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Le stranezze di 4 scrittori russi

Le stranezze di 4 scrittori russiTutti noi abbiamo qualche stranezza e gli scrittori non sono certo da meno.

Anzi, alcuni di loro fanno di queste stranezze dei veri e propri rituali di scrittura, altri invece si lasciano condizionare al punto da subirne gli effetti in tutti gli aspetti della loro vita.

 

Proviamo a guardare da vicino le stranezze di quattro scrittori russi, per scoprire come alcuni di loro vivevano situazioni molto particolari.

 

1. Aleksandr Puškin

Le stranezze di 4 scrittori russi

Puškin era molto noto per le sue superstizioni che spesso lo facevano diventare un vero e proprio paranoico. Comunque, pare che in diverse occasioni le sue apparentemente causali premonizioni siano diventare realtà.

 

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Nel dicembre 1825 Puškin decise di scappare dalla tenuta estiva di sua madre, dove era in esilio. Durante il tragitto per San Pietroburgo una lepre attraversò la strada passando davanti alla sua carrozza e lo scrittore lo interpretò come un cattivo presagio. Tornò immediatamente alla tenuta della madre. Tutto questo accadde alla vigilia della rivolta di dicembre, quando un gruppo di nobili richiese restrizioni al potere dello zar e una costituzione. Il fatto che Puškin non insistette per raggiungere San Pietroburgo gli impedì di unirsi ai rivoluzionari nella piazza del Senato, un’azione che costò a molti di loro la prigionia a vita in Siberia. Questa era una delle storie che Puškin amava ripetere spesso a riprova della veridicità delle sue superstizioni.

 

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Venti anni prima della sua tragica morte, lo scrittore ricevette una profezia secondo la quale sarebbe stato ucciso da un “uomo bianco” con una “testa bianca”. Nel 1835 Puškin fu ferito a morte in un duello da Georges d’Antes, che indossa un cappotto bianco ed era biondo.

 

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2. Nikolaj Gogol'

Le stranezze di 4 scrittori russi

Gogol' aveva numerose eccentricità e fobie, ma quella che più lo preoccupava era la tafofobia, la paura di essere sepolto vivo. Per prevenire questa orrenda fine, Gogol' decise che avrebbe dormito in posizione verticale e incluse un punto speciale nel suo testamento richiedendo di essere sepolto solo quando il suo corpo si stesse realmente decomponendo.

 

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Gogol' morì nel 1852 e fu risepolto nel 1931. Alcuni testimoni della riesumazione raccontarono che il corpo dello scrittore fosse in una posizione innaturale. Pura coincidenza forse, oppure gli ultimi movimenti di un uomo la cui peggiore paura era diventata realtà?

 

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3. Fëdor Dostoevskij

Le stranezze di 4 scrittori russi

La roccia della letteratura russa è nota per la sua prosa vibrante ed energica, ma aveva la forte propensione a cadere in un sonno catatonico – un effetto collaterale della sua epilessia.

«Ogni volta che andava a letto, mi chiedeva di non seppellirlo per almeno tre giorni se fosse caduto in uno stato catatonico», ricorda Konstantin Trutovsky nel suo Ricordi di Dostoevskij, il primo libro sullo scrittore.

 

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Dostoevskij era molto noto per la sua instabile salute fisica e mentale, richiamando l’attenzione anche di Sigmund Freud, che dedicò molti articoli allo scrittore russo.

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4. Vladimir Nabokov

Le stranezze di 4 scrittori russi

Molti scrittori hanno uno speciale rituale che aiuta il loro flusso creativo, ma Nabokov viaggiò proprio su un altro livello. Scrisse i suoi romanzi su piccole schede rettangolari che contenevano circa 150 parole ognuna. Lavorava in modo non lineare, scrivendo le idee a caso così come gli venivano e numerando e combinando le schede in un testo singolo solo alla fine del processo.

 

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Quest’atipico modo di lavorare diede ai suoi editori un bel grattacapo per il suo ultimo romanzo, L’originale di Laura. Nabokov non aveva numerato le 138 schede prima di morire e, pertanto, ci sono voluti quasi 30 anni di dibattiti e confronti per giungere alla versione che fu poi pubblicata. E, ancora oggi, queste discussioni non sono finite.

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