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Riabilitare i detenuti attraverso la scrittura, il Premio Goliarda Sapienza

Riabilitare i detenuti attraverso la scrittura, il Premio Goliarda SapienzaRiabilitare i detenuti è un impegno che parte dall’interno del carcere e culmina il suo processo di concretizzazione all’esterno, con azioni mirate a coadiuvarne il proprio reinserimento in società, con l’obiettivo e la speranza di abbassare il tasso di recidiva, o comunque con l'intento di rendere meno dura la reclusione nel caso di condanne all'ergastolo.

È in questo percorso che va a inserirsi il Premio Letterario Goliarda Sapienza “Racconti dal carcere”, giunto alla sua V edizione e intitolato a una scrittrice che ha vissuto in prima persona l’esperienza da detenuta nel carcere di Regina Coeli.

Il Premio, ideato dalla giornalista Antonella Bolelli Ferrera e promosso dall’Associazione inVerso Onlus, DAP – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Dipartimento per la Giustizia Minorile e Siae, si prefigge un obiettivo meritorio: affiancare a ogni detenuto uno scrittore che funga da tutor e lo accompagni nella redazione di un racconto in gara. L’edizione 2015 ha visto impegnati nel ruolo di tutor scrittori, attori e giornalisti, come Luca Argentero, Marco Buticchi, Giancarlo De Cataldo, Maurizio De Giovanni, Erri De Luca, Federico Moccia, Antonio Pascale, Salvo Sottile, Cinzia Tani, Eraldo Affinati, Alessandro D’Alatri, Paolo Di Paolo, Walter Veltroni, Luca Zingaretti.

I racconti, divisi in due sezioni “Adulti” e “Minori”, sono stati sottoposti al vaglio della giuria, composta da Silvia Calandrelli, Ruben De Luca, Andrea Di Consoli, Paolo Fallai, Daria Galateria, Giordano Bruno Guerri, Angelo Maria Pellegrino, e della madrina Dacia Maraini.

Venticique sono stati i racconti finalisti e atutti loro è stato donato un pc portatile dotato di ebook. Ai primi tre classificati di ogni categoria e alle Menzioni speciali è stato riconosciuto anche un premio in denaro (1.000 euro per i primi classificati, 800 euro per i secondi, 600 euro per i terzi, 100 euro alle menzioni speciali). I premi sono sostenuti da Siae e Unicredit, con contributo tecnico di Ergo e Wedot e dal Gruppo editoriale Gems per i contenuti didattici.

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I racconti finalisti sono stati pubblicati nel libro “All'inferno fa freddo”, a cura di Antonella Bolelli Ferrera, edito da Rai Eri.

Riabilitare i detenuti attraverso la scrittura, il Premio Goliarda Sapienza

Ma vediamo da vicino chi sono i vincitori dell’edizione 2015 (premiati durante la cerimonia svolta e i rispettivi tutor:

SEZIONE “ADULTI”

IVAN GALLO con il racconto “NELLE SCARPE DELL’ALTRO”

TUTOR: Marco Buticchi

MOTIVAZIONI: Idea narrativa originale: un detenuto e un agente penitenziario si avvicendano in un gioco delle parti e provano quanto, immaginazione e sentimento, possano per una più estesa conoscenza e comprensione dell’altro. La scrittura chiara ed efficace di Ivan Gallo coinvolge il lettore in una situazione paradossale e claustrofobica e lo conduce a un epilogo inaspettato.

 

SEZIONE “MINORI E GIOVANI ADULTI”

 “UNKNOWN” con il racconto “DOUBLE FACE” 

TUTOR: Alessandro D’Alatri

MOTIVAZIONI: Un’adolescenza metropolitana raccontata con straordinaria ironia e sapienza antropologica. Unknown pone il protagonista in osservazione e in ascolto di una città che brulica di storie. Autore già pienamente scrittore, e di notevole talento.

 

Non possiamo che lasciarvi con le parole di uno dei detenuti finalisti che ci hanno particolarmente colpiti:

«La scrittura mi ha salvato la vita in uno dei momenti più difficili della mia vita. E adesso, sentire che la mia tutor mi definisce uno scrittore nato mi riempie di orgoglio e gioia e mi commuove».

Non sappiamo se la scrittura possa effettivamente salvare la vita, ma se può contribuire al percorso di riabilitazione dei detenuti, o anche solo a migliorare le loro condizioni di vita in carcere, allora il suo potere è senz’altro indubbio.

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