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“Prima che la notte” di Claudio Fava e Michele Gambino

Claudio Fava, Michele Gambino, Prima che la notteClaudio Fava e Michele Gambino, con Prima che la notte, edito da Baldini&Castoldi (2014), riavvolgono il nastro del tempo e lo fermano agli anni Ottanta, agli esordi della loro carriera, quando sono cronisti in erba, “carusi”illuminati dalla guida di Giuseppe Fava, noto giornalista siciliano, studioso e profondo conoscitore del fenomeno mafioso.

I due giovani iniziano il loro percorso professionale nella redazione del «Giornale del Sud», quotidiano improntato alla denuncia del dilagare del potere mafioso nella città di Catania. I finanziatori del progetto editoriale, toccati nei propri interessi, dopo ammonimenti, censure e minacce lanciate al Direttore Fava, lo licenziano. Tuttavia, il giornalista non si arrende e fonda nel 1982 una cooperativa editoriale a cui partecipano ancora con entusiasmo il figlio Claudio, il giovane Michele e alcuni ex-membri della redazione del quotidiano. Nasce un nuovo mensile, «I Siciliani».

Con questa testata, Giuseppe Fava riprende le inchieste su temi che l'informazione regionale non trattava o di cui si occupava con pressapochismo, raccontando articolo dopo articolo la fitta correlazione tra la violenza imperante nella città di Catania e il nuovo centro della criminalità organizzata legata a Cosa Nostra, nonché le relazioni forti tra la mafia e l'imprenditoria locale. La scelta del giornalista di portare alla ribalta fatti e realtà scomode, mettendo in pericolo alleanze e commistioni illecite, è stata la sua condanna a morte. Il 5 gennaio 1984 Giuseppe Fava viene freddato da cinque colpi di pistola.

Nel raccontare le vicende professionali degli ultimi anni di vita di Giuseppe Fava, il figlio e Gambino scrivono insieme un libro che è forse una via per esorcizzare il passato, per chiudere una porta che per troppo tempo è rimasta dischiusa nelle loro menti. Prima che la notte è per loro come una necessità; un bisogno di accomiatarsi, finalmente, con un atto dovuto, da un uomo la cui carica vitale resterà per sempre impressa nelle loro esistenze.

C'è sofferenza, malinconia nelle voci degli autori. Sebbene siano passati trent’anni dal delitto, le loro anime sono ancora ingombre di pensieri, di ricordi, di sensazioni non elaborati completamente. Il dolore pare non essersi spento. Cova nei loro cuori un senso di smarrimento irrisolto, come se una parte di loro fosse ferma alle ore successive all'omicidio, come se si sentissero emotivamente inermi di fronte a una realtà insopportabile da vivere e da portare avanti senza certezze sul futuro.

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Claudio Fava, Michele GambinoEntrambi hanno viva l’immagine di Giuseppe Fava quale artista del giornalismo, grande affabulatore, acuto osservatore della realtà, inclemente verso la decadenza morale, l'imperare di un potere mafioso sempre più arrogante e i comportamenti ignobili di corrotti e corruttori. Ricordano un uomo riflessivo, che analizza il male, comprendendolo, ma senza giustificarlo, senza mai abbassare la guardia. Giuseppe Fava popola la memoria di Claudio e Michele con la sua energia creativa, esplosiva, volta al ripudio dell’ingiustizia e alla ricerca della verità; senza darsi mai per vinto, cade e si rialza, combattendo senza esitazioni la sua battaglia, fino al compimento del suo destino.

I giornalisti rammentano soprattutto l’umanità del loro Direttore. Un uomo che ha dato valore a ogni atto della sua vita; che aveva uno sguardo schietto, anche ironico, privo di illusioni sulla società in cui viveva, ma ciò non intaccava la sua capacità di credere nella forza d’animo di ogni individuo, nella possibilità di ciascuno di alzare la testa e di non assecondare le proprie debolezze. Entrambi i giornalisti ricordano un uomo libero, la cui necessità di autodeterminarsi e di far sì che chiunque possa esercitare tale diritto, è stato più potente della paura.

Nelle pagine di Prima che la notte, Claudio Fava e Michele Gambino riescono a farci percepire lo spirito di Giuseppe più vivo più che mai. Sembra quasi di averlo conosciuto, di aver parlato con lui, di aver capito le ragioni delle sue scelte. Grazie alle parole degli autori, si avvertono il carisma e la forza seduttiva che hanno caratterizzato un uomo che ha creduto nei propri valori e soprattutto nei propri sogni; l’energia e la caparbietà che ha manifestato per convincere i siciliani a ribellarsi al potere corrotto, a dissociarsi dalla connivenza con la mafia, latente negli animi spaventati o semplicemente avvantaggiati dalle situazioni di comodo che le organizzazioni malavitose hanno potuto garantire.

Prima che la notte, attraverso un collage di immagini, di ricordi, di emozioni, di profumi di un passato che sembra presente, offre un'istantanea di un uomo che ha fatto giornalismo etico, servo solo della verità. Claudio Fava e Michele Gambino possono chiudere dolcemente e per sempre la porta su un passato doloroso ma carico di insegnamenti, avendo donato al pubblico una  prospettiva intima sull'uomo che è stato Giuseppe Fava.

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