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Si scrive “se stesso” o “sé stesso”? Qualcuno parla di errore, ma l’errore NON c’è

Se stessoIl 17 ottobre 2014 Skuola.net pubblica un articolo in cui si dice che sé stesso è un errore e che l’unica forma corretta e accettabile di scriverlo è se stesso; si comporta allo stesso modo il sito Studenti.it, dove si legge ancora adesso che

«Quando il se è retto da stesso, l’accento non è necessario, quindi si scrive se stesso. Quando invece troviamo solo il se in posizione non ipotetica, bisogna mettere l’accento».

Le osservazioni sulla differenza tra se congiunzione subordinante (Es. Se tu avessi studiato, non avresti sbagliato) e tra particella pronominale (Es. Ognuno studia per e poi ci si confronta) sono corrette: le due particelle vanno infatti distinte proprio tramite l’accento (succede lo stesso con ne/né, si/sì e così via), che ha dunque ruolo disambiguante.

Non entusiasma che un sito divulgativo della portata di Studenti.it e un sito altrettanto importante come Skuola.net asseriscano che “se stesso” va scritto in questo modo e che l’alternativa è sbagliata. Chi non usa l’accento si giustifica dicendo che non serve perché tanto non c’è motivo che se si confonda nel sintagma se stesso, ed è vero, perché se stesso vuol dire una sola cosa, e cioè , rafforzato, ovviamente, da stessoL’alternativa sé stesso, però, non è affatto sbagliata, e a parlarne sono illustri storici della lingua e grammatici; ne trovate un’ampia trattazione sul sito dell’Accademia della Crusca, dove viene citato quanto scrive il linguista Luca Serianni in Grammatica italiana – Italiano comune e lingua letteraria:

«Senza reale utilità la regola di non accentare quando sia seguito da stesso o medesimo, giacché in questo caso non potrebbe confondersi con la congiunzione: è preferibile non introdurre inutili eccezioni e scrivere sé stesso, sé medesimo. Va osservato, tuttavia, che la grafia se stesso è attualmente preponderante [...]» .

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La forma è la più diffusa, ed è un dato facilmente verificabile con Google: se stesso restituisce quasi dieci milioni di risultati contro i quasi un milione e trecentomila di sé stesso in data 22 ottobre 2014. Ma il fatto che l’alternativa sia corretta è ineccepibile:

  • Volendo essere puntigliosi, dovremmo scrivere , se stesso e sé stessi, perché in quest’ultimo caso il rischio confusione con se stessi congiuntivo del verbo stare non è basso: nello stesso caso, e cioè con pronome personale, ci troviamo, insomma, a usare e non usare l’accento. Tanto vale usarlo sempre, no? Anche perché non è vero il contrario: non sarebbe corretto scrivere se stessi per la stessa ragione per cui non sarebbe corretto scrivere se.

 

  • Una seconda riflessione mi porta a là dove, oggi più comune come laddove: visto che non vi è pericolo di confondere la avverbio con la articolo nella locuzione avverbiale, perché non scriviamo la dove, allora? Ma questo è un pensiero estemporaneo.

L’ultima riflessione è quella più importante: il giusto e lo sbagliato sono concetti da prendere non troppo sul serio, e per i quali mi sento di suggerire il criterio della ragionevolezza, che si presta, ahimè, a tante discussioni non sempre costruttive e interessanti; secondo tale criterio, io non posso dire che “se stesso” è sbagliato, pur sapendo che esiste una schiera nutrita di grammatici, e, a prescindere da questo, dei criteri ragionevoli che giustificano l’altra scelta: siamo nell’ambito di una zona «grigia» con confini poco marcati e nella quale ogni giudizio non può essere una condanna o un’assoluzione. Certo, se trovate scritto sè stesso il discorso cambia notevolmente (e lo trovate proprio su Skuola.net). 

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