Corso online di editing

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Corso SEC

Conoscere l'editing

Quando la propaganda fa (letteralmente) male. Un racconto del Premio Nobel Mo Yan

Quando la propaganda fa (letteralmente) male. Un racconto del Premio Nobel Mo YanNegli anni Trenta del Novecento, mentre è in corso la guerra tra Cina e Giappone, quest’ultimo invade alcune aree della Repubblica cinese, tra cui anche quella in cui si trova Gaomi, città natale del Premio Nobel per la Letteratura Mo Yan, nonché luogo in cui lo scrittore ha ambientato gran parte dei suoi romanzi, tra cui anche Grande seno, fianchi larghi, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Giorgio Trentin.

L’episodio che stiamo per riportarvi è tratto dal libro appena citato, edito per la prima volta nel 1995, ed è emblematico di come la macchina della propaganda possa incidere sulla vita dei singoli individui non solo nell’immediato, ma anche a distanza di molte decine di anni.

Mo Yan, dopo averci introdotto immediatamente nel mezzo dell’invasione, ci fa planare nel cortile della famiglia le cui avventure sono al centro del libro:

Era mezzogiorno quando le truppe giapponesi si riversarono nel cortile della famiglia Shangguan. I cavalieri trovarono una corba di vimini nella stalla, con cui portarono le noccioline nel vicolo per darle ai cavalli esausti.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Qui la madre dell’io narrante, Shangguan Jintogi, il Bambino d’oro, sta per dare alla luce il primo figlio maschio, dopo sette femmine. Il parto, essendo podalico, si sta rivelando più difficile del previsto, difficoltà resa superiore dall’arrivo che Giapponesi che uccidono la suocera della partoriente, Shangguan Lu, e la levatrice. Tra i giapponesi però c’è anche un medico militare.

Un medico militare, con occhiali dalla montatura di corno inforcati sul naso bianchiccio, seguì il capitano ed entrò nella stanza di Shangguan Lu. Corrugando le sopracciglia, il medico aprì la sua borsa, si infilò guanti di gomma e con un bisturi nichelato recise il cordone ombelicale della bambina. Sollevando per i piedi il corpo del neonato maschio lo colpì con il palmo della mano sulla schiena. Continuò a colpirlo fino a che non riuscì a farlo scoppiare in un pianto rauco che sembrava il lamento di un gatto malato; solo allora lo lasciò andare. Subito dopo sollevò di nuovo la bambina e la batté più volte per aiutarla a respirare. Con la tintura di iodio disinfettò ciò che rimaneva dei loro cordoni ombelicali, poi fasciò le loro vite con una garza candida. Infine, fece due trasfusioni di sangue a Shangguan Lu.

Quando la propaganda fa (letteralmente) male. Un racconto del Premio Nobel Mo Yan

È proprio in questo frangente che la macchina della propaganda comincia a mettersi in moto.

Per tutta la durata del salvataggio della puerpera e dei neonati, un corrispondente di guerra giapponese scattò foto da diverse angolazioni. Un mese dopo, quelle foto vennero pubblicate sui giornali di tutto il Giappone.

[…]

Sì, io e l’ottava sorella, affidati alle braccia di un medico militare giapponese, solcammo i mari e varcammo gli oceani per apparire sulla stampa giapponese.

Quando la propaganda fa (letteralmente) male. Un racconto del Premio Nobel Mo Yan

L’intento evidente è quello di mostrare in Giappone il volto buono dell’occupazione dei territori cinesi e le azioni positive a favore della popolazione locale. Quando però i cinesi rientreranno in possesso di quei territori la reazione delle Guardie rosse si riverserà sulle stesse persone che erano state usate come strumento della propaganda giapponese:

Alcune decine di anni dopo, le Guardie rosse mi chiesero, mentre mi colpivano il sedere con un battipanni: – Perché un medico militare giapponese avrebbe dovuto salvarti?!

Tra le lacrime protestai: – Non lo so, non so niente.

– Picchia! – gridarono le Guardie rosse, – ammazzate di botte questo bastardo che ha tradito la razza Han un istante dopo essere uscito dalla pancia della madre.

E giù botte. Il mio sedere cominciò a sudare sangue. – È un’ingiustizia, un’ingiustizia! – urlavo.

 

LEGGI ANCHE – Letteratura cinese: una forza e una debolezza che pochi conoscono

 

L’esito della propaganda giapponese e dell’irrazionale reazione cinese conserverà la sua forza di trauma anche molti anni dopo, come racconta Mo Yan.

Dopo altre decine di anni, quando quello stesso medico giapponese, con i capelli ormai completamente argentati, mi venne a cercare in compagnia del responsabile del Commercio estero di Dalan, avevo cinquantadue anni. Tirò fuori un vecchio giornale ingiallito e me lo mostrò. L’interprete mi spiegò che il signor Takahashi era un magnate giapponese venuto a investire nella mia città. Disse che c’era già stato più di cinquant’anni prima e che vi aveva salvato tre persone, una madre e i suoi due figli; attraverso svariate ricerche erano giunti alla conclusione che le persone salvate dovessimo essere noi e nostra madre.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

La reazione dell’uomo che da bambino era stato usato come strumento di propaganda e poi punito ingiustamente dai cinesi è per forza di cose sulla difensiva ed esemplare di come le conseguenze della macchina della propaganda possano pesare ancora a distanza di anni, avendo causato ferite difficili da rimarginare:

Di fronte a quell’uomo gentile che mi aveva salvato la vita non provai la benché minima emozione. Gli dissi freddamente: – Mi dispiace signore, ma temo abbia trovato la persona sbagliata. – Osservai lo sguardo imbarazzato dietro gli occhiali di quel giapponese ormai canuto. Si inchinò profondamente e pronunciò tra le labbra una qualche frase di scuse. Fottiti, mormorai a bassa voce, poi mi voltai e andai a dar da mangiare alla mia myna parlante.


Per la prima foto, copyright: Andrys Stienstra su Pixabay.

Per la terza foto, la fonte è qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.