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“Marie aspetta Marie”, la passione del ritrovarsi

“Marie aspetta Marie”, la passione del ritrovarsi«Sei pronta?» Queste le prime parole di Marie aspetta Marie, romanzo del 1943 di Madeleine Bourdouxhe, pubblicato in Italia da Adelphi con la traduzione di Graziella Cillario.

Marie ha trent’anni, vive a Parigi e da sei è moglie amorevole di Jean, che lei ama di un amore tenero e profondo. Come d’abitudine i due giovani coniugi si trovano a passare le vacanze estive sulla Costa Azzurra, giornate di riposo, di calma, scandite dal rumore del mare e dal mutare del calore del sole. Marie nelle prime pagine è completamente immersa nel suo amore per Jean, ancora mossa dai singulti e dalle fantasie degli amori appena nati. Ma Madeleine Bourdouxhe non vuole raccontarci una storia d’amore coniugale perfetta, come potrebbero far pensare le prime pagine.

La trama del romanzo prende il via proprio quando le certezze di Marie cominciano ad affievolirsi per effetto di una nuova passione e di una profonda riscoperta del sé. Sulla spiaggia assolata, mentre la figura di Jean si è ormai persa tra quella di altri bagnanti, Marie incontra lo sguardo di un giovane uomo. La delicata bellezza del ragazzo, la sua giovinezza, l’idea di un nuovo amore, risvegliano in lei un sopito spirito passionale. Quando incontra di nuovo il ragazzo, si sente vittoriosa nel respingere le sue avances, ma accetta il biglietto con il suo numero: “Wagram 17-42”. Sarà proprio lei a contattarlo per il loro secondo incontro mentre Jean è a Maubeuge per lavoro.

“Marie aspetta Marie”, la passione del ritrovarsi

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Il rapporto con Jean non è il solo a essere messo in discussione, Marie comincia infatti a sentir sgretolare anche il rapporto con sua sorella maggiore, Claude, alla quale è sempre stata molto legata. Comincia a criticare le frivolezze mondane e la superficilità che caratterizzano la vita della sorella e piano piano se ne allontana. Nell’incertezza di questi rapporti Marie comincia un viaggio interiore che la porterà a un sempre più forte ricongiungimento con se stessa. La maggior parte del romanzo è infatti occupato dai pensieri e dalle riflessioni di Marie, la quale vive il presente con un’intensità tale da farle apprezzare ogni piccolo particolare della giornata: le faccende domestiche, una sigaretta fumata in un caffè, un giro su una giostra, le passeggiate nella sua amata Parigi, che sembra riflettere con la sua vitalità il turbinio di pensieri della protagonista. Marie riflette sul suo passato tanto quanto fa sul suo presente e l’unione con la se stessa passata la porta a ritrovarsi.

Per questo un altro tema importante all’interno del romanzo è la solitudine, vista come luogo di riflessione, di libertà da giudizi e da occhi indiscreti dove si può godere del presente in tutta la sua forza vitale.

La trama di Marie aspetta Marie è fatta di rapporti interpersonali che cambiano, si indeboliscono, rinascono, si rafforzano e cambiano ancora ed è raccontata attraverso il punto di vista di una giovane donna che impara ad accettare la mutevolezza delle cose in tutta la sua poesia: «L’amore batte secondo le pulsazioni del tempo, come battono tutte le cose viventi. Si rafforza o si sgretola, declina e si risolleva. Se è vivo può morire. Ed è questo il suo bello. Una cosa è grande e commovente solo quando contiene una possibilità di morte».

Marie aspetta Marie è un inno alla vita, alla passione che va al di là del giudizio, alla spontaneità dei sentimenti che siano questi tristezza, gioia, astio o amore.

“Marie aspetta Marie”, la passione del ritrovarsi

Madeleine Bourdouxhe, è nata a Liegi nel 1906, visse tra Parigi e Bruxelles, dove studiò filosofia. La sua produzione letteraria inizia nel 1934 con il romanzo Vacances, e continua nel 1937 con la pubblicazione di La femme de Gilles,pubblicato in Italia da Adelphi. La pubblicazione di À la recherche de Marie, titolo originale di Marie aspetta Marie, avvenne nel 1943 a tre anni dalla fine della sua stesura. La Bourdeouxhe infatti impiegò tre anni per trovare un editore in una Francia invasa dai tedeschi, fin a quando volgendo lo sguardo al Belgio riuscì a pubblicare il suo manoscritto presso il piccolo editore Éditions Libris. Il suo talento autoriale cominciò a essere riconosciuto con forza solo alla metà degli anni Ottanta. Oggi vediamo un’ulteriore riscoperta della sua opera che comincia ad apparire come un fondamentale elemento della scrittura femminile del Novecento.

In un momento storico in cui la lotta di genere sta penetrando in ogni ambito della critica sociale, i temi della Bourdeouxhe e, nel nostro caso, il personaggio di Marie appaiono estremamente attuali. Marie riflette sulla maternità, non vedendola come un’imprescindible tappa della vita di una donna, o come il suo fine ultimo. Marie parla liberamente con gli uomini senza farsi incantare da false lusinghe. Marie ama suo marito, ma non si fa piegare dal dolore quando vede del rossetto sulle labbra di Jean. Marie si emancipa attraverso la nuova passione per il giovane senza nome, la scoperta di sé, la sicurezza nelle sue idee e la sua intelligenza.

 

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Marie aspetta Marie è la storia di una donna raccontata da una donna e, anche se l’autrice dichiarò che l’unico tratto in comune tra lei e il suo personaggio era quello dell’essere sposate, le passioni di Marie sono narrate con una tale empatia autoriale e una tale immedesimazione che lasciano fuori ogni giudizio verso la protagonista e riescono a portare il lettore all’interno dei pensieri di Marie e fargli vivere il romanzo in totale simbiosi con la sua protagonista.


Per la prima foto, copyright: F.

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