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Scrittori da (ri)scoprire – Clara Sereni

Scrittori da (ri)scoprire – Clara SereniClara Sereni (Roma, 1946 – Zurigo, 2018) occupa un posto particolare nel mondo della scrittura al femminile, di cui fornisce una versione molto composita e personale.

Nasce a Roma alla fine della Seconda guerra mondiale. Il padre, Emilio Sereni, di famiglia ebraica, è una figura centrale del Partito Comunista Italiano, è stato esule a Parigi e ha partecipato alla Resistenza insieme alla moglie, Xenia Silberberg, figlia di rivoluzionari russi rifugiatisi in Svizzera e poi in Italia ai tempi dello Zar e meglio conosciuta come Marina Sereni (il suo libro autobiografico sulla Resistenza, I giorni della nostra vita, uscito nel 1955, rimane per anni un bestseller). Dopo la guerra, Emilio Sereni fa parte dell’Assemblea Costituente, è ministro in due governi presieduti da De Gasperi e poi parlamentare per diversi anni.

Con due genitori così importanti, Clara Sereni non può che crescere nel nome dell’impegno politico e sociale. Il suo primo romanzo, Sigma Epsilon (1974), è infatti una storia autobiografica della sua generazione, quella che ha vissuto l’esperienza del Sessantotto.

 

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Dopo il matrimonio con Stefano Rulli, regista e sceneggiatore di film e serie tv di grande successo, la sua scrittura subisce però una battuta d’arresto a causa della nascita di un figlio che manifesta gravi problemi psichici e la impegna profondamente.

Casalinghitudine (1987) che appare tredici anni dopo e le regala una certa popolarità, grazie anche al felice e fortunato neologismo del titolo, è un libro dalla struttura particolare, in cui una storia familiare, densa di vicende personali e di incontri con i personaggi famosi che frequentavano casa Sereni, è scandita dalle ricette dei piatti preparati per tutte le occasioni conviviali.

Scrittori da (ri)scoprire – Clara Sereni

Nella raccolta di racconti Manicomio primavera (1989) protagoniste sono invece le madri di figli “diversi”, con i quali intrecciare rapporti speciali per aiutarli a raggiungere un possibile grado di “normalità” in un mondo che sembra non avere spazio per loro.

Nel 1991 Sereni si trasferisce a vivere a Perugia, dove affronta anche l’esperienza della politica attiva e viene eletta nel consiglio comunale cittadino. Due anni dopo esce quello che viene considerato il suo libro più importante, Il gioco dei regni (1993), una ricostruzione della storia della sua famiglia che parte dalla Russia rivoluzionaria per toccare quasi tutti gli eventi tragici e complessi del Novecento, in cui assumono forte rilievo le figure femminili, in primo luogo la madre Marina.

L’identità ebraica riaffiora in alcuni dei racconti di Eppure (1995), mentre Taccuino di un’ultimista (1998) raccoglie scritti sparsi che evidenziano i quattro punti cardine della personalità della scrittrice: l’essere donna, ebrea, esperta di handicap attraverso la convivenza col figlio e perennemente dalla parte degli ultimi.

Scrittori da (ri)scoprire – Clara Sereni

Nel 1998 Sereni crea la Fondazione Città del Sole-Onlus, che si occupa di disabili psichici e nel 2004 partecipa al documentario girato dal marito Un silenzio particolare, che racconta la loro esperienza di genitori alle prese con la disabilità. Oltre alle opere narrative, effettua numerose traduzioni di classici francesi e collabora per molti anni come editorialista ai quotidiani «L’Unità» e «Il Manifesto».

 

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Con Via Ripetta 155 (2015), l’ultimo romanzo pubblicato che è finalista al Premio Strega, la scrittrice torna al tema del suo libro d’esordio: gli anni del Sessantotto, grandi speranze e utopie spesso tradite e deluse dagli avvenimenti successivi, in primo luogo dalla nascita del terrorismo che insanguinerà il decennio successivo. È anche una sorta di congedo e di testamento spirituale, perché in quel periodo Clara Sereni si ammala gravemente e dopo anni di sofferenze sceglie di mettere fine alla sua vita sottoponendosi all’eutanasia: muore a Zurigo nel 2018.

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