Conoscere l'editing

Consigli di lettura

Interviste scrittori

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Quella volta che Fëdor Dostoevskij voleva fare l’imprenditore

Quella volta che Fëdor Dostoevskij voleva fare l’imprenditoreIl 31dicembre 1843, Fëdor Dostoevskij – sempre alle prese con problemi di soldi – scrive al fratello Michail.

 

Nelle prime battute lamenta di nuovo di essere troppo indebitato:

Ora, carissimo, parliamo di affari. Sebbene Karepin mi abbia mandato 500 r., seguendo il sistema precedente, che non si può non seguire avendo dei debiti in casa, sono di nuovo in debito di 200 rub. d’argento.

 

Immediatamente dopo però il ventiduenne Fëdor avanza al fratello una proposta:

Bisogna sbarazzarsi di questi debiti in qualche modo. Chi dorme non piglia pesci. Il destino mi ha benedetto con un’idea, un’impresa, chiamala come vuoi. Siccome è oltremodo vantaggiosa mi affretto a proporti di prendere parte ai lavori, al rischio e ai profitti. Il punto forte è questo.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Vediamo da vicino di cosa si tratta:

2 anni fa è apparsa in russo la traduzione di 1/2 del primo libro di Matilde (di Eug. Sue), vale a dire 1/16 del romanzo. Da allora non è apparso più nulla. Nel frattempo l’attenzione del pubblico si è destata; da una sola provincia hanno mandato 500 domande e richieste perché ci fosse presto un seguito di Matilde.

Che invece non c’è stato. Sercevskij, il suo traduttore, un ottuso speculatore, non aveva né i soldi, né traduzione, né il tempo. Per 1 anno e 1/2 le cose si sono trascinate così. Verso la Settimana Santa un certo Cernoglazov ha acquistato da Sercevskij per 2000 r. in banconote i diritti per continuare la traduzione di Matilde e la 1a parte già tradotta. Una volta comprata, ha trovato un traduttore che gli ha tradotto tutto Matilde per 1600 rub. Cernoglazov ha ricevuto la traduzione, l’ha messa da parte, non avendo i soldi non solo per pubblicarla a sue spese, ma nemmeno per pagare la traduzione. Matilde è caduta nell’oblio.

 

LEGGI ANCHE – «La vita è vita ovunque». Bellissima lettera di Fëdor Dostoevskij al fratello

 

E finalmente Dostoevskij esplicita la proposta al fratello:

Patton, io e, se vuoi, tu, mettiamo insieme la fatica, i soldi e le forze per realizzare quest’impresa e pubblichiamo la traduzione per la Settimana Santa. L’impresa resta segreta, è stata sviscerata in ogni suo dettaglio e irrévocablement da noi accettata.

Si procederebbe così.

Dividiamo la traduzione in 3 parti uguali e ci lavoriamo senza tregua. Contiamo che, se ciascuno riesce a tradurre 20 paginette dell’edizione tascabile di Bruxelles di Matilde, per il 15 febbraio ha finito la propria parte. Bisogna tradurre subito in bella, cioè che si capisca. Tu hai una bella mano e ce la puoi fare. Man mano che esce la traduzione verrà censurata. Patton conosce Nikitenko, il capo censore, e la cosa sarà più veloce del solito.

Quella volta che Fëdor Dostoevskij voleva fare l’imprenditore

Ovviamente Dostoevskij ha già pensato anche all’aspetto economico:

Per stampare a nostre spese occorrono 4500 rub. in banconote. I prezzi della carta e della tipografia li abbiamo già.

Per la carta chiedono 1/3 del prezzo, il resto lo danno a credito. Il debito si paga in copie del libro.

Un tipografo che conosco, un francese, mi ha detto che se gli do 100 rub., mi stampa tutte le copie (2500) rub., e il resto lo aspetta prima della vendita del libro.

Servono come minimo 500 rub. d’argengo. Patton ne ha 700 pronti. A me mandano circa 500 rub. a gennaio (se no li prendo in anticipo dal salario). Da parte tua fai in modo di avere 500 rub. per febbraio (il 15), mal che vada prendili dall’anticipo. Con questi soldi stampiamo, annunciamo e vendiamo le copie a 4 rub. d’argento ciascuna (è un prezzo basso, francese).

Il romanzo andrà a ruba. Nikitenko prevede un gran successo. Si sono già incuriositi. Con 300 copie si coprono tutte le spese di stampa. Se si fa uscire tutto il romanzo in 8 volumi a un rublo ciascuno, il guadagno sarà di 7000. I librai assicurano che il libro andrà esaurito in 6 mesi. Il profitto si divide in 3 parti. Se facciamo uscire il romanzo a un rublo in banconote i tuoi 500 rub. ti torneranno indietro e la pubblicazione ripagherà le spese.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

E infine la richiesta esplicita al fratello:

Questa è la nostra impresa; vuoi o no far parte del piano? I profitti sono evidenti. Se ti va, inizia a tradurre da «la cinquième partie». Traduci il più possibile, ti scriverò qual è la parte che ti spetta.

Scrivi subito. Ci stai o no?


[La lettera è tratta da Lettere, a cura di Alice Farina, Il Saggiatore.]

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.