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“Per quanto mi riguarda sono sempre innamorato” di Sandro Settimj

Sandro Settimj, Per quanto mi riguarda sono sempre innamoratoSe si potesse desumere il senso di un libro da una copertina, quella di Per quanto mi riguarda sono sempre innamorato, romanzo d’esordio di Sandro Settimj, uscito per Mondadori, mi farebbe a pensare: «L’amore è una cosa meravigliosa». Poi, cominciando la lettura si ha ben chiaro che sì, l’amore c’è, è un sentimento universale che unisce le persone, ma forse non tutti riescono a capirlo fino in fondo, come nel caso di Ugo, il protagonista di questo libro. Alla prima impressione il giovanotto sembra essere un seduttore abile a “far cadere” tutte le donne ai suoi piedi; in realtà, relazione dopo relazione, ci accorgiamo che lui si innamora, ma è del tutto imbranato nel gestire i rapporti con la partner del momento.

Ugo non è precario solo nei sentimenti, lo è anche nella vita. Non a caso il trentenne studia, vive con il nonno ottantenne e non ha un lavoro, forse perché non ha ben chiaro cosa vorrà fare “da grande”. Il suo impegno maggiore, oltre a conoscere ragazze, è la stesura della sua tesi di laurea dedicata alla scomposizione funzionale della fiaba di Aschenputtel [Cenerentola] dei fratelli Grimm. Per il protagonista lo studio di questa fiaba è una vera e propria ossessione, perché Ugo è così travolto e ammaliato dalla principessa che ogni sua relazione umana ne risentirà. Perché? Per il semplice fatto che il giovane cerca in ogni donna le stesse caratteristiche e qualità del personaggio di fantasia dei fratelli Grimm.

«Ora, poiché la mia vita consisteva quasi esclusivamente nello studio di Cenerentola (come preferivo chiamarla), per me non era più una semplice fiaba, ma era diventata un’atroce realtà, una di quelle realtà inconfessabili che neanche la più partigiana delle madri avrebbe mai perdonato al proprio figlio. Figuriamoci Jutte, che madre non era».

Il problema reale con il quale l’aitante Ugo dovrà confrontarsi è il fatto che le diverse donne con le quali instaurerà un rapporto d’amicizia o una relazione, nella maggior parte dei casi non corrisponderanno per nulla al modello fiabesco da lui tanto studiato e venerato. Questo crea nel nostro protagonista un vero e proprio disorientamento emotivo, così importante che le avventure amorose raccontate nelle pagine di Per quanto mi riguarda sono sempre innamorato evidenzieranno una crescente ecomica goffaggine nel comprendere a fondo l’universo femminile. Dalla vicina di casa, alle compagne di liceo e di università, alle amiche del passato, passando per le varie ragazze che il giovane uomo conosce quando lavora nei villaggi turistici in Trentino, nel Sud Italia e all’estero, per lui queste donne si dimostreranno una fortezza inespugnabile, una sorta di rebus irrisolvibile.

Se da un lato il giovane uomo creato da Settimj sembra incapace di stabilire una relazione seria con le varie leiche incontra, dall’altro, per capire un po’ se stesso, Ugo entra in terapia e l’autore lo evidenzia al lettore inserendo alla fine di ogni capitolo i dialoghi (a tratti surreali) del protagonista con il suo dottore. Questo medico – che più che uno psicologo sembra un factotum in camice – ha una funzione molto importante per il protagonista. È vero che il carattere del dottore è spigoloso, a volte potrebbe sembrare anche antipatico, ma questa sua natura burbera non è per nulla casuale. La motivazione è da ricercare nel fatto che con le sue provocazioni il medico cercherà di aiutare l’immaturo paziente a comprendere, seduta dopo seduta, il suo vero io. Il dottore pungola Ugo per indurlo a svestire i panni di Peter Pan e a indossare quelli dell’uomo maturo. Per fare questo Ugo non deve tanto stendersi su un lettino per parlare a ruota libera, ma deve scrivere episodi che riguardano il suo vissuto. Strano caso, ogni racconto avrà per protagonista le donne che in qualche modo hanno lasciato dei segni indelebili nella sua vita. Donne comuni, umane con problemi da risolvere e ossessioni da controllare, che non corrispondono alla perfezione alla Cenerentola tanto studiata dal protagonista.

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Sandro SettimjIl libro d’esordio di Settimj è un vero e proprio romanzo di formazione; lo strampalato modo di fare di Ugo ci aiuta a capire come quello che lui sta vivendo sulla propria pelle sia un vero e proprio cammino di crescita, sperimentato nel tentativo di comprendere quale posto avere nel mondo. Ogni storia d’amore, ogni esperienza lavorativa e ogni seduta dallo psicologo sono delle prove da superare per cogliere le componenti che andranno a comporre il suo nuovo io. L’atto della scrittura proposto a Ugo dal suo medico lo aiuterà un po’ in questo percorso, ma il vero sostenitore della maturazione del protagonista è il nonno. Una presenza costante che interviene con battute ironiche e domande a volte un po’ strampalate, dettate della curiosità e dal fatto di essere un “uomo d’altri tempi”, in merito alla vita e al lavoro che il nipote gli dice di svolgere. Questo nonno, con i suoi modi di dire e di agire che sembrano usciti da un vecchio film, riuscirà – raccontando un episodio legato a un bacio – a scatenare la trasformazione nel nipote, il quale comprenderà come la realtà e le fiabe possono sì convivere, ma sono due mondi diversi.

Questa storia d’amore dello sceneggiatore romano alterna momenti di ilarità, a tratti di malinconia e di consapevolezza da parte del protagonista di dover dare un ordine al proprio vissuto amoroso. Inoltre tutta la struttura della narrazione richiama alla memoria per certi aspetti formali alcune delle 31 funzioni individuate da Vladimir Propp nel suo Morfologia della fiaba, il saggio della fine degli anni Venti, nel quale lo studioso russo analizzava le storie di magia del folklore della sua terra, riscontrando in esse alcune caratteristiche ricorrenti (personaggio principale, prove da  superare, aiutanti vari, mezzi necessari a compiere la missione affidata eccetera).

La realtà vissuta da Ugo non lo ha risparmiato da cocenti delusioni e situazioni che lo lasciano a bocca aperta, proprio per il sincero stupore che caratterizza il suo comportamento; allo stesso tempole pagine del romanzo sono caratterizzate da una costante ironia. Essa permette a Ugo, personaggio e autore, di riflettere sull’uomo contemporaneo e sulla giovinezza che trascorre veloce come i fotogrammi di un film (una tipica commedia americana, in questo caso alla Woody Allen); non da ultimo Per quanto mi riguarda sono sempre innamorato di Sandro Settimj è anche una considerazione sullo smarrimento sentimentale che può investire ogni essere umano.

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