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La ricostruzione in 3D del volto di Robespierre crea dissenso nella Francia socialista

Robespierre«Ho fatto l'esame di seconda elementare nel 1975. Il socialismo era come l'universo: in espansione. La maestra mi chiese di Massimiliano Robespierre. Le risposi che i Giacobini avevano ragione e che, Terrore o no, la Rivoluzione Francese era stata una cosa giusta. La maestra non ritenne di fare altre domande». Comincia così una delle famose canzoni degli Offlaga Disco Pax. Nonostante siano passati più di due secoli dalla Rivoluzione Francese, l’Incorruttibile ha ancora molti ammiratori e il suo operato continua a scatenare molte polemiche tra gli storici.

A inasprire la mai sopita querelle, ci si è messa pure la ricostruzione in 3D del volto di Robespierre – grazie allo specialista di ricostruzione facciale Philippe Froesch e al medico legale Philippe Charlier –  che ci restituisce l’immagine di un uomo dal viso stanco, con le borse sotto agli occhi e la pelle butterata a causa del vaiolo. Le tracce di questa malattia rimasero impresse nel calco di gesso di Robespierre eseguito subito dopo la sua decapitazione. La copia conservata nel Museo di Storia Naturale di Aix en Provence, il cui originale è esposto nella camera degli orrori del Museo delle cere di Londra, è stata utilizzata da Froesch per la ricostruzione in 3D. A scanso di equivoci, la coppia di medici ha pubblicato le immagini e le risultanze del proprio lavoro sul numero del 21 dicembre della blasonata rivista medica Lancet.

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Il volto in 3D del leader del giacobinismo non è piaciuto alla Francia socialista, soprattutto a Jean-Luc Mélenchon, esponente del Front de Gauche, apostrofato da Marine Le Pen come portatore di un «fisico ripugnante». Che piaccia o no, le caricature e l’esasperazione dei difetti fisici hanno sempre fatto parte della satira politica, che siano vignette o imitazioni comiche poco importa.

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