianza, la madre Angela Frigerio è attrice dilettante e viene da una famiglia con ambizioni artistiche: Giuseppe cresce col fratello maggiore Giampiero, che diventerà poeta con lo pseudonimo di Giampiero Neri e col cugino Enzo Frigerio, poi famoso scenografo.

    Nel 1943 Ugo Pontiggia viene ucciso in un agguato partigiano e la famiglia si trasferisce per un breve periodo in Liguria, poi a Varese e infine, nel 1948, a Milano, dove Giuseppe termina il liceo in anticipo e per aiutare la madre trova un impiego in banca, iscrivendosi comunque alla facoltà di Lingue e coltivando una grande passione per la lettura e i libri, che inizia presto a raccogliere da vero bibliofilo.

     

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  • Autore: Linda Mazzeo
    Gio, 25/11/2021 - 11:30

    Una perenne insoddisfazione. “Gli iperborei” di Pietro CastellittoPietro Castellitto ha quasi trent’anni. È attore, sceneggiatore, regista e ha da pochi giorni esordito nella narrativa con il romanzo Gli iperborei edito da Bompiani. Come ha egli stesso dichiarato in una recente intervista, questo romanzo fa parte di una trilogia della gioventù iniziata con il film I predatori, che gli è valso il premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura alla settantasettesima edizione della Mostra del cinema di Venezia e il David di Donatello e il Nastro d’Argento 2021 come migliore regista esordiente.

    Gli iperborei è la storia di un gruppo di amici quasi trentenni che, pur possedendo tutto, si sentono in realtà in trappola, e nell’arco temporale in cui la storia si svolge, un’estate, tentano di trovare una via d’uscita all’interno di quel vortice che rischia di risucchiarli.

    Iperborea fu una terra leggendaria, patria dell’antichissimo mitico popolo degli Iperborei, una terra lontanissima, situata al nord della...

  • Autore: La Redazione
    Mer, 24/11/2021 - 16:28

    Perché si dice «essere più tondo dell’o di Giotto»?Oggi vi raccontiamo perché si dice «essere più tondo dell’o di Giotto.

    Giotto fu chiamato da Papa Bonifacio VII per una richiesta: inviare un esempio della sua arte. C’era da affrescare la Loggia Lateranense e si voleva scegliere l’artista migliore. L’aneddoto riportato da Giorgio Vasari narra che il pittore inviò un pezzo di carta nel quale aveva tracciato un solo tratto: un tondo reso alla perfezione.

    L’emissario del Papa fu indignato ma il Pontefice, al contrario, rimase sorpreso, ben sapendo quanto fosse complicato eseguire un tondo a mano libera così perfetto. Ecco la ragione per la quale fu affidato l’affresco della Loggia Lateranense a Giotto.

     

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    Essere più tondo dell’o di Giotto equivale a dire essere perfettamente rotondo. Invece in senso...

  • Autore: Giovanna Albi
    Mer, 24/11/2021 - 11:30

    La grande sciarada di OmeroUlisse non è lui: questo il titolo e il perno del discorso romanzato dell’ultima opera di Giovanni Kezich, edita da Baldini+Castoldi nell’agosto del 2021. Un lungo e mai noioso narrare di 373 pagine dell’antropologo e archeologo che rilegge l’Odissea di Omero nella sua chiave enigmatica, come “la grande sciarada alle origini della coscienza”. Ora, l’Odissea è un vero e proprio cruciverba di alta difficoltà che cerca di tessere le gesta dell’eroe multiforme che forse, secondo l’interpretazione dello studioso, non sarebbe mai giunto a Itaca, che poi non sarebbe nemmeno Itaca, bensì Cefalonia.

    Si rimane travolti da questa avventura romanzata, corredata di citazioni e profonde analisi filologiche e storiche, accompagnate dalle teorie di Butler, le interpretazioni di Dolce, le scuole di Oxford, con fonti tratte da Esiodo, Orazio, Ovidio… alla caccia delle malefatte di un eroe-antieroe, simulatore e dissimulatore, astuto e fedifrago, playboy irriducibile che naviga per...

  • Autore: Irina Turcanu
    Mar, 23/11/2021 - 11:30

    Un inno alla bellezza della vita. “Sempre tornare” di Daniele MencarelliUn inno alla vita, alla bellezza dell’Italia, un’ode all’avventura: è questo l’ultimo romanzo di Daniele Mencarelli, Sempre tornare, uscito per Mondadori. Ci si innamora subito di Daniele, dello scrittore, attraverso lo stile poetico e coinvolgente, e del personaggio, un ragazzotto di quasi diciotto anni che intende percorrere il tratto tra il litorale romagnolo e Roma in autostop.

    Siamo negli anni ’90, d’estate. Daniele, il ragazzo, lo ritroviamo dopo una nottata in discoteca, dov’è successo qualcosa di cui non vuol metterci subito al corrente, ci basti sapere che l’evento lo ha molto turbato e ora ha deciso di separarsi dagli amici e passare le due settimane di vacanza cercando di rientrare a Roma lungo le strade secolari dell’Italia, grazie alla gentilezza di chi incontra.

     

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  • Autore: Pierfrancesco Matarazzo
    Mar, 23/11/2021 - 11:30

    “Heaven” e la scelta di essere diversi di Mieko Kawakami«Un giorno, verso la fine di aprile, trovai un bigliettino nel portapenne. Era infilato tra due matite, dritto come se fosse in piedi. Lo aprii e lo lessi. C’era scritto: ‘Io e te siamo uguali’. Nient’altro».

     

    È così che inizia Heaven, romanzo di Mieko Kawakami (pubblicato in Italia da edizioni e/o con la traduzione di Gianluca Coci) che ci trasporta nel Giappone degli anni ’90 nel momento esatto in cui nasce l’amicizia fra Occhi storti e Kojima, due adolescenti accumunati dalla loro diversità.

    Una diversità obbligata per il primo (Occhi storti è affetto da strabismo) e rivendicata dalla seconda (Kojima invece rifiuta di lavarsi o pettinarsi, indossando sempre gli stessi logori vestiti per sentirsi più vicina al padre che vive in povertà, mentre lei, sua madre e il suo patrigno abitano in un’opulenta...

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

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