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Non esiste la famiglia ideale

Non esiste la famiglia idealeLa famiglia degli altri, edito Garzanti, è il romanzo d’esordio della scrittrice italiana Elena Rui.

Questo non è un romanzo semplice. Al contrario, è complesso, introspettivo, particolare. Proprio come la sua protagonista Marta.

Marta ha trentaquattro anni ed è una donna forte, anticonformista, che sceglie di andare controcorrente rispetto ai classici dettami imposti dalla società. Insieme al compagno Antoine ha creato una famiglia anticonvenzionale, in cui la personalità e la libertà di ognuno è fondamentale siano sempre rispettate. Antoine e Marta si ispirano a Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, coppia aperta per eccellenza, facendo loro il pensiero dei due filosofi. La coppia crede infatti che l’amore sia la più alta forma di libertà. È proprio per questo che una relazione non deve essere costruita sulla costrizione ma deve basarsi sulla fiducia reciproca e su un’intensa connessione intellettuale. Marta ha sposato con consapevolezza questo pensiero di cui è totalmente sicura. Almeno fino a quando arriva la notizia della morte dell’amata nonna Ada. Marta ne resta sconvolta e lascia improvvisamente Parigi, dove vive e lavora da anni, per tornare nella città natale Padova. Sarà proprio qui che tutte le sue convinzioni e l’intero modo di concepire la vita verranno messi in discussione e inizieranno a cedere.

 

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Marta si scontra dunque con una realtà che dietro un’apparenza perfetta e perbenista nasconde molti segreti. Anche le poche certezze che l’avevano accompagnata nel tempo vacilleranno, dimostrando come le famiglie ideali non esistono. E che in fondo ogni famiglia è felicemente imperfetta a modo suo.

Non esiste la famiglia ideale

Marta diventa così l’esempio di una donna che cerca la sua assenza senza inseguire alcun tipo di illusione. Forte e allo stesso tempo fragile, rappresenta il cambiamento del ruolo della donna nella famiglia durante il tempo. Marta può apparire una donna come tante, divisa tra la famiglia, il marito Antoine, la figlia Giulia e il lavoro. In realtà è coraggiosa e intraprendente, ha lasciato il nido in cui è cresciuta e si è trasferita in Francia per raggiungere i suoi obiettivi. La sua vita non è per niente convenzionale. La relazione col marito è basata sull’estrema fiducia e libertà, una coppia aperta in cui entrambi possono avere brevi avventure con altre persone, a patto che non si trasformino in relazioni durature. Quando l’atteggiamento di Antoine cambia, portandolo anche a rompere il loro patto, Marta entra in crisi. La morte della nonna accentua ancora di più il suo senso di smarrimento. Tornare a Padova le permette di riflettere sulla sua intera esistenza. Nella sua città rivede il padre, incontra di nuovo un vecchio amico d’infanzia e scopre un’importante verità sul passato della famiglia che l’aiuta a rimettere finalmente a fuoco la sua vita.

Grazie a questa scoperta, Marta si rende conto di non conoscere il suo passato perché in fondo non conosce quello della sua famiglia. E forse, proprio l’ignorare ciò che è stato le ha permesso di inquadrare al meglio il suo futuro, perché priva di influenze esterne o esempi da seguire. Marta è una donna particolare, fuori dal comune. È una donna che vive la vita in un modo totalmente suo. Ma questo non la rende sbagliata. È un personaggio da conoscere, da scoprire ma che non pretende di essere capito. Mentre la vediamo muoversi tra le pagine di questo romanzo, spesso si fa fatica a immedesimarsi in lei. Si rischia di non capirla. Ma è esattamente questo il bello di questo personaggio, la sua capacità di non risultare mai banale, di sapere sempre stupire il lettore e di essere sempre coerente con sé stessa.

Non esiste la famiglia ideale

Il romanzo affronta un tema sicuramente insolito per molti, quello delle relazioni aperte. Antoine e Marta vivono un matrimonio basato sulla libertà individuale, su un equilibrio che per loro ha sempre funzionato ma che per la maggior parte delle persone è inconcepibile. Si analizza inoltre la famiglia di lei, complessa e ricca di segreti sepolti negli anni. Ma è pur sempre una famiglia, che nonostante le imperfezioni, ha trovato il modo di inseguire la propria felicità, anche a costo di andare oltre gli schemi stabiliti e i giudizi altrui. L’unica cosa che conta è lo stare bene con sé stessi ed essere felici della propria vita. Non esiste la famiglia ideale, come non esiste un modo giusto di amare. È su questo che si riflette durante la lettura di La famiglia degli altri. Ci si domanda quante volte la propria felicità sia stata messa da parte solo per la paura di non deludere gli altri. Il messaggio dell’autrice arriva forte e chiaro, invitando a non avere mai paura di andare contro gli stereotipi o le convenzioni sociali. Che non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere la vita. Che troppo spesso ci si limita a giudicare senza sapere. E che molte volte la perfezione è solo un’apparenza che sa nascondere bugie e incognite.

 

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La famiglia degli altri non è un romanzo per tutti. Ma non ha paura di non essere compreso. Si presenta netto, sincero, onesto, proprio come la storia che racconta. Elena Rui, con uno stile tagliente ma elegante, ci regala una trama unica e particolare eppure semplice, con una protagonista che cattura e conquista il lettore pagina dopo pagina. L’autrice ha scritto un romanzo fatto di scene quotidiane, di momenti, di vita vera, creando un prodotto introspettivo che riesce a far pensare il lettore. Le domande dei personaggi diventano le nostre, così come le loro incertezze o paure. Perché di questo è fatta la vita.


Per la prima foto, copyright: Sandy Millar su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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