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Le cose non dette in “Quello che non sai” di Susy Galluzzo

Le cose non dette in “Quello che non sai” di Susy GalluzzoUna madre alle prese con una figlia adolescente. Una madre che si sente incapace a essere tale e che decide di scrivere a sua madre, ormai morta, ciò che sta vivendo. La protagonista di Quello che non sai di Susy Galluzzo (Fazi editore) è Ella (all’anagrafe Michela), una mamma un po’ in crisi che ha passato gli anni a crescere Ilaria, la figlia, mettendo in secondo piano il proprio lavoro di medico (era esperta cardiochirurga) e anche un po’ il rapporto con il marito Aurelio, un uomo poco a casa e molto spesso al lavoro.

Ella capisce che qualcosa non va con la figlia adolescente e si rende conto che ha bisogno di confessare a qualcuno tale disagio, questo suo sentirsi quasi inadatta a essere madre. La protagonista inizia questa confessione che si rivela essere, pagina dopo pagina, un fiume in piena di cose non dette. Di Ella colpiscono alcune parole, forti e chiare nel loro contenuto:

«Ho una figlia. Sei sorpresa, vero?Eri così contrariata dalla mia scelta di non avere figli per via della carriera. Dicevi che era una decisione di Aurelio, non mia. Già, sono madre anch’io. E tu sei nonna. Contenta? Si chiama Ilaria, ha tredici anni, compiuti a marzo. È la mia vita. E anche la mia morte».

 

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Per Ella è tutto complicato, forse perché Ilaria è adolescente, ama giocare a tennis e la sua bravura nello sport si scontra con le difficoltà scolastiche. Forse, invece, è perché Ella ha qualcosa di nascosto, non detto, in lei come mamma, ed è questo tormento che la spinge a voler e dover rivalutare in modo completo la sua esistenza.

Le cose non dette in “Quello che non sai” di Susy Galluzzo

In realtà c’è un episodio nel libro dal quale emerge una sorta di “goccia che fa traboccare il vaso” e che scatena la deriva. Tutto accade un pomeriggio quando Ilaria, finito l’allenamento, si dirige dalla madre. La ragazzina cammina guardando il cellulare e, ferma in mezzo alla strada, non si accorge della macchina che sta per arrivare. La mamma vede tutta la scena, ma non muove un dito, non dice una parola per richiamare l’attenzione della figlia. Ilaria si salva per miracolo, però si accorge anche dell’atteggiamento distaccato della madre e da quel momento tra loro sarà rottura.

Susy Galluzzo ci porta nella vita di Ella dalla quale emergono dettagli accurati e particolari di una vita famigliare nella quale piano piano si stanno formando sempre più rotture. Il lettore compie un viaggio intimo nella vita di una donna (Ella) che forse non è così felice di quello che ha e che è tormentata da un profondo senso di colpa.

Quello che si nota sono una serie di rapporti conflittuali. Il primo è di certo tra Ella e Ilaria. Tra lei e la mamma è un continuo susseguirsi di litigi, di bisticci, di proposte fatte dalla donna per creare calma (il fine settimana nella Spa, le scarpe nuove per la partita a tennis) che, in realtà, non fanno altro che scatenare ulteriori disarmonie. Ilaria mal sopporta le cose imposte dalla mamma, non accetta quel voler controllare troppo la sua vita, tanto è vero che a un certo punto pur di trovare pace e provare a studiare, viste le difficoltà di apprendimento, decide di andare dalla nonna paterna. Un fuggire eallontanarsi che sconvolge la donna, la quale non comprende questo muro messo in atto dalla figlia, che nonostante le sue manie compulsive ossessive (basta leggere la parte in cui l’autrice descrive come Ilaria sottolinea i libri mentre studia) riesce a trovare un po’ di conforto nel gioco del tennis e con il padre Aurelio, forse meno presente ma, all’apparenza, più comprensivo della mamma. Altro particolare che evidenzia un’ulteriore rottura tra madre e figlia è quando Ilaria scopre che la madre ha rinunciato al suo lavoro di cardiochirurgo, e quel faticare di Ella a rivelare alla congiunta cosa la portò a smettere le allontana ancora di più.

Le cose non dette in “Quello che non sai” di Susy Galluzzo

Ella è però in conflitto anche con il marito, perché lui passa troppo tempo a lavoro, è troppo concentrato su se stesso e poco attento a quello che riguarda la sua famiglia. Questo – secondo Ella – gli impedirebbe non solo di avere le giuste attenzione per lei, ma anche di comprendere i veri problemi di Ilaria, le sue difficoltà e le cose non dette. Altro contrasto, ed è evidente, è quello con la madre morta, una donna con la quale Ella ebbe delle difficoltà quando era figlia e ora che è adulta e che è giunta ad un punto critico della vita, decide di affrontare colei che le diede la vita, forse perché sa che la donna non solo non potrà mai risponderle, ma non potrà mai giudicarla per le cose dette e fatte. L’unico conforto per Ella è il vicino di casa, che sembra essere la sola persona a comprenderla e a darle un po’ di gioia e pace.

Grazie al diario scritto da una figlia alla madreQuello che non sai di Susy Galluzzoporta i lettori a indagare le fratture che si nascondo sotto la superficie di perfezione apparente del mondo di Ella, da cui emergono non solo i conflitti tra i componenti della famiglia protagonista. Nel libro l’autrice indaga la paura di aver fallito, quella di poter fare fiasco ancora e di essere del tutto incapaci a ricoprire ruoli importanti nella società e in famiglia evidenziando una profonda incapacità d’azione. Allo stesso tempo questo senso di impotenza e incapacità viene un po’ contrastato dal coraggio, che sembra nascosto, ma c’è. Ed è proprio quella temerarietà che spinge Ella a compiere azioni e a prendere decisioni che cambieranno in modo completo la sua vita e quella delle persone che gli sta attorno.

 

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La storia di Ella e della sua famiglia è una vera e propria indagine psicologica narrativa e terapeutica, che permette ai personaggi nati dalla penna di Susy Galluzzo di affrontare e svelare gli aspetti più reconditi e oscuri presenti nella psiche e del comportamento umano e che portano la protagonista di Quello che non sai a rivelare alla madre che non c’è più  e prendendo coscienza del proprio io e delle proprie fragilità dei  sentimenti e delle verità che mai avrebbe voluto e saputo affrontare da sé.


Per la prima foto, copyright: Gerardo Marrufo su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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