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Quando il governo di Malta sequestrò la casa di Anthony Burgess

Quando il governo di Malta sequestrò la casa di Anthony BurgessAncora una novità riguardante Anthony Burgess, il geniale autore di Arancia meccanica. Dopo la notizia, che vi abbiamo dato poco tempo fa, del ritrovamento di alcune parti di un dizionario molto particolare a cui ha lavorato per oltre cinquant’anni, oggi vi parliamo di quando le autorità maltesi decisero di sequestrare prima alcuni suoi libri e poi la sua stessa abitazione.

Appena sposato con la seconda moglie, la traduttrice italiana Liliana Macellari (nota come Liana), Burgess giunse sull’isola di Malta nel 1968 insieme a tante altre celebrità che lasciarono la Gran Bretagna dopo che il governo laburista aveva introdotto una tassa del 90% per i redditi più alti.

E proprio in quest’occasione si verificò quella che Andrew Biswell, professore di Inglese presso la Manchester Metropolitan University e direttore della Fondazione intitolata ad Anthony Burgess, ha indicato come una vera e propria provocazione.

 

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Secondo Biswell infatti: «Stava cercando di entrare nell’isola con la sua biblioteca quando un bel po’ di questi volumi furono sequestrati dalle poste maltesi». Tra i libri sequestrati c’erano The Magic Toyshop di Angela Carter, tutte le opere di D.H. Lawrence possedute da Burgess e qualsiasi cosa avesse a che fare con l’omosessualità. Comunque Biswell ha confermato che leautorità furono mosse più dalle copertine e dai titoli che dal contenuto dei libri: «Burgess iniziò una fitta corrispondenza con l’ufficio postale chiedendo la restituzione dei libri, e gli confermarono che gli avrebbero fatto sapere qualcosa solo dopo aver letto i libri».

Ma i dissapori tra le autorità di Malta e Burgess non si fermarono qui. Nonostante questo primo sequestro, la Malta Library Association invitò lo scrittore a tenere una conferenza sulla pornografia dinanzi a un pubblico di mille persone, per lo più ufficiali e funzionari pubblici maltesi e personaggi del clero cattolico.

 

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Burgess si presentò come un ultraliberale conservatore e usò la conferenza per sostenere che oscenità e pornografia fossero da giudicare soltanto in accordo al valore letterario.

Quando il governo di Malta sequestrò la casa di Anthony Burgess

Certo di far accapponare la pelle del suo pubblico religioso, citò una serie di testi, dal Cantico dei cantici del Vecchio testamento al Tito Andronico di Shakespeare, che descrisse come «una storia di stupro, assassinio e cannibalismo», per sostenere una posizione contraria alla messa al bando dei libri, citando tra gli altri anche il pamphlet di John Milton, Areopagitica (1644), secondo il quale distruggere un buon libro equivale a uccidere la ragione.

Purtroppo per l’autore le sue argomentazioni si scontrarono con la sordità dei presenti. E il governo maltese, approfittando di un breve viaggio di Burgess in Italia, sequestrò la sua casa che gli fu restituita solo dopo che l’azione ebbe risonanza internazionale grazie al «Guardian».

 

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Il testo della conferenza sta per essere pubblicato per la prima volta, insieme a una serie di fotografie mai rilasciate fino ad ora. Il libro, edito da una piccola casa editrice indipendente di Manchester, la Pariah Press, in accordo alla International Anthony Burgess Foundation, includerà anche una risposta provocatoria al saggio di Burgess da parte dell’accademica e femminista Germaine Greer, che conobbe lo scrittore personalmente, oltre a un saggio sugli anni trascorsi da Burgess sull’isola di Malta. Si tratta di una prima nuova pubblicazione dalla morta dell’autore, avvenuta oltre venti anni fa.

 

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Jonny Walsh, l’editore di Pariah Press, sostiene che l’opera di Burgess ha anticipato per certi versi le contemporanee preoccupazioni a proposito della censura e delle limitazioni alla libertà di parola.

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