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La letteratura nei videogiochi

La letteratura nei videogiochiLa letteratura ripresa e riproposta nei videogiochi è solo un altro degli esempi di traduzione di testo in immagini ai quali siamo ormai da anni abituati. Dopo aver già visto un paio di settimane fa un esempio ormai classico, con libri più o meno famosi “tradotti” in pellicola per la 72^ edizione della Mostra del cinema di Venezia, vediamo una carrellata dei titoli più famosi (o che hanno avuto più successo) nella loro traduzione videoludica.

Se per il cinema si può parlare di un travaso quasi naturale, per i videogiochi il discorso è leggermente diverso, e più complesso, in quanto proprio la loro origine digitale e multimediale porta a convergere in un unico strumento (avvicinandosi ai concetti sostenuti da Nicholas Negroponte e Henry Jenkins) narrazione scritta, immagini, suoni, con l'obiettivo di intrattenere, di divertire. Nello stesso tempo un videogioco deve avere la possibilità di staccarsi da una trama lineare e conosciuta, con l'esigenza di creare variazioni (il più possibile impreviste) rispetto alla storia originale. Riuscire a fare tutto questo non è affatto facile, probabilmente anche per questo i risultanti non sono sempre eccellenti.

Ma partiamo proprio da un caso eccellente. Partiamo da Dante's Inferno, uno dei casi più famosi, che alla sua uscita, nel febbraio 2010, ha scatenato una fulminea Dante-mania oltre Oceano, con il mercato invaso da decine di edizioni della Commedia, magliette, una serie a fumetti e persino un film. Il videogioco è liberamente ispirato alla prima cantica dell'Inferno della Divina Commedia dell'Alighieri, con il giocatore nei panni di un Dante “crociato” che girone dopo girone incontra, e deve sconfiggere, mostri e anime sempre più agguerriti con l'obiettivo di salvare la sua Beatrice.

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Diverso il caso di altre due opere famose, Il signore degli anelli e Lo Hobbit di Tolkien, tra le prime a contagiare di letteratura il mondo videoludico. Le avventure di Bilbo, Frodo e compagni si sono tradotte, nel tempo, in più di una decina di videogiochi dal successo altalenante. Dal primo titolo, realizzato nel 1983 in un’avventura testuale per il Commodore 64, all'ultimo (per ora), che è La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor, gli appassionati di videogame e delle opere di Tolkien hanno avuto pane per i loro denti.

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Restando a capolavori della letteratura per ragazzi merita una citazione anche L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, che si tramuta in videogame nel 2002 con il titolo piuttosto fedele alla trama del romanzo Il pianeta del tesoro: Battaglia su Procyon. Un titolo comunque meno fortunato, forse perché costretto a confrontarsi con giochi dall'ambientazione simile, ma molto più fortunati, come quelli della seria di Monkey Island.

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Caso notevole è invece quello di The last of us, uscito nel 2013. Un gioco dal successo straordinario, con scene da far invidia alle migliori ricostruzioni hollywoodiane, e un'ambientazione che si ispira al romanzo storico La città dei ladri, e a Io sono leggenda, il bel romanzo del 1954 di Richard Matheson. Il tutto per un titolo straordinario che ha venduto oltre 6 milioni di copie in tutto il mondo.

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Ma a fronte di tanti successi ci sono anche molti casi molto meno fortunati, forse perché oscurati dalla fama dell'autore che li ha ispirati. Ecco i casi di Stephen King's F13, tratto da un racconto della raccolta Tutto è fatidico, e di Oregon Files, ideato sulla base di un'idea di Clive Cussler, mai sentiti in Italia e dei quali a malapena si trova qualche nota in rete. Niente a che vedere con lo straordinario successo di un altro scrittore come Tom Clancy, dai romanzi del quale sono state tratte le idee per la famosa serie di videogiochi della Splinter cell.

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Il settore videoludico, quindi, come il cinema, si dimostra molto interessato a pescare idee dalla letteratura, ma allo stesso tempo anche il mondo dell'intrattenimento digitale costituisce, sin dall'inizio, una forte attrattiva per gli scrittori. Un caso per tutti: Michael Crichton, che nel 1984, attratto dalle potenzialità emergenti del digitale, sulla base di un suo romanzo uscito quattro anni prima,Congo, prova a ideare un videogame (un misto di testo e immagini che oggi troveremmo banalissimo, ma precursore di un interactive book) chiamato, pensate un po', Amazon. Un esempio curioso che chiude questa breve carrellata di esempi di opere di letteratura nei videogiochi.

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