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Quando la donna diventa una cosa. “Lo scioglimento dei ghiacci” di Valerio Cruciani

Quando la donna diventa una cosa. “Lo scioglimento dei ghiacci” di Valerio CrucianiCosa succede se una donna prende una decisione in completa autonomia e per il puro piacere personale? Ancor peggio se la decisione vìola le regole della società e della famiglia. E cosa accade se la stessa scelta la fa un uomo?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi in cui ci si imbatte già dalle prime pagine di un romanzo con un titolo che potrebbe far pensare a un saggio: Lo scioglimento dei ghiacci, dello scrittore, sceneggiatore e poeta romano Valerio Cruciani, pubblicato da Edizioni Ensemble a fine novembre 2020.

Al centro delle vicende c’è Roberta il cui mondo ci viene descritto in terza persona.

Sposata e indipendente dal punto di vista economico, è una studiosa dei fenomeni climatici e della natura, sua passione sin da quando era piccola. Ha svolto delle spedizioni in alta montagna e ora è ricercatrice all’università. Il suo ordinario è scandito dal lavoro e dalla vita coniugale con Luciano, un produttore cinematografico.

La loro conoscenza è avvenuta casualmente in libreria in un giorno indimenticabile per tutti: l’11 settembre 2001. Lei vi si trovava insieme alla figlia avuta a diciotto anni e il cui padre si è volatilizzato appena saputo che era rimasta incinta, lui invece afflitto e trasandato dopo essere stato dimesso dall’ospedale per un tentativo di suicidio.

 

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Ritornando al tempo presente della storia, la tranquillità viene meno quando Roberta conosce, a una festa organizzata dal marito per festeggiare la fine delle riprese di un film, una regista di video porno on-line che porta avanti un progetto diverso dal comune erotismo. Un progetto che vede coinvolte interpreti non professioniste:

«Un tremore percorre l’epidermide di Roberta. Ma Valeria – ora sono sole – ha tutte le qualità necessarie per risultare convincente. Le spiega, senza ombra di scandalo, come lavora, le parla di storie umane, di idee, di sessualità, di politica. Le nebbie iniziano a diradarsi. Roberta sembra volerne sapere di più. Lontana, ora, dal freddo glaciale delle sue vette, dei suoi mondi fatti di notti

eterne. Vicina a un inquietante calore. Valeria le accenna qualcosa riguardo al suo nuovo progetto per il web. Le lascia il suo biglietto da visita con discrezione – Yolanda Hastings. Tornano i mariti, abbracciati, sorridenti. Ignari. Nessuno di loro conosce il meccanismo a orologeria che si è messo in moto».

Quando la donna diventa una cosa. “Lo scioglimento dei ghiacci” di Valerio Cruciani

Internet però, e lo sappiamo bene, è più veloce di noi, a volte è più veloce dei nostri desideri, perché li anticipa e poi li amplifica. Un «enorme buco della serratura», troviamo scritto nel testo, e non poteva esserci definizione migliore.

 

Un giorno Luciano, di fronte al pc, mentre era intento a visitare un sito per adulti, riconosce la moglie. Il mondo gli crolla addosso e i suoi sentimenti li apprendiamo da lui stesso, al contrario di quelli che appartengono alla protagonista:

«La verità che vi offro non è quella dei manuali di psichiatria o di giurisprudenza, non è quella del pulpito o delle serie TV. Questa verità ha per confine un vivagno sfrangiato che può somigliare a tutto e al suo contrario. Gioia feroce degli occhi, labbra asciutte, battito cardiaco muto e subito accelerato oltre i limiti della prudenza. Questa storia esiste solo perché io ne canto una versione frastagliata e multiforme. Durante le mie ricerche di piacere cinico e solitario, veloce e animalesco, mi ritrovo davanti a un prodigio: quel volto di donna che sorride al maschio che la sovrasta appartiene a mia moglie».

 

Dopo lo sconcerto iniziale, l’uomo inizia la sua discesa agli inferi.

Il tormento non si placa e va peggiorando. Con lei fa finta di nulla, ma nel frattempo pensa ad annientarla prima nella psiche tramite un atteggiamento ambiguo e poi nel corpo, immaginandone l’omicidio. L’affronto subìto è troppo grave, poiché a suo modo di vedere Roberta passa da essere un oggetto di proprietà privata a una cosa pubblica:

«Ora mia moglie è di dominio pubblico. Cosa di tutti. Res publica. Lei che è andata in facoltà a dare le sue lezioni, lei che si è sdraiata accanto a me con naturalità, lei che ha cenato con me ed è venuta al cinema con me a vedere... cosa? Un’anteprima. E abbiamo chiacchierato con i miei colleghi, e ha abbracciato i figli di mio fratello, lei che ora si toglie via quel sudore innocente di una corsa e che io dovrei far diventare una coltre di sangue».

 

Perfino l’arma da fuoco con cui progetta il femminicidio – perché di questo si tratta perché egli la vuole uccidere in quanto donna che ha commesso un errore a cui non c’è altro rimedio se non la morte – sembra avere un’anima e delle emozioni. Cruciani infatti assegna, dal punto di vista stilistico, un io narranteanche alla pistola:

«Una volta ripulita e oliata, lui tira fuori dalla tasca una bustina con tre proiettili. Li inserisce nel mio tamburo, mi rimonta e mi avvolge nervoso in uno straccio, per poi ripormi di nuovo al sicuro. Se avessi saputo per cosa ero stata modificata – portata dalla finzione alla realtà – gli sarei esplosa tra le mani. Ma questo tipo di incidenti sono destinati solo a una piccolissima parte di noi».

 

Tutti sembrano sapere cosa prova e cosa vuole Roberta. Persino i genitori, che discutono sulle scelte della loro figlia dall’aldilà in cui si trovano.

Ciò con cui ella dovrà misurarsi non sarà solo la dimensione privata o familiare: vi è, come in un esame non superato che non prevede appello, l’ambiente patriarcale accademico.

Quando la donna diventa una cosa. “Lo scioglimento dei ghiacci” di Valerio Cruciani

L’ultima parte del libro è permeata da un anelito di speranza che si fa via via deciso, pur con un finale aperto e nonostante l’intera opera sia avvolta da un doloroso realismo.

Il racconto apre una riflessione inevitabile su alcuni fatti accaduti nel nostro Paese. Come, ad esempio, quello che ha visto coinvolta Tiziana Cantone, la prima donna vittima di revenge porn, fenomeno di cui si parla molto senza grossi cambiamenti concreti.

Va detto che sono presenti dei capitoli fra il meta-testo e la cronaca giornalistica che interrompono il filo della vicenda principale e in uno di questi si fa esplicito riferimento proprio a un altro caso vero, riguardante Desirée Mariottini, drogata, stuprata e uccisa a sedici anni in un vecchio casolare a Roma, nel quartiere San Lorenzo.

Cruciani rompe dunque gli schemi della narrazione per parlare di una situazione che assume il carattere dell’emergenza sociale – la violenza sulle donne – ma allo stesso tempo richiama, con toni molto realistici, un certo modo di fare non fiction.

 

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Tuttavia, lo Scioglimento dei ghiacci resta un romanzo che intende aprire uno squarcio, come un ghiacciaio che si rompe in due o in mille pezzi, sulle ipocrisie legate al sesso, in primo luogo quando è una donna a compiere determinate scelte che riguardano una sfera così intima.


Per la prima foto, copyright: Sydney Sims su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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