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Scrittori da (ri)scoprire – Cesarina Vighy

Scrittori da (ri)scoprire – Cesarina VighyCesarina Vighy (Venezia, 1936 – Roma, 2010) è apparsa nel mondo letterario italiano come una meteora, ma riuscendo comunque a lasciare un ricordo importante del suo breve passaggio.

Nasce a Venezia in una famiglia colta: il padre, Dino Vighy, è un avvocato molto noto in città, promotore di numerose iniziative sociali e culturali. La figlia studia al liceo e diventa presto un’attrice di spicco nella compagnia del Teatro Universitario di Ca’ Foscari: in seguito si trasferisce a Roma, dove si laurea in lettere classiche con una tesi sulla condizione dell’attore nell’antica Roma. Dopo il matrimonio e la nascita di una figlia, Vighy inizia a lavorare presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma dopo qualche tempo passa alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, dove rimane fino all’età della pensione.

 

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Per anni si limita a scrivere solo poesie, finché la sua vita cambia in modo brutale: si ammala infatti di sclerosi laterale amiotrofica, la temibile SLA, malattia che colpisce in modo irreversibile il neurone motorio, cellula del sistema nervoso centrale, portando a una progressiva paralisi di tutti i muscoli necessari per muoversi, parlare, mangiare e respirare. L’origine di questa malattia è ancora ignota e al momento non esistono né metodi per prevenirla, né farmaci per curarla.

Scrittori da (ri)scoprire – Cesarina Vighy

Vighy fa della sua malattia il tema del romanzo con cui esordisce, a settantatré anni e già in condizioni fisiche disastrose. L’ultima estate esce nel 2009 e racconta la vita di Z., una donna che, costretta all’immobilità da questa malattia incurabile, racconta giorno per giorno tutto ciò che entra a far parte del suo mondo sempre più limitato: gli uccelli che può scorgere oltre la finestra, le voci e i rumori della casa, la gatta che le fa compagnia di giorno e nelle lunghe ore d’insonnia notturna. Ma la monotonia del quotidiano si arricchisce pur sempre grazie ai pensieri, ai sogni, ai ricordi che le permettono di rivivere i momenti salienti della propria esistenza che si avvia inesorabilmente alla fine. Dalle pagine emergono quindi squarci di vita italiana dagli anni Cinquanta in poi, tra Venezia e Roma, ma soprattutto una visione della malattia che, per quanto realistica, non impedisce all’autrice di raccontarne molti aspetti con grande ironia.

Scrittori da (ri)scoprire – Cesarina Vighy

L’ultima estate viene accolto come una rivelazione letteraria, vince il Campiello Opera Prima e altri premi, entra anche nella cinquina dei finalisti al Premio Strega e viene tradotto in varie lingue, contribuendo involontariamente al rovente dibattito sull’eutanasia e sul diritto a un fine vita dignitoso per i malati incurabili che nel 2009 agita l’Italia attorno al caso di Luana Englaro (la ragazza rimasta in coma per diciassette anni, il cui padre reclamava il diritto a staccarla dalle macchine che la mantenevano artificialmente in vita).

 

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L’anno successivo Vighy torna in libreria con Scendo, buon proseguimento (2010), un romanzo epistolare in cui racconta gli ultimi tre anni di malattia attraverso lo scambio costante di e-mail con la figlia, l’editore e diversi amici. Non riesce però a godere del suo successo perché muore a Roma nel mese di maggio del 2010, due giorni dopo l’uscita del romanzo.

La vita di Cesarina Vighy si può accostare a quelle di Goliarda Sapienza e di Mariateresa Di Lascia, scrittrici sfortunate che ci hanno lasciato soprattutto il rimpianto per quanto avrebbero potuto scrivere se le loro esistenze si fossero svolte in modo diverso.

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