Consigli di lettura

Interviste scrittori

Conoscere l'editing

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Storia di una regina guerriera

Storia di una regina guerrieraÈ dedicato a Zenobia di Palmira il nuovo romanzo di Federica Introna, La regina guerriera, pubblicato da tre60.

La donna che seppe sfidare Roma e il suo potere, facendo nascere intorno a un’oasi un vero e proprio impero è al centro di questo romanzo storico scritto da un’autrice dalla solida formazione classica che ha saputo sfruttare per costruire un romanzo storico molto ben documentato.

Proprio da questo punto siamo partiti nella nostra chiacchierata con Federica Introna per provare a svelare anche il lavoro sulle fonti preliminare alla stesura di La regina guerriera.

 

 

Perché un romanzo dedicato a Zenobia di Palmira. Cosa l’ha colpita di quest’imperatrice?

Innanzitutto la determinazione e il coraggio nello sfidare il potere di Roma, pur se il suo regno era nato da un’oasi nel deserto, non lo ritenne da meno dell’impero e combatté sino all’ultimo per il suo popolo, rivendicandone la libertà. Allo stesso tempo in lei vi sono anche qualità morali che la rendono decisamente singolare e attraente non solo come regina ma anche e soprattutto come donna. Antichi e moderni l’hanno spesso accostata ad altre figure di sovrane orientali, prima fra tutte Cleopatra, di cui si proclama discendente, ma anche Didone o Semiramide, tuttavia possiede delle caratteristiche peculiari che la fonte storiografica più importante a suo riguardo, ossia l’Historia Augusta, mette ben in evidenza: la prudenza e la fermezza nel realizzare le strategie politiche e militari, la severità o la generosità a seconda della circostanza nel trattare i soldati ma anche la castitas, ossia la continenza, quindi, pur se descritta come una donna di grande bellezza ed eleganza, non ricorreva al corpo per ottenere i suoi obiettivi politici. Sapeva cavalcare con destrezza, amava la caccia e soprattutto era una donna di profonda cultura che promosse Palmira come centro culturale. Un personaggio dalle mille sfaccettature, figlia di una terra che mi ha sempre ammaliato.

Storia di una regina guerriera

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Lei ha una formazione classica. Quanto l’ha aiutata nel percorso di costruzione narrativa del mondo di Zenobia?

Moltissimo, direi che è stata essenziale. Il mondo di Zenobia è molto complesso e ricco sotto tutti i profili: storico, culturale, religioso. Siamo in Siria, una provincia orientale dell’impero nel III secolo d. C, periodo di grande crisi per l’Impero Romano. I popoli germanici premono sul limes nord orientale, per cui gli imperatori sono costretti a condurre continue campagne militari per arginare la loro avanzata. Questo determina l’affermarsi di forze centrifughe, ossia di poteri che vogliono rendersi indipendenti da Roma: a nord ovest il comandante batavo Postumo creerà l’impero delle Gallie, e a sud est Zenobia di Palmira si impegnerà in una straordinaria e doppia espansione, verso l’Egitto e verso l’Anatolia. L’oasi è divenuta un centro carovaniero importante e ricco, ma soprattutto il suo esercito è indispensabile a Roma per fronteggiare i Sasanidi, ossia la Persia. Zenobia avrà il coraggio di intraprendere una politica di autonomia dall’Aquila, ma questa scelta avrà anche un prezzo enorme per lei, come donna, madre e regina. Allo stesso tempo Palmira è la città in cui Oriente e Occidente si incontrano ogni giorno e dove almeno tre componenti hanno dato vita a un unicum molto originale: la cultura del deserto, ossia quella dei nomadi beduini, la cultura greco-ellenistica e quella romana. Inoltre emergono con forza le religioni monoteistiche: le comunità cristiane, ebree, ma anche gli adepti di Zoroastro cominciano ad avere grande rilievo nel tessuto sociale e Zenobia ne intuisce l’importanza anche livello politico. Tutti questi aspetti concorrono alla costruzione del romanzo.

 

Nel suo primo romanzo, La congiura, ha posto al centro della narrazione Epicari, un’altra donna. Da dove nasce questa sua attenzione verso personaggi femminili della storia?

La cultura classica, che pure tanto ci ha dato e continua a darci, purtroppo è segnata da una profonda misoginia: quando una donna sale sul palcoscenico della storia non è quasi mai per le sue qualità morali, quanto all’opposto per la sua inclinazione all’inganno, all’avidità, alla lussuria, basti citare Agrippina o Messalina. Per lungo tempo alla donna romana il codice etico tradizionale ha imposto di rimanere entro le mura domestiche e parlare poco, soprattutto non di questioni culturali tanto meno politiche. Dal mare magnum della storia antica mi piace individuare delle figure che con il pensiero e le azioni hanno infranto il paradigma che veniva loro imposto: nel caso di Epicari si tratta di una schiava affrancata, una liberta, che viene elogiata da Tacito per aver dimostrato nell’opporsi a Nerone una coerenza e uno spirito di sacrificio maggiori di quelli di tanti uomini dell’aristocrazia; Zenobia, invece, è una sovrana cresciuta in mezzo alle rocce, all’ombra delle palme, in un ambiente ostile e fascinoso insieme, capace di offrire a Roma una lezione di dignità e coraggio.

Storia di una regina guerriera

Qual è il suo rapporto con le fonti? Come ha lavorato con queste? In che modo le ha rielaborate e/o ne colmato i vuoti per articolare la struttura narrativa del romanzo?

Ho attinto dalle diverse fonti prediligendo le soluzioni che mi parevano più efficaci sul piano narrativo e più in linea con il personaggio che si è andato definendo nel corso della scrittura. La fonte principale su Zenobia, e su tutto il periodo romano che va da Adriano a Numeriano, è l’Historia Augusta, una carrellata di imperatori e usurpatori del potere, in cui la regina è inserita nella sezione dedicata ai Trenta Tiranni. Non ha il rigore e la profondità della storiografia di Tacito ma comunque fornisce caratteristiche interiori e fisiche, su cui ho potuto lavorare per elaborare il mio personaggio. Meno utili sono stati i ritratti forniti dai due storici bizantini Zosimo e Zonara, che si limitano ad ampliare la narrazione dell’Historia Augusta con aneddoti vari e, nel caso di Zosimo, cambiano il destino assegnato all’eroina, uniformandolo a quello delle altre regine orientali. Ho preferito seguire la versione dell’Historia Augusta, ribadita da Zonara. Poi c’è la tradizione araba, rappresentata da Al-Tabari, da cui ho tratto le leggende relative al popolo dei Tanukh.

 

Lei ha esordito con due raccolte di poesie. Quali difficoltà ha incontrato nel passaggio al romanzo? E cosa invece l’ha maggiormente entusiasmata?

Sì, prima di intraprendere il mio percorso nella narrativa mi sono dedicata alla poesia come esigenza dell’anima. Ho sempre composto versi per fissare le emozioni e le riflessioni scaturite dal mio mondo interiore e dalla realtà che mi circonda, questo lavoro di certo ha arricchito e approfondito il mio sguardo e la mia capacità espressiva, allenandomi al limae labor, ossia alla continua revisione della scrittura, attraverso la selezione dei vocaboli, la rifinitura dei periodi, la ricerca dell’armonia. L’opera di narrativa, tuttavia, impone anche di costruire una struttura che abbia forza, coerenza e ritmo: un romanzo deve tenere il lettore incollato alle pagine! Ho quindi imparato altre tecniche per valorizzare la storia e i personaggi che volevo raccontare, a tale proposito consiglio a coloro che vogliono intraprendere questo cammino, di frequentare un laboratorio di scrittura creativa, per condividere con altri la propria passione e imparare da chi ha già una certa dimestichezza con il mondo della scrittura e dell’editoria.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

In Italia abbiamo una tradizione abbastanza consolidata di romanzi storici. Come vi si rapporta? Quali sono i suoi autori/autrici preferiti?

Sono stata una divoratrice di romanzi storici sin dall’adolescenza, e a conquistarmi, facendomi nascere il desiderio di scrivere, in realtà sono stati due stranieri, una francese, Marguerite Yourcenar, con le Memorie di Adriano, e un inglese, Robert Harris, con Pompei, che in modi diversi ma parimenti affascinanti hanno saputo farsi interpreti dell’antichità. Detto ciò, sono orgogliosa della nostra tradizione, che, se non vogliamo risalire ad Alessandro Manzoni, trova in Umberto Eco il suo grande maestro. All’interno oggi annovera filoni diversi, mi piace iniziare con un’autrice del romanzo storico al femminile, Carla Maria Russo, di cui ho amato molto La sposa normanna, ma seguo da sempre l’insuperabile Valerio Massimo Manfredi e l’ironico Andrea Vitali.

Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.


Per la terza foto, la fonte è qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.