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Scrittori da (ri)scoprire – Luigi Malerba

Scrittori da (ri)scoprire – Luigi MalerbaLuigi Malerba (Berceto, 1927 – Roma, 2008), pseudonimo di Luigi Bonardi, è stato uno dei massimi esponenti del Gruppo ’63, teorizzatore della neoavanguardia letteraria italiana.

Nasce in una frazione di Berceto, in provincia di Parma, dove il padre Pietro Bonardi è un proprietario terriero, mentre lo zio paterno Giovanni, fondatore delle missioni estere saveriane di Parma, è scrittore, storico e biografo delle attività missionarie in Cina.

Studia a Parma, città dove negli anni Quaranta si respira un’atmosfera culturale molto vivace, soprattutto grazie all’editore Guanda che attira in città molti intellettuali. Tra i compagni di scuola e gli amici di Malerba ci sono, tra gli altri, Luca Goldoni e Alberto Bevilacqua.

La sua prima passione è per il cinema: inizia presto a collaborare a riviste di settore e nel 1949 fonda a Parma la rivista «Sequenze, quaderni di cinema», che per un paio d’anni ospiterà articoli di critici importanti.

 

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Trasferitosi nel 1950 a Roma, dove Cinecittà sta vivendo gli anni migliori, Malerba inizia a frequentare altri personaggi che si dividono equamente tra letteratura e cinema, come Michelangelo Antonioni, Ennio Flaiano, Tonino Guerra, e collabora a diverse sceneggiature. Nel mondo del cinema ambienta anche la sua prima opera di narrativa, Le lettere di Ottavia, pubblicate a puntate su «Cinema nuovo»nel 1956 ma raccolte in volume solo molti anni dopo, nel 2004: storia di una ragazza di provincia che si trasferisce a Roma nella speranza di diventare attrice e che attraverso le lettere che manda al fidanzato rimasto a casa descrive il suo impatto con il mondo dello spettacolo. Dopo aver diretto un unico film, Donne e soldati (1953),Malerba si dedica per alcuni anni al nascente mercato della pubblicità televisiva, girando molti di quegli spot diventati famosi come “caroselli” e sperimentando nuovi linguaggi.

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Il vero debutto letterario avviene nel 1963 con la raccolta di racconti La scoperta dell’alfabeto, in cui il mondo contadino della sua infanzia è descritto con uno stile surrealista, fino a toccare toni grotteschi. Il successo del libro convince Malerba a dedicarsi di più alla scrittura e a partecipare al convegno da cui nasce il Gruppo ’63, anche se continuerà per molti anni a lavorare nel mondo del cinema scrivendo numerose sceneggiature.

Il serpente (1966) è il suo primo romanzo, in cui sperimenta le teorie dell’avanguardia, senza però rinunciare a dare al libro un’impostazione coerente, con una trama e dei personaggi riconoscibili. Seguono Salto mortale (1968), che ottiene un largo successo anche in Francia, Il protagonista (1973) e Il pataffio (1978), un curioso romanzo storico di ambientazione medievale. Accanto ai romanzi, Malerba pubblica diverse raccolte di racconti, tra cui Le rose imperiali (1974), che comprende storie ambientate nell’antica Cina, Dopo il pescecane (1979) e Diario di un sognatore (1981), trascrizione sperimentale di una serie di sogni. Negli stessi anni scrive una lunga serie di romanzi per ragazzi, spesso in collaborazione con Tonino Guerra.

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A partire dal romanzo Il pianeta azzurro (1986) la narrativa di Malerba si concentra maggiormente sul rapporto tra realtà e finzione, anche rivisitando in modo molto personale temi storici, come in Il fuoco greco (1990), Le maschere (1995) e soprattutto Itaca per sempre (1997), riproposizione molto personale del mito di Ulisse.

 

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Il linguaggio, componente fondamentale della sua ricerca letteraria, gli ispira alcuni saggi, tra cui Le parole abbandonate (1977), sulla progressiva scomparsa dei dialetti dell’Appennino emiliano, mentre altri suoi libri nascono dai numerosi viaggi all’estero, come Cina Cina (1985) e Il viaggiatore sedentario (1993). Importante la lunga collaborazione al quotidiano «La Repubblica», per il quale scrive tra l’altro un resoconto dal vivo della rivolta di piazza Tienanmen, trovandosi casualmente a Pechino con la moglie in quel periodo.

Molto impegnato sul fronte ambientalista, Malerba pubblica nel 2006 il suo ultimo romanzo, Fantasmi romani, e muore a Roma nel 2008. Mondadori gli ha dedicato nel 2016 un Meridiano contenente i principali romanzi e nel 2020 un volume degli Oscar con tutti i racconti.

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