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news libri inglesi, librerie inglesiA volte, mi domando quale sia il futuro dei miei tanto amati libri cartacei. Siamo davvero nell’era del digitale a tutti i costi? Il cuore urla “No”, ma la testa non ne è così convinta. Anche a gennaio, in Inghilterra, sono state chiuse altre librerie. Tra queste, ben nove negozi della catena HMV che, oltre a vendere CD e DVD,  offre ai suoi clienti una vasta collezione di libri ‘musicali’ (dalle biografie dei cantanti a manuali per imparare a suonare uno strumento musicale). La decisione è stata presa a causa delle scarse vendite del mese di dicembre (a quanto pare hanno subito una perdita del 13.6%). HMV fa parte del gruppo che da alcuni anni possiede anche la catena di librerie Waterstones che, in gennaio, ha chiuso ben undici negozi in diversi punti della Gran Bretagna.

A queste, si aggiunge anche British Bookshops. Infatti vi è stato assunto dal 13 gennaio Zolfo Cooper, uno specialista che dovrebbe risollevarne le finanze – si dice che abbiano 10 milioni di debito, anche se la notizia non è stata ufficializzata. Va però chiarito che, almeno per ora, non è stato licenziato nessuno dei trecento dipendenti.

Altre chiusure importanti riguardano le forniture di libri per le scuole. In particolare, quelle nelle aree di Birmingham e Sutton che hanno deciso di ridurre il servizio offerto. Lavoratori ed esperti del settore sono, ovviamente, molto preoccupati, anche perché nel 2009 era accaduto qualcosa di simile a Greenwich. Ai tempi era stato detto che si trattava di una situazione transitoria, che avrebbe permesso di risolvere problemi interni e superare la crisi. È stata invece confermata la definitiva chiusura. Purtroppo, altre biblioteche scolastiche rischiano di essere chiuse e, se la situazione continua così, milioni di studenti perderanno la possibilità di utilizzare una risorsa tanto preziosa ed importante per il loro futuro.

Non perdo le speranze. E spero vi unirete a me nel sostenere il “Save Our Libraries movement", una sorta di campagna culturale per ribadire l’importanza delle biblioteche, o forse dovrei dire, dei libri. 

 

Libri

 

Ne parliamo in tanti. Li amiamo. E la speranza è di riuscire a trasmettere questo grande amore. Come fa la BBC, che il 24 gennaio ha annunciato programmi  televisivi e radiofonici per il 2011. Per esempio "Newsnight Review", un programma che dovrebbe partire a fine estate e che dovrebbe accogliere libri ed autori. Ci saranno inoltre programmi dedicati a Charles Dickens per festeggiare il suo bicentenario.

Un piccolo segnale positivo anche dal mondo delle librerie: Foyles, che fino ad ora ha primeggiato su Londra, aprirà ad inizio marzo una libreria a Bristol.  Il negozio dovrebbe essere di 5,500 metri quadrati ed offrire oltre 13,000 titoli. Speriamo davvero che riscuota il successo che merita!

A proposito di successo… la casa editrice che ne ha riscosso di più negli ultimi tre anni è la Quercus - grazie ai romanzi di Stieg Larsson. Ciononostante, il primo gruppo della Gran Bretagna è Hachette, seguita da Random House. L’ultimo posto in classifica, invece, è Harper-Collins, scesa di oltre il 14%.

 

Tante notizie poco rassicuranti nel primo mese dell’anno. Ma, come accennavo, non perdo le speranze. E, per dimostrarlo, condivido con voi una lista di libri che, secondo Waterstone's,  avranno tantissimo successo. E lo auguro di cuore ad ognuno di questi autori anche perché si tratta di romanzi primi:

City of Bohaneby Kevin Barry (Jonathan Cape)
The Free World by David Bezmozgis (Viking)
The Registrarâ’s Manual for Detecting Forced Marriages by Sophie Hardach (Simon & Schuster)
22 Britannia Road by Amanda Hodgkinson (Fig Tree)
Chinaman by Shehan Karunatilaka (Jonathan Cape)
Pigeon English by Stephen Kelman (Bloomsbury)
The Coincidence Engine by Sam Leith (Bloomsbury)
The Tigerâ’s Wife by Taca Obreht (Orion)
The Sentimentalists by Johanna Skibsrud (William Heinemann)
The Collaborator by Mirza Waheed (Viking)
When God Was a Rabbit by Sarah Winman (Headline)

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