La lettera di May Belle a Margaret Mitchell: l’addio di una madre alla figlia
La scrittrice e giornalista americana Margaret Mitchell divenne famosa agli occhi del pubblico e della critica per il romanzo Via col vento: il libro fu pubblicato nel 1936 e, l’anno successivo, valse alla scrittrice il prestigioso premio Pulitzer. Celebre fu anche la trasposizione cinematografica, considerata tutt’oggi una delle pietre miliari del cinema moderno: il film, interpretato dagli indimenticabili Clarke Gable e Vivien Leigh, ottenne ben otto premi Oscar.
Margaret dimostrò fin da subito un grande interesse per il teatro e per la scrittura. Spinta dalla madre May Belle che riteneva la buona educazione uno strumento necessario per garantire alla figlia una vita migliore, la giovane Margaret si iscrisse allo Smith College di Northampton, un rinomato college privato femminile nel Massachusetts, per studiare medicina: purtroppo i suoi studi vennero interrotti da un triste e drammatico evento, la morte inaspettata della madre. La commovente lettera proposta dal sito Letters of Note riporta proprio le ultime parole di May Belle a quella figlia tanto amata che non avrebbe più rivisto e nemmeno riabbracciato.
***
23 Gennaio 1919
Cara Margaret,
ti ho pensata tutto il giorno. Ieri hai ricevuto una lettera che ti avvisava della mia malattia: immagino che tuo padre abbia usato toni piuttosto duri ma spero di non stare così male come lui crede. Ho la polmonite e se non fosse stato per le complicazioni dovute all’influenza, avrei ben più di una misera possibilità di guarire. Guarda la signora Riley: è stata colpita dalla polmonite, e per giunta a tutti e due i polmoni, ma ora sta bene ed è in forma. Speriamo che vada tutto per il verso giusto ma ricorda, mia cara, che se me ne andassi ora sarebbe il momento migliore per me.
Vorrei vivere ancora un paio di anni, però poi, forse, avrei vissuto troppo a lungo. Non compatirmi. Anche se può sembrarti che io abbia avuto poco dalla mia esistenza, ho goduto di tutto ciò che il mondo poteva offrirmi. Ho avuto un’infanzia felice e ho sposato l’uomo che volevo. I miei figli mi hanno amata come io ho amato loro. Sono stata in grado di dargli consigli per intraprendere la giusta strada verso la realizzazione intellettuale, morale e forse anche finanziaria; non avrei potuto offrirgli altro.
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Mi aspetto di vederti ancora ma, in caso contrario, ti devo mettere in guardia da un errore che una donna con il tuo carattere potrebbe compiere. Mettiti a disposizione degli altri, completamente e con il cuore pieno di gioia ma fallo solo dopo aver vissuto la tua vita. Te lo spiego un po’ meglio: ciò che voglio dirti è che la tua vita e le tue energie sono, prima di tutto, tue, di tuo marito e dei tuoi figli. Dopo aver pensato ai loro bisogni, dona e fallo con generosità ma abbi la certezza che non ci sia una mancanza di attenzioni in casa.
Tuo padre ti vuole molto bene ma non lasciare che il pensiero di rimanere con lui ti dissuada dallo sposarti se è questo ciò che desideri: lui ha vissuto la sua vita, tu vivi la tua al meglio. Tutti e due i miei figli mi hanno amata così tanto che non c’è motivo di soffermarsi oltre sulla questione. Hai fatto tutto quello che potevi per me e mi hai regalato l’amore più grande che un figlio possa dare ai propri genitori. Abbi cura di tuo padre quando sarà vecchio come io ho badato a mia madre ma non lasciare che la sua vita o quella di qualcun altro interferisca con la tua. Arrivederci mia cara e se non mi vedrai più, la cosa migliore da fare è che mi ricordi come la persona che sono stata a New York.
La tua adorata mamma
***
Due giorni dopo aver scritto queste righe, May Belle morì di polmonite, aggravata dalle complicazioni legate all’epidemia di influenza spagnola che, tra il 1918 e il 1920, uccise milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Margaret, di ritorno dal college verso Atlanta, non riuscì a dare l’ultimo saluto alla madre: giunta alla stazione ferroviaria, il fratello Alexander le comunicò la terribile notizia e le consegnò proprio queste parole scritte appositamente per lei. Le righe che abbiamo appena letto possono essere considerate come una sorta di testamento intellettuale: la lettera è particolarmente toccante, visto che madre e figlia non riuscirono a salutarsi per un’ultima volta, e, allo stesso tempo, lascia trasparire tutto l’amore e la stima che legava May Belle e Margaret Mitchell.
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