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La dannazione dell’esordiente

[Secondo Girone della Rubrica All’Inferno, scrittore esordiente!],

Luca Giordano, La barca di CaronteCome ha intuito anche Pietrangelo Buttafuoco, il web è una grande opportunità per gli scrittori. Potremmo fermarci qui e scambiarci una pacca sulle spalle, se non fosse che Buttafuoco, lapidario come al solito, ha sostenuto «Internet somiglia tanto alle pareti delle latrine, dove uno arriva e scrive ciò che vuole». Ehm, imbarazzante, soprattutto se lo scoprite soltanto adesso, in questo secondo girone dedicato alla scrittura online. Insomma, che vogliate dare ascolto a Buttafuoco o che vi sentiate spinti dall’ansia di salvare il mondo con un dattiloscritto, oggi dovrete mettere a nudo le vostre paure.

Servirà a qualcosa la pubblicazione, oltre ad abbattere l’Amazzonia?

La foresta, invece, serve all’ossigenazione del pianeta. L’aria buona fa bene anche agli scrittori e, se respirata a pieni polmoni, eviterebbe certe uscite editoriali. Potrei citarvene parecchie, ma mi fermo all’esemplare  collana Di tutto di più di Rizzoli, che, nel 2011, ha dato asilo anche a Dietrologia di Fabri Fibra, per chiedervi se, al confronto, addobbare un pino vero ogni Natale non sia un peccato veniale.

Quindi, che Buttafuoco abbia ragione oppure no, sul web si scrive molto, e magari anche a sproposito, bisogna ammetterlo. Sembra che molti pensino che basti aver fatto le elementari e essersi impratichiti nel salto carpiato su tastiera per dare inizio a una promettente carriera editoriale. Ma sarà davvero così semplice?

E anche qui mi scappa di citarvi l’esempio, tanto per capirci al volo: Janis Joyce e credetemi se vi dico che non ho fatto un grosso sforzo di fantasia. Se Transeuropa è riuscita a pubblicare un romanzo con un incipit degno della miglior Melissa P. — «Il primo orgasmo l’ho avuto alle elementari. Ero in quarta.» —, allora anche per noi sarà possibile combinare qualcosa di buono. Meglio di così non mi sembra difficile

Se state pensando solo di aggiungere qualche post ben fatto al vostro blog, in rete troverete numerose guide della serie «Quelli bravi la fanno breve». Beppe Severgnini vi dirà infatti di non tirarla per le lunghe e di usare la regola del PORCO. Il suino-pensiero sta per «pensa, organizza, rigurgita, correggi e ometti», ma visto che del porco non si butta via niente, vi conviene studiare la ricetta con attenzione.

Se il vostro intento va oltre, allora dobbiamo entrare nel mondo della

Scrittura a rate per lettori frettolosi.

Il vostro romanzo pubblicato a puntate in uno spazio online, un capolavoro in attesa del vasto pubblico che possa commentare — ovviamente in modo positivo — l’esito di tanti sforzi.
Ecco, mettiamola così: io non starei mai con gli occhi appiccicati al monitor col rischio di perdere diottrie e la quasi certezza d’incappare in un lavoro raffazzonato e dall’editing zoppicante. Voi sì?

Ovviamente a tutto c’è rimedio e una buona correzione del testo — sempre che il testo abbia qualcosa da dire — può fare miracoli. Abbiate, comunque, coscienza del mezzo tecnico e del fatto che solo vostra madre può amarvi tanto da spararsi in retina — dal monitor del computer — un intero, lungo capitolo. Andateci piano, però, ché di mamma ce n’è una sola e di lettori da web pochi di più. Del resto, se hanno inventato quella diavoleria del Kindle, un motivo ci sarà e se trasformate il vostro romanzo in un file pdf, lo potranno leggere anche sull’ebook reader, sempre che scoviate qualcuno disposto a scaricarlo.

Se vi piace l’idea di vedervi stampati sulla cara, vecchia carta, ma siete troppo pigri per andare dal tipografo e non volete uscire dal web, potreste sempre ricorrere alla nuova frontiera della pubblicazione autarchica: lo chiamano print on demand, ma per me resta stampa a richiesta, che fa meno figo, ma rende l’idea.
Prendiamo allora il POD — se usi la sigla tutti pensano che ne sai a pacchi — nella sua accezione più famosa. Devo fare nomi?
Ecco allora che la home di quel POD lì, il più famoso, cerca di togliermi ogni dubbio.

«Perché dovrei autoprodurre il mio libro?»
Già, perché? Forse perché non ho convinto nessuna casa editrice — piccola, media o grande — a puntare sul mio manoscritto? Ovviamente no, i motivi sono ben altri. Posso decidere di darmi al POD perché sono stanco di darmi all’ippica. L’editoria non mi vuole aprire le porte? E io entro dalla finestra!

«Ottieni tot % dei ricavi del tuo libro»
Tanto hai fatto tutto tu: l’hai scritto, hai fatto l’editing — sai fare l’editing, vero? —, l’hai impaginato come il POD ti chiede e hai deciso copertina e rilegatura. Direi che quel tot te lo sei meritato.

«Il contenuto ti appartiene»
Ti apparteneva anche prima, quando il tuo manoscritto stava in un cassetto, ma non potevi dirlo a nessuno e la cosa ti rugava parecchio.

«Distribuzione globale»
Certo, ma sarà ben difficile che un lettore ci inciampi per sbaglio. Tieni presente che sarai tu a dover promuovere il tuo libro. In un prossimo girone, vedremo gli errori più grossolani da evitare, al momento ricorda che il web pullula di libri: sono tanti, sono troppi, il tuo è solo uno di quei tanti e di quei troppi.

«Vetrina personalizzata»
Qualcosa che assomiglia a uno spazio web in mezzo ad altri spazi del tutto simili che reclamizza un libro che tu ti ostinerai a linkare sulle bacheche Facebook di amici, parenti e conoscenti. Ma ne riparleremo, al momento sappi che questa vetrina personalizzata ti dà la stessa visibilità del  giornalino della parrocchia.

«Strumenti di pubblicazione semplici»
Talmente semplici che anche un cretino... Ecco, bene, ma se li prendi sottogamba il risultato sarà scadente e il lettore saprà a chi dare la colpa: il tuo nome appare a lettere cubitali e non potrai nasconderti in alcun modo. Non ci sono scuse... e nessun editor da chiamare in causa.

«ISBN gratuito»
O, per meglio dire, compreso nei costi di pubblicazione.

«Stabilisci il prezzo»
Vacci piano, mi raccomando, ché nessuno compra il libro di uno sconosciuto, per giunta caro rabbioso.

«Collegamenti con le reti/forum di pubblicazione»
Ovvero: scoverai la nostra pubblicità in tutti quegli angoli del web in cui gironzolano, sconsolati, poeti e scribacchini.

E, infine, ecco le antologie condominiali (per dirla con Raul Montanari), una furbata degna dei prodotti in confezione famiglia, cosa che, a confronto, il 2x1 può sembrare un cattivo investimento.

Se vi state chiedendo cosa accidenti siano, fatevi un esame di coscienza e chiedetevi quante volte siete finiti in un volume assieme a venti sconosciuti che non avevate mai sentito nominare prima.
Perché sono una furbata? Beh, la casa editrice non vi ha forse fatto presente che sarebbe stato opportuno acquistare una o più copie del volume?
Il tutti insieme appassionatamente ha certi vantaggi anche nel web. Scrivete online in una community e sarete certi che almeno un povero cristiano sarà costretto a leggervi: quello a cui tocca stendere la puntata seguente.

Dannazione, scrittori esordientiLa rete può fare di voi degli scrittori, ma solo voi potete usare la rete per pubblicizzare i vostri lavori. Nel prossimo girone, parleremo della promozione online e del perché i vostri contatti Facebook vi odiano.
Per il momento, ecco una signora che, quando si parla di promozione sul web dei propri testi — nonché della propria testa —, merita una menzione d’onore.
È del giugno 2011 la notizia della biografia di Isabella Santacroce messa all’asta da lei medesima. La divina Isabella offriva — a chi offriva di più — il testo di Io non so chi sono in versione regalo: base d’asta di 500 euro. 

«Non sono uno scrittore che ha autoprodotto la sua autobiografia» — ha sostenuto la Santacroce — «mi chiamo Isabella e voglio creare quello che prima non c’era, voglio fare ciò che nessuno scrittore ha mai fatto. Ho rivoluzionato l’immagine dello scrittore e la Letteratura italiana e continuerò a farlo. Io non voglio essere solamente uno scrittore, voglio essere un supereroe».

Sarò sincera, ho sentito trovate migliori solo dagli autori che pubblicano a pagamento.

Tenete presente che, delle dieci copie all’asta, la prima è costata al danaroso fan oltre duemila euro e ora sì, potete anche chiedermi se non mi vergogno ad aver fatto la schifiltosa parlando dell’autoproduzione.


Il Terzo Girone della Rubrica All’Inferno, scrittore esordiente! sarà on line il 17/03/2012.
Entreremo nell’ade facebookiano, faremo un giro tra i cerchi delle vetrine dis-umane, incontreremo Sandrone Dazieri, Billy il vizio di leggere e Michela Marzano.

Chi volesse fare una visita al Primo Girone dal titolo Ma perché scrivete? non deve fare altro che cliccare qui.

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