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“Una brava ragazza” di Mary Kubica: una storia che vi conquisterà

Mary Kubica, Una brava ragazzaQuando si ha tra le mani un buon libro, come Una brava ragazza di Mary Kubica, già dalle prime pagine si ha la voglia di continuare a leggere fino in fondo. Si ha la curiosità di scoprire come andrà a finire. Si prova il vero piacere della lettura. Beh, ilvolume edito da Newton Compton Editori è tutto questo: un thriller ben costruito che, per molti, si rivelerà l’occasione giusta per immergersi in una storia carica di adrenalina e suspense. Una storia che conquisterà il lettore, e soprattutto gli amanti del genere, portandoli a divorare, rigo dopo rigo, tutte le sue 315 pagine.

Si tratta del romanzo d’esordio una mamma laureatasi in Storia e Letteratura americana alla Miami University di Oxford, che ha – da subito – riscosso un notevole successo, tanto da essere stato tradotto già in sette Paesi. Tradotto nella nostra lingua da Daniele Ballarini, il libro racconta la storia di Mia Dennet, la giovane e bella figlia di un famoso giudice di Chicago.

Mia è una ragazza semplice che ama la vita e che odia il carattere scontroso e le ipocrisie del padre, sempre e solo attento all’immagine che gli altri hanno di lui. Stanno bene i Dennet, vivono in un quartiere abitato solo da persone facoltose. Ma Mia, a un certo punto, decide di andarsene, e lo fa per condurre una vita lontana dai riflettori e dalla popolarità. Stacca dalla famiglia e va a vivere da sola. E una sera, una come tante altre, si lascia sedurre da uno sconosciuto in un pub. Un tipo enigmatico e brillante: Colin Thatcher. Comincia così l’avventura di una notte... ma si conclude male. Si conclude con Colin che la rapisce per consegnarla a Dalmar, uno spietato criminale che ha intenzione di chiedere un riscatto alla famiglia. Colin, però, d’improvviso, cambia idea e la porta con sé in un capanno sperduto nel Minnesota. Partono le ricerche. L’incaricato delle indagini è l’ispettore Gabe Hoffman, un tipo schivo, solitario, ma altruista. Gabe si fa aiutare dalla madre della ragazza, Eve, un donna determinata e sensibile, disposta a tutto per ritrovare la figlia.

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Mary KubicaLa trama del romanzo scorre bene, senza periodi mal costruiti, poco avvincenti o forzati. Anche l’intreccio letterario è ben congegnato. La narrazione è affidata a tre punti di vista differenti, tutti e tre in prima persona: quello di Gabe, di Colin e della madre di Mia. I fatti vengono raccontati in capitoli brevi e si riferiscono ad avvenimenti accaduti prima e dopo un evento descritto solo nelle ultime pagine. Il che alimenta una tensione alta e sempre costante.

Il linguaggio è semplice e privo di fronzoli. E anche i personaggi sono costruiti in maniera egregia. Ognuno ha un proprio background ben definito che non presenta sbavature. Il migliore sembra essere quello di Colin Thatcher: il delinquente “da quattro soldi”, con qualche precedente penale, dall’infanzia difficile e che, per sopravvivere e aiutare la madre affetta dal morbo di Parkinson, accetta un lavoro pericoloso da un boss dei sequestri. Per poi, però, cambiare idea all’ultimo momento e, anche a dispetto della sua stessa incolumità, aiutare una povera ragazza indifesa. Forse un po’ troppo stereotipato – come tutti gli altri, d’altronde –, ma adatto a un thriller ricco di colpi di scena che, spesso, spiazzano il lettore.

Volendo individuare un lato negativo, si potrebbero indicare i capitoli la cui voce narrate è quella di Eve, la madre di Mia: forse un po’ troppo smielati per un libro che, per come costruito, mira sicuramente a generare un’apprensione costante in chi legge. Questi capitoli, forse, sono l’unica cosa che rallentano un po’ la lettura di Una brava ragazza, il bellissimo thriller di Mary Kubica

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