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Scrittori da (ri)scoprire – Giovanni Comisso

Scrittori da (ri)scoprire – Giovanni ComissoNella biografia di Giovanni Comisso (Treviso, 1895 – Treviso, 1969) troviamo tracce dei principali avvenimenti della prima metà del Novecento.

Nasce a Treviso in una famiglia della buona borghesia cittadina: la madre è sorella di un noto avvocato e di un generale, eroe della guerra di Libia. È uno studente svogliato e nel 1914, bocciato agli esami di maturità, decide di arruolarsi volontario per frequentare il corso del Genio Telegrafisti a Firenze, con l’idea di riprendere gli studi al ritorno. Arriva però la Prima guerra mondiale a sconvolgere i suoi programmi, mandandolo al fronte a occuparsi delle linee telefoniche.

Nel 1916 pubblica un libretto di poesie, curato dallo scultore Arturo Martini, suo grande amico, che disegna la copertina, ma il libro suscita grande imbarazzo nella famiglia, che lo considera un attentato al suo buon nome. Nel periodo finale del conflitto Comisso si ritrova in prima linea, viene anche coinvolto nella disfatta di Caporetto e dopo l’armistizio viene destinato col suo reggimento a Fiume. Per qualche mese frequenta dei corsi per studenti ex combattenti a Roma, dove stringe amicizia col pittore Filippo De Pisis e ha occasione di conoscere D’Annunzio, che lo affascina al punto tale da farlo disertare, una volta tornato al reggimento, per partecipare alla presa di Fiume. Qui conosce l’avventuriero Guido Keller, col quale compie nell’estate del 1920 una lunga navigazione tra le isole dell’Adriatico, che ispirerà i suoi primi racconti.

L’anno successivo Comisso lascia Fiume, la cui avveniristica esperienza è ormai fallita, e torna a vivere a Treviso, ma fatica ad adattarsi alla sonnolenta vita di provincia e preferisce trascorrere lunghi mesi in mare.

 

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Nel 1924 esce il suo primo romanzo, Il porto dell’amore, in cui racconta l’esperienza vissuta a Fiume con i legionari dannunziani. Il libro è accolto favorevolmente e Comisso viene invitato a stabilirsi a Milano, dove lavora in una galleria d’arte e frequenta scrittori come Gadda e Montale. Nel 1927 è con De Pisis a Parigi, che sta vivendo quella stagione magica del dopoguerra amata e narrata da tanti scrittori: i due conducono una vita sregolata, frequentando i peggiori ambienti e intrecciando relazioni ambigue.

Scrittori da (ri)scoprire – Giovanni Comisso

L’anno successivo vengono pubblicati i racconti di Gente di mare, ambientati nei luoghi dell’Adriatico conosciuti nelle navigazioni degli anni precedenti. Il libro vince il Premio Bagutta, mentre Comisso diventa inviato speciale del «Corriere della Sera» e ha quindi l’opportunità di effettuare lunghi viaggi in Cina, Giappone e Russia, scrivendo numerosi articoli che negli anni successivi pubblica anche in volume: riflettono lo stile dell’epoca, a cui Comisso si adegua seguendo i canoni della prosa d’arte ed evitando di approfondire più di tanto l’analisi dei luoghi che visita, fermandosi quindi spesso a una visione piuttosto superficiale delle culture che incontra. Nel 1930 esce Giorni di guerra, resoconto delle sue esperienze durante il primo conflitto mondiale.

Dopo un progetto matrimoniale non realizzato con una ragazza di Cortina, Comisso alla morte del padre ha utilizzato l’eredità per costruirsi una casa a Zero Branco, un paese del trevigiano: qui vive negli anni successivi due controversi rapporti con Bruno, un pescatore di Chioggia, e poi con Guido, giovanissimo e inquieto aspirante poeta.

Scrittori da (ri)scoprire – Giovanni Comisso

I suoi legami con il regime fascista sono scarsi, così come il suo interesse per la politica, ma da scrittore si adegua senza dubbio all’ideologia dominante, anche se nei reportage che invia al «Corriere della Sera» dalle colonie italiane in Africa non manca di sottolineare una realtà lontana dai proclami trionfalistici del governo mussoliniano.

La Seconda guerra mondiale segna per Comisso l’inizio di un periodo di crisi personale: il romanzo Un inganno d’amore (1942) non viene accolto bene dalla critica, mentre in Gioventù che muore (1949) gli avvenimenti tragici della guerra restano sullo sfondo delle vicende sentimentali dei personaggi, a differenza di quanto andavano scrivendo i nuovi autori del Neorealismo. Comisso afferma di sentirsi ormai uno scrittore superato, ma questo non gli impedisce di continuare a scrivere e a pubblicare: i racconti Capricci Italiani (1952) vincono il Premio Viareggio, mentre quelli di Un gatto attraversa la strada (1955) si aggiudicano lo Strega. Il romanzo La donna del lago (1962) si ispira a una serie di delitti avvenuti ad Alleghe molti anni prima e rimasti irrisolti, riguardo ai quali nel 1960 si era finalmente celebrato un processo dopo che un giornalista aveva fatto riaprire il caso.

 

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Giovanni Comisso pubblica l’ultimo libro di racconti, Attraverso il tempo, nel 1968 e muore a Treviso nel 1969. Molte raccolte di suoi articoli e altri racconti sono stati pubblicati postumi negli anni successivi.

Nel 1979 un gruppo di amici dello scrittore, riuniti in associazione, ha istituito il Premio Comisso, giunto ormai alla quarantesima edizione, che ogni anno premia un’opera di narrativa e un’opera bibliografica sotto il patrocinio della città di Treviso.

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