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Un libro sull’autismo ed è subito polemica

AutismoUn professore universitario si scaglia contro un libro sull’autismo. Il professore è Carlo Hanau, docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari all’Università di Modena e Reggio Emilia e membro del comitato scientifico dell’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici). Il libro è Il motivo per cui salto, già best seller in Gran Bretagna, in Italia da poco per i tipi di Sperling & Kupfer, scritto da un ragazzo autistico, Naoki Higashida, grazie al metodo della scrittura facilitata, che consiste nell’indicare le lettere su una tastiera di cartone.

«È terribile questo voler fare in modo che l’autismo sia considerato un tesoro nascosto – spiega Hanau interpellato dall’agenzia stampa Redattore sociale –. È una falsificazione, una mistificazione terribile, che illude famiglie in cerca di illusioni, provocando gravi danni». Non usa mezzi termini, il professor Hanau, paragonando la scrittura facilitata al caso Stamina, definendo entrambe «una grande illusione», o anche peggio, «una forma di violenza, perché è il facilitatore che si impone ai ragazzi, impedendo loro di esprimere i propri bisogni».

La scienza, dunque, in questa occasione, veste i panni inusuali del censore, ma prova a farlo, almeno secondo l’opinione di Hanau, a fin di bene. Perché «la scrittura facilitata non è riconosciuta nelle linee guida dell’Istituto Superiore della Sanità sull’autismo, anzi è sconsigliata. È una metodologia nata per gli spastici, che hanno difficoltà a parlare e a muovere le mani. Ma l’autistico non è uno che non sa parlare, come vuole far credere il libro, perché non sa pensare e non sa comunicare. Solo in taluni casi gli autistici parlano, ma non sanno collegare il fonema all’oggetto. Sanno dire acqua, ma non sanno chiedere l’acqua quando hanno sete».

Questo il motivo che ha spinto il dottor Hanau a scagliarsi contro il libro che intanto, sulla falsariga di volumi analoghi (pensiamo a Se ti abbraccio non avere paura, di Fulvio Ervas, che parla, ma con tutt’altra qualità, di un ragazzo simile a Higashida) che mettono al centro dell’attenzione un disturbo tanto grave quanto ancora poco conosciuto. Dall’alto della sua esperienza al fianco di tante famiglie che vivono problemi simili, Hanau si dice sicuro che «Chi ha scritto Il motivo per cui salto non è autistico, o, se davvero autistico, non può aver scritto il libro».

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Ma al di là di questo il problema che solleva il caso Hanau-Higashida è anche di un altro tipo. Ancora una volta la facilità con cui l’informazione può essere diffusa fa sì che scienza e mistificazione della realtà vengano fuse e confuse. Accade sempre più spesso, dalle teorie di vita extraterrestre alle ipotesi di manciate di illuminati che governano il pianeta, dalla questione dei vaccini poco sicuri alle decine di bufale che quotidianamente si rincorrono, e ci rincorrono, online.

Capita così sempre più spesso di dover dar ragione a Umberto Eco, secondo il quale, per il principio che “se il cane morde il padrone, non fa notizia; ma se il padrone morde il cane, tutti ne parlano”, paradossalmente è proprio la grande quantità di notizie create e offerte dai media che non consente più di distinguere tra notizie importanti e banalità, o peggio tra vero e falso aumentando in tal modo, piuttosto che contrastare, la disinformazione stessa. Chissà se contro questo fenomeno la soluzione possa essere proprio quella abbozzata dal professor, ossia contrastare ignoranza e mistificazioni contrastando la diffusione di un libro sull’autismo. Una soluzione che sembra stridere con il mondo moderno e le sue conquiste, ma al momento qualcuno di voi vede delle alternative?

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