Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Diffondi libro

Corso online di editing

Conoscere l'editing

La poesia irlandese e i classici latini – Seamus Heaney interprete di Ovidio

La poesia irlandese e i classici latini – Seamus Heaney interprete di OvidioIn questa decima puntata della rubrica dedicata alla scoperta mensile di dodici premi Nobel per la letteratura, conosciuti e meno conosciuti (qui la puntata precedente), racconteremo di Seamus Heaney, vincitore del premio nel 1995. In particolare, concentreremo la nostra analisi sugli apparati intertestuali nell’opera del poeta irlandese, evidenziando gli intrecci tematici tra la produzione di Heaney e i testi classici di Ovidio.

John Kerrigan, nel suo famoso saggio Ulster Ovids, include Heaney in quella tradizione nord-irlandese che opera una caratterizzante rielaborazione dell’opera ovidiana. In particolare, tale operazione è evidente considerando il poemetto Sweeney Astray e la raccolta Station Island, in cui l’autore irlandese identifica ovidianamente il poeta stesso con la figura mitologica di Sweeney, re poeta di Dal-Arie. Il rapporto Heaney-Omero si rivela su due piani: il primo riguarda l’evidente somiglianza tra i mutamenti dei personaggi classici con quelli della mitologia irlandese; il secondo, invece, tematizza la simile condizione psicologica dei due autori, entrambi esuli. Tuttavia, la rielaborazione di Heaney racchiude un’importante cifra di originalità stilistica e tematica, basti pensare al recupero del poeta irlandese del tema amoroso proprio delle Heroides.

Heaney, nella sua personale rielaborazione dell’opera ovidiana, si concentra sul loro aspetto di storie private che raramente servono a spiegare un evento pubblico o l’esistenza del mondo contingente[1]. In questo senso, lo stato di “medium mortisque fugaeque”[2] chiede al poeta di oltrepassare i confini imposti dalla religione e dalla politica, spezzando i vincoli che lo legano a un contesto geografico e sociale preciso[3]. A riguardo le parole di Zirzotti sono illuminanti:

«il poeta riesce a investigare in maniera più lucida sulla natura del processo artistico e sul proprio ruolo di poeta in un mondo che è anch’esso in cambiamento. Non è un caso che, nella trasformazione, Heaney venga progressivamente ad identificarsi con Orfeo non nel suo ruolo di amante frustrato, ma di cantore per eccellenza, prototipo dell’artista, al tempo stesso oggetto e creatore d’arte»[4].

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Questo processo di assimilazione alla figura di Orfeo è ben evidente in Personal Helicon[5], in cui il poeta racconta della sua fascinazione per i pozzi e, contemporaneamente, richiama e ricrea una sua personale Elicona, metafora per l’ispirazione poetica. Altresì, al termine del componimento, l’intenzione con cui il poeta guarda passivamente se stesso nello specchio d’acqua come Narciso è sostituito nell’età adulta da un processo attivo per il quale l’esperienza personale di esplorazione interiore fa risuonare le cavità oscure della tradizione creando un gioco di echi e di rimandi che mettono la coscienza individuale in connessione con il mondo esterno[6]. Dunque, Orfeo-Heaney racconta le proprie storie di metamorfosi fondendo temi politici, erotici e inquietudini personalissime; su questo tema si innesta l’analisi di Heaney, il quale si appropria dei momenti che precedono la trasformazione, nel secondo in cui l’elemento sovrannaturale non ha ancora modificato il normale ordine delle cose, che, a sua volta, attende un evento inevitabile.

La poesia irlandese e i classici latini – Seamus Heaney interprete di Ovidio

Nel famoso componimento Aisling, il poeta offre la rappresentazione del nazionalismo irlandese tramite la figura di Cathleen Ní Houlihan al termine della sua trasformazione, ovvero come regina per la quale ogni uomo sarebbe pronto a morire. Heaney, grazie alla conoscenza della materia ovidiana, esprime la sua inquietudine verso l’amore incondizionato per la madre Irlanda, sottolineando la qualità mortifera della devozione a Cathleen. Ancora, in District and Circle,Heaney scendei gradini verso la metropolitana, come Orfeo discende negli Inferi, ma senza voler recuperare Euridice. Infatti, il poeta che sceglie questo viaggio non vuole essere riconosciuto e brama di essere confuso con la folla di ombre che non avendo memoria non possono giudicarlo. Ciononostante, questa solitudine nella gente permette un’analisi interiore che porta il poeta stesso a giudicarsi.

Pertanto, l’operazione tematica di Heaney con cui si accosta alla figura di Orfeo non è una mera identificazione, bensì si manifesta come paradigma della missione del poeta. Non è un caso, infatti, che Heaney scelga di dedicarsi proprio alla traduzione delle parti iniziali dei libri X e XI di Metamorfosi, ossia quelle che più concernono le vicende personali di Orfeo. Da questa traduzione e la lezione che Heaney nello stesso periodo tenne sul poemetto irlandese The Midnight Court di Brian Merriman, nacque The Midnight Verdict in cui Heaney rilegge Merriman attraverso Ovidio e viceversa, dimostrando come sia possibile modificare un intero sistema culturale attraverso un altro. Sicché, come asserisce O’Brien[7], Heaney mostra come la traduzione sia di fatto uno strumento liberatorio; aprendo la cultura irlandese a una cultura “altra”, la traduzione permette di creare una fitta rete di rimandi intertestuali e interculturali attraverso i quali la “Irishness” si definisce non per opposizione alla “Otherness”, quanto per identificazione con essa. Nel caso specifico di The Midnight Verdict, Heaney definisce Merriman attraverso “l’alterità” di Ovidio, attuando un transformative crossing of self and Other[8].

La poesia irlandese e i classici latini – Seamus Heaney interprete di Ovidio

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

In ultima analisi, Heaney rapporta la sua produzione alla medesima condizione di esule di Ovidio, per esempio in Exposure. Invero, nel lasciare l’Ulster a causa dei sanguinosi eventi dei Troubles, il poeta si espone in prima persona alle critiche dei suoi connazionali. In questa condizione d’esilio, Heaney ripropone il modello ovidiano, riprendendo i Tristia. È lampante come la scelta di Heaney non sia paragonabile a quella di Ovidio, tuttavia, per entrambi l’esilio è occasione di riflessione delle proprie attività e responsabilità civili e politiche. A riguardo, Heaney riconosce come la sua tristezza sia fuori luogo, quasi sproporzionata, esprimendo la sua identità per negazione:

«Heaney definisce se stesso principalmente in relazione a ciò che non è: egli non è un nazionalista di quelli che correrebbero il rischio di essere incarcerati, ma non è nemmeno tanto ostile agli ideali dei nazionalisti da fornire “soffiate” sui militanti repubblicani. Egli è semplicemente un “inner émigré”, sia per il suo spostamento fisico dal nord alla Repubblica che, a livello psicologico, in quanto emigrante da uno stato di sicurezza e fiducia interiori a “una zona transizionale di ansia e insicurezza[9]”»[10].

 

Pertanto, il conflitto fra fedeltà alla causa politica e fedeltà alla propria visione poetica si risolve a favore della seconda. Egli si paragona a un wood-kerne, uno di quei ribelli che, durante i primissimi conflitti contro l’Inghilterra, si davano letteralmente alla macchia dopo una sconfitta, per preparare una nuova offensiva. Il suo trasferimento nella Repubblica d’Irlanda ha lo stesso effetto rigenerante: ciò che egli continuerà a scrivere sarà ancora carico di responsabilità civica e politica, esattamente come tutti i componimenti di North; ma la politica si trasformerà solo ed esclusivamente dalla totale devozione alla poesia, come nell’immaginario ovidiano.

LEGGI ANCHE – Se la scrittura è memoria ma non passato. “Beloved” di Toni Morrison

 

Riferimenti bibliografici

CORCORAN N. (1998), The Poetry of Seamus Heaney,Faber & Faber,London.

HEANEY S. (2000), The Midnight Verdict, The Gallery Press, Oldcastle.

ID (1984), Station Island, Faber & Faber,London.

ID (1984), Death of a Naturalist,Faber & Faber,London.

ID (1983), Sweeney Astray: A Version from the Irish,Faber & Faber,London.

MERRIMAN B (2000), The Midnight Court, O’Brien Press, Dublin.

KERRIGAN J. (1992), Ulster Ovids, in The Chosen Ground: Essays on the Contemporary Poetry of Northern Ireland, pp. 237-269.

O’BRIEN E. (2004), More Than a Language... No More of a Language”: Merriman, Heaney, and the Metamorphoses of Translation,inIrish University Review, (34)pp.277-290.

OVIDIO (2000), Tristezze, a c. di Francesca Lechi, BUR, Milano.

ID (1994), Metamorfosi, a c. di Piero Bernardini Marzolla, Einaudi, Torino.

ZIRZOTTI E. (2006), L’intertestualità nell’opera di Seamus Heaney: l’incontro con i classici greci e latini, tesi Dottorato di ricerca in letterature di lingua inglese XX ciclo, Università Sapienza Roma.


Per la prima foto, la fonte è qui.

Per la terza foto, la fonte è qui.


[1]Cfr. Zirzotti (2006, p. 135).

[2]Metamorfosi X, vv. 230-34.

[3]Cfr. Zirzotti (2006, p. 135).

[4]Ibidem, p. 136.

[5]L’ultima poesia della raccolta Death of a Naturalist.

[6]Cfr. Zirzotti (2006, p. 137).

[7] O’Brien (2004, pp. 277-290).

[8] Ibidem, p. 286.

[9] Corcoran (1998, p. 81).

[10] Zirzotti (2006, p. 152).

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.