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“Lettere da Berlino”, al cinema la trasposizione del romanzo di Hans Fallada

“Lettere da Berlino”, al cinema la trasposizione del romanzo di Hans FalladaArriverà nelle sale il prossimo 13 ottobre Lettere da Berlino, film di Vincent Pérez con protagonisti Emma Thompson, Brendan Gleeson e Daniel Brühl. Presentata in concorso alla 66esima edizione del Festival di Berlino, la pellicola è tratta da Ognuno muore solo di Hans Fallada (Jeder stirbt für sich allein, tradotto in italiano da Clara Coïsson e pubblicato da Sellerio), definito da Primo Levi «il libro più importante che sia mai stato scritto sulla Resistenza tedesca al Nazismo».

Il volume racconta di una coppia di coniugi che si oppone al totalitarismo nazista: Anna e Otto Quangel sono persone comuni, le quali, sconvolte dalla morte del figlio in guerra, iniziano a distribuire per Berlino delle cartoline che inneggiano alla ribellione. Il nemico non è solo tra i gerarchi del regime, ma anche nel vicino di casa, che spia e denuncia: i Quangel sono soli nella loro battaglia, isolati dalla collettività e, quindi, più vicini all'arresto e alla morte («quando si muore, si muore soli», cantava anni dopo De André).

 

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La storia narrata nel testo è ispirata al vero caso di Otto e Elise Hampel, nella Germania degli anni Quaranta: lo scrittore ebbe accesso ad alcune informazioni contenute in un plico di un centinaio di pagine, redatto dalla Gestapo di Berlino e menzionato in Sulla Resistenza che nonostante tutto i tedeschi opposero al terrore hitleriano, un breve saggio inserito in appendice alla pubblicazione Sellerio.

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“Lettere da Berlino”, al cinema la trasposizione del romanzo di Hans FalladaIl libro di Fallada costituisce un caso interessante nel panorama della lettura relativa al periodo della guerra e al Nazismo: l'autore pone l'accento sulla Germania reazionaria, sugli uomini e le donne che si sono opposti al Führer e alla sua politica. Se da una parte la stragrande maggioranza della popolazione appoggiava Hitler (o, comunque, per paura e quieto vivere, optava per un atteggiamento di accettazione passiva della dittatura), dall'altra sono esistiti casi di resistenza attiva, spesso messi in ombra dall'ideologia dominante o dalla rassegnazione del tempo. Con il suo romanzo, Fallada ha contribuito a portare alla luce questi esempi di coraggio umano.

Lettere da Berlino ha il difficile compito di trasporre sullo schermo le parole e le immagini tragiche, eppure forti, piene di ideali e di passione, del libro di Fallada. Scopriremo fra qualche giorno con quali risultati. Tuttavia, possiamo già compiere una riflessione sul titolo italiano del film, non particolarmente azzeccato: rispetto all'originale Alone in Berlin (ma anche ad Ognuno muore solo), con Lettere da Berlino viene meno il riferimento alla profonda solitudine che affianca i Quangel nella loro opposizione. Una condizione pressoché ovvia per due individui impegnati in una lotta contro un mostro mastodontico, che quasi nessuno osa sfidare: forse quel senso di isolamento andava in qualche modo mantenuto (Ognuno muore solo sarebbe stato un titolo perfetto, intenso, disperato, in linea con la trama), anche se poi le “lettere” sono le altre grandi protagoniste di questa importante pagina di Storia.

 

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Titolo italiano a parte, l'opera di Pérez ha già conquistato la nostra attenzione, soprattutto per il cast, che vanta la presenza della sempre eccellente Thompson: Lettere da Berlino è senza dubbio uno dei titoli più interessanti dell'autunno 2016 al cinema.

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