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Tempo di viaggi: in giro per i bar di Madrid, con la guida di Alessandro Gianetti

Alessandro Gianetti, La guida di Giuda, MadridL'estate è alle porte. S’iniziano a fare progetti di vacanze, weekend lunghi o soggiorni più duraturi. Tra le mete più gettonate senz'altro la capitale spagnola. Sarà utile munirsi di una guida che aiuti a strutturare i percorsi per le vie e le piazze più caratteristiche, anche per ottimizzare il tempo e godersi fino in fondo le bellezze cittadine.

Quella di Alessandro Gianetti, La guida di Giuda (Miraggi Edizioni), è una sorta di manuale di istruzioni per navigare tra il divertimento e il folclore, una guida insolita, alternativa, un serrato itinerario a spasso tra “I 76 bar più temibili di Madrid” (come recita il sottotitolo).
Divisa idealmente in quattro parti (più una premessa, un monito dantesco, indirizzata al lettore e una conclusione che ribadisce lo spirito madrileno), è un suggestivo insieme di miniracconti, ricordi, aneddoti. Le illustrazioni di Valerio Giovannini (tra le altre cose, fondatore di Present Art), composte da disegni stilizzati, ritratti e mappe, aggiungono movimento e fascino al libro.
Si legge in un attimo, ma persistono nella mente odori e sapori, e vien voglia di partire subito, vedere coi propri occhi luoghi e personaggi, infilarsi in uno di quei locali e assaporare una cerveza dorata in una caña (tipico bicchiere, piuttosto stretto e lungo) o un caratteristico vino Toro mentre ricche tapas vengono servite sul bancone, e via un altro locale (l'autore definisce il tapeo come «il più diffuso dei giochi da tavolo madrileni»).

In questo turbinio di bar, sono numerosi quelli che stuzzicano la curiosità e l'appetito: c'è il Café Mary, «il miglior posto dove bere un café con leche»; nelle Bodegas Casas, le acciughe arrotolate attorno alle olive sono distese sul bancone «come tante sorelle in processione»; al Tapas y Fotos potranno servirvi da bere un chitarrista e un batterista di una rock band; dalla Taberna de Atocha proviene, invece, un forte odore di cognac; il Conde de Barajas Café è un angolo veneziano, «uno dei pochi posti dove la notte può concedere un relativo isolamento»; Casa Ciriaco ha le sale «color del limbo» ed è un luogo adatto agli sguardi degli amanti; all'Oreja de Jaime può capitare che si ritrovino «bandacce di giovanotti madrileni che ricordano i ragazzi di Moravia nei Racconti romani»; El Maño è «un bar modernista con un quadro futurista», dove si possono ascoltare i Doors e David Bowie; il Sagasta Vinos è «un bar opaco, rivestito di piastrelle biancazzurre a guisa di bagno turco» e dove la padrona mesce vino in abito fiorito; El Espejo sembra una nave fatta di specchi ed esibisce lampadari di cristallo; Los amigos e Los enemigos sono due locali che si fronteggiano (a voi la scelta!); poi i bar della metropolitana, frequentati fin dall'alba dalla classe lavoratrice, dai pendolari, e dove le cameriere sono già sveglie alle prime luci del mattino; infine, la Caferería Sicilia, davanti all'ospedale, dove gli avventori intrattengono strane conversazioni sugli esami medici.

Durante questo piacevole vagabondare tra le pagine del libro, troverete pure camerieri pakistani, camerieri in short, camerieri strabici, camerieri chiaroveggenti, camerieri dalla battuta pronta, camerieri che parlano uno spagnolo bizzarro, proprietari su di giri, questuanti, passanti distratti, cinesi, argentini, reliquie di toreri, prostitute in pausa, clienti che urlano commenti sulle previsioni del tempo e dialogano con la giornalista in tv, un barista che «ha bevuto tanto che un giorno ha deciso di scavalcare il bancone e di servirseli da solo, i cocktail».

Conciso, evocativo, scrive con passione e ricercata ironia, Gianetti. Non manca, poi, di far riferimento a bar inospitali, scomodi, coi tavoli scoordinati e le sedie diseguali, seminterrati, locali che servono panini unti e in cui si gettano i rifiuti per terra, posti dove potete trovare un vecchio fascista convinto in compagnia di una donna sdentata. Inoltre, cosa non meno importante, lancia qualche suggerimento sugli orari e sui periodi dell'anno in cui frequentare certi bar, ma anche su dove trovare i migliori platos combinados, cocktail de violetas, chapitos de pulpo, calamares, mojitos, gin tonic a 3 euro! Il tour è davvero ben organizzato. Forse è l'ora di andare a Madrid, dove i bar hanno 7 entrate e nessuna uscita, dove ci sono locali che la leggenda narra non abbiano mai chiuso, nemmeno un giorno. Buon viaggio. E buon ritorno, se non avete deciso di restare.

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