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Quando la politica non cambia. “Gli onorevoli duellanti” di Giorgio Dell’Arti

Quando la politica non cambia. “Gli onorevoli duellanti” di Giorgio Dell’ArtiA scuola, dicono che la storia dell’Italia a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del '900 sia la parte più noiosa. Sta in mezzo a tante guerre, a intrighi, è un periodo eclissato dal subbuglio imposto dalla caduta di Napoleone e dai tentativi fallimentari di espandersi sul continente africano. L’Italia è nata, i ribelli sono stati repressi e questi primi anni del nuovo Stato sembrano piatti, se paragonati a ciò che segue o precede.

La sensazione è falsata poiché si guarda alla storia con occhi frettolosi, incentrati quasi solo su ciò che restituiscono i necrologi, solitamente testi depurati dai colori troppo vivaci della vita.

La storia non procede a singhiozzi, la storia è anello dopo anello che forma una catena. Gli onorevoli duellanti. Il mistero della vedova Siemens di Giorgio Dell’Arti è quello che mancava, in un certo senso, è ciò che aggiunge una nuova luce all’Italia appena nata, spogliando la sua storia dalla patina di noia che pareva la avvolgesse.

Uscito per La nave di Teseo, la ricostruzione dei fatti si rivela una lettura intrigante non solo per gli appassionati di storia, ma anche per i neofiti. Fa niente se un certo personaggio che appare a difesa di un tale onorevole non è un habitué per il lettore, Dell’Arti è un anfitrione d’eccezione, sa introdurre con garbo e quanto basta per non sentirsi estranei alla vicenda.

 

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Tutto parte dalla vedeva Siemens. Anzi, quando la donna è ancora Eleonora Füssli e sta per sposare un uomo facoltoso e, successivamente, ottenere un importante vitalizio in quanto vedova dell’erede del colosso tedesco, Siemens, appunto. Questo è l’antefatto, perché quello che preme comprendere è come questa nobile, addirittura principessa per un certo periodo, grazie a un ulteriore matrimonio, sia giunta a fare parte dei presenti al capezzale di Tancredi Saletta. Quali segreti di Stato ha carpito la donna? A chi li ha venduti? Quali misteriosi legami intrattiene con il generale e senatore Luigi Fecia di Cossato? E con il generale Pollio, il quale tiene in casa moglie austriaca e cognato austriaco?

Quando la politica non cambia. “Gli onorevoli duellanti” di Giorgio Dell’Arti

Chi è la vedova Siemens, l’elegante, ricca e bellissima donna che frequenta i salotti romani, francesi e tedeschi? All’inizio è una domanda che si pongono i giornali, ma che finisce presto per essere argomento di discussione anche nel Parlamento. A sollevare la questione è Eugenio Chiesa, repubblicano milanese, contrario all’alleanza italiana con l’Austria e la Germania, filofrancese.

Eugenio Chiesa porta un’interrogazione relativa alla vedova Siemens, ma il Governo si rifiuta di rispondere. La discussione degenera e l’onorevole Chiesa finisce per offendere l’onore di diverse persone per cui viene sfidato a duello.

Sono ben cinque i duelli che dovrà affrontare e la maggior parte di loro avverrà in un susseguirsi di eventi quasi tragicomici, questo anche perché, negli anni Dieci del '900, nei confronti dei duelli i sentimenti erano divisi.

I duelli hanno sempre goduto di una certa «illegalità», ciononostante la loro diffusione e tolleranza era tale per cui, a un certo punto, intorno al XV secolo, a Tropea, vi fiorì la rinoplastica dei fratelli Pietro e Paolo Vianeo proprio a causa della sempre più crescente richiesta di ricostruire la punta del naso perduta in un duello.

È ancora illegale anche a distanza di secoli. Infatti, la situazione dal punto di vista legislativo non è meno ingarbugliata nemmeno dopo il 1875, anno in cui venne promulgata una legge che disciplina i duelli, vietandoli sì, ma restando ambigua in merito al comportamento da tenere, specie per i rappresentanti dell’esercito per i quali era prevista l’espulsione nel caso in cui avessero partecipato a un duello, e pure qualora si fossero rifiutati di accettare la sfida, considerando il gesto come manifestazione di vigliaccheria.

Quando la politica non cambia. “Gli onorevoli duellanti” di Giorgio Dell’Arti

La legge resta inalterata per oltre cinquant’anni, per cui, nel momento in cui l’onorevole Chiesa viene sfidato a duello si innesca una serie di circostanze tragicomiche per sfuggire agli incaricati di impedire e di punire i duellanti.

La ricostruzione è pittoresca, alterna articoli di giornale dell’epoca a ciò che in linguaggio tecnico viene definito con l’espressione «show don’t tell», ovvero mostra e non raccontare, dando vita a scene vivaci e quasi comiche.

 

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Poi – ma questo Dell’Arti non lo dice esplicitamente – ne Gli onorevoli duellanti, i protagonisti sono il modello su cui si erge gran parte del modus operandi della politica italiana. Sono passati oltre cent’anni da allora eppure, nelle pieghe più intime di questa ricostruzione, ci sono molti lineamenti che raccontano esattamente la fisionomia politica presente. E fa riflettere.


Per la terza foto, la fonte è qui.

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