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Scrittori da riscoprire – Gina Lagorio

Scrittori da riscoprire – Gina LagorioLuigina Bernocco, conosciuta come Gina Lagorio (Bra, 1922 – Milano, 2005) appartiene alla generazione di scrittori italiani formatisi culturalmente a partire dagli anni Trenta del Novecento e maturati negli anni del secondo conflitto mondiale.

Nasce a Bra, nel cuneese, ma trascorre gli anni dell’adolescenza in Liguria, frequentando l’istituto magistrale a Savona. Ad appena diciotto anni inizia a collaborare al «Giornale di Genova»: il redattore della pagina savonese, rimasto colpito dal tema con cui aveva vinto un concorso riservato agli studenti, le offre di scrivere recensioni dei film in uscita. Come avrebbe ricordato spiritosamente in seguito, il fatto di avere una tessera per accedere gratis alle sale cinematografiche e poterci portare un accompagnatore, la rende molto popolare e corteggiata dagli altri studenti, ma il cinema resterà una sua grande passione.

Durante la guerra si laurea a Torino in letteratura inglese e partecipa alla Resistenza con Giustizia e Libertà. Conosce così anche Emilio Lagorio, destinato a ricoprire incarichi significativi nel Partito Comunista ligure durante la ricostruzione post-bellica, e lo sposa nel 1945, adottando il suo cognome al posto di quello paterno poco amato.

Stabilitasi col marito a Savona, dove nascono le due figlie della coppia, negli anni Cinquanta e Sessanta Gina Lagorio insegna alle scuole medie, frequenta artisti e intellettuali, fra cui il poeta Camillo Sbarbaro, suo grande amico, e inizia a scrivere i primi racconti, collaborando anche a diverse riviste.

 

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Nel 1964 Emilio Lagorio muore dopo una lunga malattia. Due anni dopo la vedova pubblica il suo primo romanzo, Polline (1966), seguito da Un ciclone chiamato Tittì (1969), incentrato sull’infanzia di una delle figlie, e da Approssimato per difetto (1971) in cui racconta la malattia e la morte del marito. Lasciati Savona e l’insegnamento, nel 1973 Gina Lagorio si trasferisce a Milano dove inizia a collaborare a diversi progetti editoriali della casa editrice Garzanti, tra cui l’Enciclopedia Europea. Nel 1981 sposa in seconde nozze l’editore Livio Garzanti.

Scrittori da riscoprire – Gina Lagorio

Negli anni successivi escono i suoi romanzi di maggior successo: La spiaggia del lupo (1977) è finalista al Premio Campiello, romanzo di formazione incentrato sul personaggio di una giovane donna impegnata a destreggiarsi tra la Liguria e Milano nei turbolenti anni Settanta. Seguono Fuori scena (1979), storia di un’attrice che torna nel Piemonte della sua infanzia e Tosca dei gatti (1983), vincitore del Premio Viareggio.

Nel 1987 Gina Lagorio viene eletta alla Camera dei Deputati per la Sinistra Indipendente e affronta l’esperienza parlamentare nello stesso gruppo di Luigi Pintor, Antonio Cederna e Natalia Ginzburg, con cui stringe amicizia, entrando nella Commissione Cultura e tenendo un diario spassionato dei suoi anni in politica, conservato inedito tra le sue carte. Continua comunque a scrivere, alternando alla narrativa opere di saggistica e testi teatrali, ottenendo diversi riconoscimenti. I romanzi sono sempre ambientati nei luoghi che le sono cari, come la Liguria di Golfo del Paradiso (1987) e il Piemonte di Tra le mura stellate (1991), finalista al Premio Strega.

Scrittori da riscoprire – Gina Lagorio

Nel 2003 la scrittrice viene colpita da un ictus e riesce a raccontare questa sua esperienza con la malattia in Càpita, che uscirà nel 2005, poche settimane dopo la sua morte.

 

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Giornalista, scrittrice, saggista, autrice di testi teatrali oltre che narratrice, Gina Lagorio ci racconta soprattutto le donne, sia quelle della sua generazione, sia quelle che maturano negli anni successivi, tra istanze femministe, terrorismo e tutti i grandi cambiamenti che hanno contrassegnato l’ultima parte del Ventesimo secolo, da lei seguiti con attenzione anche grazie alla sua partecipazione in prima persona alle vicende politiche italiane di quegli anni.


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