Consigli di lettura

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Conoscere l'editing

Interviste scrittori

“La memoria dell’acqua”, Guzmán ci racconta il suo Cile

“La memoria dell’acqua”, Guzmán ci racconta il suo CilePatricio Guzmán ha girato con La memoria dell'acqua (titolo originale El botón de nácar) un film di memoria e coscienza. La prima è al servizio della seconda e la esalta. La memoria di Guzmán è lontanissima e vicina allo stesso tempo: quella primigenia delle popolazioni cilene della Patagonia e quella disumana e repressiva della dittatura del secolo scorso. Ogni ricordo che Guzmán riprende è necessario. Ci avvertono del carico che portiamo dietro e serbano un patrimonio umano e fondamentale, perché di acqua e storia siamo fatti. Più che coscienza è allora consapevolezza portata a galla? È l'una e l'altra, ammissione e impegno. Ogni documentario deve essere una presa d'impegno (e La memoria dell'acqua lo è in maniera apicale), perché se anche non avessimo chiara coscienza, sentiremmo che la storia è, seppur vagamente, in qualche modo, nel nostro presente.

Ogni sopravvivenza poi ha una conseguenza. I Tehuelche, i Selknam, gli Haush si sono, del tutto o in parte, estinti; le circostanze sono le medesime da mezzo secolo, ma le persone su cui premono sono diverse e qui sta il valore del bel film di Guzmán, nell'arrivare al grande pubblico con immagini stupefacenti e dedizione a un popolo ferito più d'una volta. I cileni sono oggi sintesi di due enormi drammi: dall'uno è nato il popolo creolo nazionale, dell'altro si continua a piangere. Guzmán ha ragionato, girando La memoria dell'acqua, con una grandissima parte del passato della sua nazione.

“La memoria dell’acqua”, Guzmán ci racconta il suo Cile

L'acqua che regge, si sarà intuito, tutto il discorso filmico, si presume infatti abbia fisicamente questa proprietà: la capacità di mantenere un ricordo di ciò con cui è venuta a contatto. I piccoli bottoncini che l'oceano ha strappato dalle camicie dei “desaparecidos”, proteggendoli per quarant'anni, non sono nient'altro che tracce di quel passato. Il minuscolo bottone di perla è una “occasione”, un istante fatale,per non dimenticare l'eccidio voluto da Pinochet, dal Régimen Militar cileno. Un lampo di banalità e tragedia, la banalità del male. Un messaggio come nel verde di una bottiglia, un avvertimento, il tramite tra noi e la violenza, il rimorso.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

L'acqua, si è detto. Tanto cinema contemporaneo, a partire da La memoria dell'acqua, ha fatto della fluidità dell'acqua la propria ricchezza simbolica e qualità visiva. Acqua che è movimento, che sposta e muove, che “porta a”. La mareggiata cilena di Guzmán che lascia a riva e ci consegna una memoria persa a largo delle frastagliate coste sudamericane. Un corpo in costante cambiamento: più placido e sereno prima, e poi via via più mosso e turbato.

“La memoria dell’acqua”, Guzmán ci racconta il suo Cile

Un regista in particolare ha fatto dell'acqua “spazio altro” rispetto allo svolgersi della storia, dove cercare senso e direttrici dello stare umano in mezzo alle cose e agli eventi. Terrence Malick. non solo da The New World, dove l'intento appare chiaro, ma fin da I giorni del cielo del 1978, fonde piacere visivo, intimità emotiva dei personaggi e una simbologia acuta nell'elemento idrico. Non sembrerà casuale pertanto che ne I giorni del cielo Bill, giovane manovale protagonista del film, muoia in una sparatoria lungo un fiume. Si è poi arrivati alle vette estetiche di The Tree of Life, distese d'acqua a perdita d'occhio, superficie mobile quasi pittorica, certamente metaforica. Gioie e dolori, ossia la vita e il suo opposto. La plasticità del corpo in acqua e la leggerezza di una seta pregiata che lo avvolge per intero , esserne così tanto attratti da rimanerne vittime. Gioie e dolori.

Suggestioni arcane e magiche, da Malick a Guzmán: «Vieni spirito, aiutaci a cantare la storia della nostra terra. Tu sei nostra madre, noi il tuo campo di mais, noi sorgiamo dalla tua anima», l'invocazione della Pocahontas malickiana e, anche se taciuta, di tanti indigeni di Guzmán.

“La memoria dell’acqua”, Guzmán ci racconta il suo Cile

In verità, anche in Italia, recentemente, Paolo Sorrentino, con il metro del pittore, ha misurato le qualità cinematografiche dell'acqua, passeggiando con Jep Gambardella lungo il Tevere o immergendosi nelle eleganti piscine di Youth. Staticità e movimento da Oscar.

Non si è dimenticato Guzmán volendo divagare con altro, ma gli si è dato ulteriore valore artistico e intellettuale. Guzmán e Malick: visionari dell'immagine poetica.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.8 (4 voti)
Tag:

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.