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Scrittori da riscoprire – Carlo Castellaneta

Scrittori da riscoprire – Carlo CastellanetaCarlo Castellaneta (Milano, 1930 – Palmanova, 2013) è stato un grande cantore della milanesità: quasi tutta la sua vasta produzione letteraria ruota infatti attorno alla città di Milano, come luogo d’ambientazione di romanzi e come soggetto di numerosi saggi.

Figlio di un immigrato pugliese e di una milanese, Castellaneta nasce nel capoluogo lombardo come primogenito di quattro fratelli. Le condizioni economiche della famiglia non gli permettono di proseguire gli studi e lo fanno entrare giovanissimo nel mondo del lavoro, in principio da impiegato in una galleria d’arte. In seguito viene assunto dalla Mondadori come correttore di bozze e inizia a coltivare la passione per la narrativa.

Riesce a presentare il suo primo manoscritto a Elio Vittorini, in quel periodo collaboratore della casa editrice, che lo apprezza e ne caldeggia la pubblicazione.

Viaggio col padre esce nel 1958 ed è una storia, fortemente autobiografica, che si sviluppa su due piani temporali differenti: nel primo il giovane protagonista vive l’adolescenza nel periodo 1943-1945, quando Milano è al centro della Repubblica sociale assistendo quindi alla fine del fascismo e a un crollo psicologico del padre, fervente sostenitore del regime, che al termine del conflitto viene epurato e finisce per abbandonare moglie e figli. Nel secondo, diversi anni dopo, padre e figlio si ritrovano sullo stesso treno che deve condurli in Puglia, al funerale del nonno: il lungo viaggio è l’occasione di un confronto molto duro tra i due uomini.

 

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Il successo dell’esordio è per Castellaneta il punto di partenza di una lunga e fortunata carriera di scrittore, giornalista e sceneggiatore cinematografico.

Scrittori da riscoprire – Carlo Castellaneta

Collaboratore per molti anni del «Corriere della Sera», scrive soprattutto romanzi, che vengono spesso tradotti e venduti con successo anche all’estero: Una lunga rabbia (1961), Villa di delizia (1965) Gli incantesimi (1968), che è finalista al Campiello, La dolce compagna (1970), La paloma (1972).

Notti e nebbie (1975) è probabilmente il suo romanzo più famoso, ambientato nella cupa Milano della Repubblica sociale dove si muove Bruno Spada, commissario della polizia politica duro e convinto fascista, impegnato a dare caparbiamente la caccia agli oppositori di un regime ormai in dissoluzione. Primo romanzo italiano a raccontare il periodo della RSI dal punto di vista dei repubblichini, il romanzo ha avuto dieci anni dopo una riduzione televisiva, sceneggiata dallo stesso Castellaneta e diretta da Marco Tullio Giordano.

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Seguono Anni beati (1979), storia di un amore impossibile, Una città per due (1981), Ombre (1982) e molti altri: si tratta spesso di storie moderatamente sentimentali che si sviluppano toccando vari aspetti e problemi del mondo contemporaneo.

Negli stessi anni lo scrittore inizia a pubblicare diversi libri su Milano, vista sotto tutti gli aspetti possibili: Storia di Milano (1974), Da un capo all’altro della città (1977), La mia Milano (1988), Milanesi si diventa (1991), Amare Milano (1994), Navigli (1995), Porta Romana bella (1997). Brillante giornalista di costume, Castellaneta scrive sui giornali articoli su vari aspetti della società che osserva e nel 1980 raccoglie in volume una serie di articoli che diventano il Dizionario dei sentimenti. Appassionato di temi storici, a cui dedica altri saggi, collabora attivamente al mensile Storia Illustrata, diventandone poi direttore, e viene eletto presidente del Museo Teatrale alla Scala.

 

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Castellaneta continua a pubblicare fino ai primi anni Duemila, quando escono i suoi ultimi romanzi Casta diva (2003) e Gridando “Avanti Savoia!” (2007). Trascorre gli ultimi dieci anni di vita a Palmanova, in Friuli, dove si ritira a vivere con la seconda moglie: colpito dal morbo di Alzheimer, si spegne per complicazioni polmonari nel 2013.

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