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Un padre si racconta alla propria figlia. “Una sostanza sottile” di Franco Cordelli

Un padre si racconta alla propria figlia. “Una sostanza sottile” di Franco CordelliEinaudi pubblica il nuovo libro di Franco Cordelli, Una sostanza sottile. Non solo autore di romanzi, tra cui La marea umana (2010), Franco Cordelli è anche saggista e critico teatrale per il «Corriere della Sera».

Un padre decide di raccontare alla figlia gli avvenimenti e gli incontri che hanno formato la sua vita. Non lo fa seguendo una lineare successione dei fatti, ma assecondando l’ordine che questi occupano ormai nella sua memoria. Ambientato in Provenza, Una sostanza sottile di Franco Cordelli mostra i ricordi di un uomo nella loro naturale discontinuità. Irène assume il ruolo di “portavoce” narrante delle esperienze del padre e lo ascolta con una maturità che non avrebbe potuto garantire quando era ancora solo una figlia e non una donna:

«devi essere più buona di sempre, più innocente di quanto tu non sia; e come non sei, né inconsapevole, né ignara. Ti chiedo di ascoltare ciò che non ti ho raccontato, eri troppo giovane, troppo figlia, non potevo, non ero capace».

 

Irène condivide finalmente le storie che l’uomo ha vissuto in quanto persona e in quanto autore. Uno dei primi capitoli è dedicato proprio all’inesperienza del padre, quando da giovane scrittore si confronta con un intellettuale più adulto e consapevole, che gli farà capire l’importanza dello stile nella scrittura. Un marchio che spesso viene fuori con la pratica e che fa tutta la differenza.

 

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Come nel romanzo di Cordelli, dove non è la storia a essere significativa, ma la modalità con cui viene concepita: un mosaico di situazioni da ricollegare, un puzzle di momenti da ricomporre. Una sostanza sottile non è quindi l’insieme di una serie di eventi, ma di relazioni che devono di volta in volta essere rifondate. Così non sempre i ricordi sono chiari; al contrario tendono continuamente a confondersi e a sovrapporsi. Nella «nera, malinconica − o corrotta nel profondo» Avignone, padre e figlia si trovano insieme per riscrivere un’intera esistenza. Nel frattempo una sostanza sottile si inserisce lungo il corso del romanzo come un filo conduttore che guida Irène tra le coordinate tracciate del padre.

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Un padre si racconta alla propria figlia. “Una sostanza sottile” di Franco Cordelli«Se la nostra coscienza di questi meccanismi (dell’inganno e dell’autoinganno) è cresciuta, s’è fatta sottile fino allo spasimo, ciò non ci rende migliori, o meno equivoci − ci espone a rischi gravissimi».

 

Difficile orientarsi in Una sostanza sottile di Franco Cordelli. Si è immediatamente proiettati in ricordi ridotti a frammenti. Ma è proprio questa la forza dell’opera, ovvero la sua fedele rappresentazione della memoria. Più ci allontaniamo dalle esperienze, più è complesso rimetterle al loro posto. Ma in tutti i casi la memoria non può riproporre la realtà secondo il suo ordine originario e necessario perché i fatti dentro la nostra testa non appartengono più al mondo esterno; sono già elaborazione di ciò che è accaduto. Così ricordiamo non tanto le cose, quanto le idee e le emozioni che ci legano a esse. Dalla psicoanalista, che porta per un’assurda quanto ricercata coincidenza il cognome di Jung, al personaggio del Truffatore, passando per Meister Eckhart, non c’è almeno in apparenza una connessione tra i racconti che emergono uno dopo l’altro senza tregua.

 

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La percezione è quella di un pensiero che scorre libero senza la preoccupazione di farsi capire. Il protagonista parla come se dovesse tirar fuori da sé stesso del materiale da riordinare per un romanzo. Butta di getto le immagini che gli attraversano la mente e le parole che gli ritornano a suonare nelle orecchie. Nelle prime pagine del romanzo il problema è identificare i personaggi, che si definiscono con il procedere della storia. Così come non è facile seguire il movimento che attraversa i diversi episodi. L’importante è non ridurre la coscienza a una sostanza sottile quando si legge questo libro, altrimenti il rischio è di perdersi nella marea di situazioni e riferimenti che si impongono attraverso le riflessioni del protagonista. Una sostanza sottile di Franco Cordelli rifiuta il concetto classico di trama e invita il lettore a essere sempre attivo.

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