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Pillole di nostalgia e leggerezza. “Quando il mondo era giovane” di Carmen Korn

Pillole di nostalgia e leggerezza. “Quando il mondo era giovane” di Carmen KornAmanti delle saghe famigliari, fatevi sotto: Carmen Korn è tornata nelle nostre librerie con il primo capitolo di una nuova saga in due volumi che è già stata definita la “Saga delle tre città”. Stiamo parlando di Quando il mondo era giovane, pubblicato da Fazi Editore nel giugno del 2021, con la traduzione di Manuela Francescon.

La scrittrice tedesca è pronta a regalarci un'altra serie di successo dopo la “Trilogia del Secolo”, composta da quelle piccole perle che sono Figlie di una nuova era, È tempo di ricominciare e Aria di novità, sempre curate e pubblicate da Fazi. Le aspettative sono tante e non vengono disilluse.

Una copertina splendida, un titolo intrigante e una serie di personaggi (soprattutto femminili) dalle vicende complicate. Cosa può andare storto? Nulla, per una volta non abbiamo niente di cui lamentarci. Chi ha già letto i romanzi di Korn ne riconosce facilmente le caratteristiche principali. Ritroviamo con gioia una prosa scorrevole e leggera, una trama neanche troppo complessa – forse a tratti un po’ prevedibile – che però sa tenerci incollati alle pagine senza alcuna fatica.

Ancora una volta la Storia si fonde con le vicende e gli amori dei personaggi in un equilibrio incantato che mescola nostalgia, compassione e senso di realtà. Parte del talento di scrittori come Korn, infatti, risiede nella grande abilità nel raccontare il passato, di evocare avvenimenti con leggerezza e trasporto, senza annoiare. Se con i romanzi precedenti venivamo trasportati nella Amburgo tra il 1920 e il 1989, qui si inizia a metà secolo esatto e in una data ben precisa: è il 1° gennaio 1950 e ci troviamo, rispettivamente, a Colonia, Amburgo e Sanremo.

 

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Pillole di nostalgia e leggerezza. “Quando il mondo era giovane” di Carmen Korn

Da qui il nome “Saga delle tre città”, chiaramente. Facciamo volentieri la conoscenza della famiglia Aldenhoven di Colonia, dei Borgfeldt di Amburgo e dei Canna di Sanremo. Tre famiglie legate tra loro da vincoli di parentela e amicizia fortissima e che hanno un comune denominatore, ovvero il desiderio di ricominciare, di ripartire e ritrovare un po’ di serenità dopo i traumi della Seconda guerra mondiale.

E di traumi qui ce ne sono parecchi. Mariti dispersi in Russia, le torture e le persecuzioni naziste nei confronti di ebrei e omosessuali, spettri di morti tragiche e improvvise sono solo alcune delle difficoltà che devono affrontare i coraggiosi membri di queste famiglie. I personaggi di Korn non sono mai monodimensionali, sono in continua evoluzione e l’autrice è molto abile nel non svelarci le loro caratteristiche in un colpo solo, ma a farcele scoprire a poco a poco di modo da darci la possibilità di crescere insieme a loro.

Non si può, ad esempio, non restare affascinati dalla storia di Nina Borgfeldt che sta crescendo il figlio da sola, con l’aiuto dei genitori, perché suo marito è disperso in Russia e lei non ne ha più notizie da anni. Una cosa è affrontare la morte, ma come si fa quando non si è certi nemmeno di questo? È possibile, poi, innamorarsi di nuovo? Come si può ritrovare l’amore dopo così tanto dolore?

Queste sono solo alcune delle domande che affollano il romanzo in modo consistente, ma sempre discreto. Quando il mondo era giovane, infatti, è il perfetto esempio di come sia possibile affrontare tematiche così importanti come il superamento del dolore e del trauma, in modo sì leggero, ma mai superficiale.

Pillole di nostalgia e leggerezza. “Quando il mondo era giovane” di Carmen Korn

Un tema ricorrente nei romanzi di Korn, inoltre, sembra essere quello della lotta alle convenzioni sociali. Lo abbiamo già incontrato nella trilogia precedente e lo ritroviamo anche qui nei giovani rampolli delle famiglie Aldenhoven e Canna. I ribelli sono sempre esistiti, lo sappiamo, e ne siamo tutti affascinati. Non possiamo dunque non fare il tifo per il giovane Urlich, che si innamora e decide di crescere una figlia non sua, o di Ursula che non si fa spaventare dalla differenza di età, ma segue il suo cuore nonostante tutto il dolore che ne consegue. E ci viene oggi un po’ da ridere, forse, a leggere dei capricci della suocera di Margarethe Canna che ci ricorda un’Italia che sta scomparendo (ma forse neanche così tanto).

Vite complicate, vite tra loro intrecciate, ma che si combinano perfettamente in un intreccio avvincente e mai noioso. Il livello di coinvolgimento e intrattenimento ci ricorda quello di una soap opera. Non ci viene affatto difficile, infatti, immaginarci il nostro personalizzato cast di attori – già mi vedo, ad esempio, un Raoul Bova nei panni di un provato Joachim – perché il romanzo si presta benissimo a una trasposizione, di tutto rispetto, sul piccolo schermo.

 

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Con Quando il mondo era giovane, dunque, Carmen Korn ci regala un piacevole cocktail di leggerezza e nostalgia per un passato che sentiamo ormai molto lontano e che un po’ ci manca. “Si stava meglio quando si stava peggio”, si dice di solito. Chissà… al momento l’unica cosa che sappiamo è che non vediamo l’ora di sapere cosa succederà nel nuovo capitolo della saga!


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