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L’imperatrice, storia di una donna forte e volitiva

L’imperatrice, storia di una donna forte e volitivaL’imperatrice (FVE Editori), così Liliana Nechita, definisce la sua Olga, donna forte e volitiva, figlia di quel mondo contadino da cui anche la Romania sembra aver preso le distanze.

Ed è un’altra donna a raccontarci di Olga. Si tratta di Elena, la nuora, che sembra raccogliere quell’eredità fatta di forza e determinazione che sopravvive anche ai cambiamenti della società rumena.

 

Proprio di questo abbiamo parlato con Liliana Nechita.

 

A raccontare la vita di Olga è la nuora Elena. Come mai la scelta di questo punto di vista particolare, cioè quello di una donna che narra e ricorda la storia della suocera?

Perché la suocera è simbolo della vita contadina vera, quella piena di saggezza dovuta anche all'età. La civiltà contadina è una donna che sa impastare il pane, che sa le formule per fare il malocchio e conosce quanto tempo ci vuole per arrivare dalla semina al raccolto. E tutto questo si può svelare solo in un rapporto di famiglia.

L’imperatrice, storia di una donna forte e volitiva

La tradizione letteraria e cinematografica italiana ha raccontato spesso il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale e il conseguente svuotamento delle campagne. Può dirci qualcosa a proposito della Romania? Cosa ha significato tutto questo per il suo paese di origine?

I contadini anziani sono rimasti praticamente soli, tutti i giovani sono andati ormai a lavorare nelle città, in Romania c'è stato un abbandono generale della campagna e delle tradizioni. Ad alcune generazioni è sembrato che essere contadini fosse una vergogna, non era più di moda lavorare la terra.

 

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Olga è l’imperatrice. Che tipo di donna rappresenta? E perché ha deciso di ritrarla in un romanzo?

Olga è la donna che guida e controlla tutta la famiglia, almeno così sembra. Solo che i tempi moderni non gli permettono più questo controllo, lei cerca di tramandare le sue conoscenze e la volontà di fare, ma i figli non le danno molto retta. Olga è un'imperatrice con un regno in decadenza.

L’imperatrice, storia di una donna forte e volitiva

«All’apparenza burbera e spinosa come un cactus, mia suocera era in realtà dolce e soffice come un cozonac.» Così Elena descrive sua suocera. Da cosa si difende Olga con tutta la spinosità del cactus?

Olga sa che l'amore indebolisce. Si era sposata per fame, per necessità, l'amore vero l'aveva conosciuto una sola volta, ma aveva perso troppi soldi per tenere vicino un uomo che non lavorava. Lei non voleva più essere amata, ma rispettata, doveva sopravvivere e basta e sapeva che una donna lo può fare solo se è forte.

 

Cosa può dire Olga alle donne di oggi? E cosa queste non dovrebbero seguire dei suoi insegnamenti?

Olga direbbe alle donne di essere indipendenti, di non sopportare maltrattamenti come ha fatto lei per una vita, di non fare troppi sacrifici e di studiare e impegnarsi sempre per diventare anche loro vere imperatrici.

 

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Lei vive in Italia da quindici anni e lavora offrendo assistenza agli anziani. Come ha vissuto, da caregiver, la pandemia e il conseguente isolamento?

Con tanta paura per me e con tanta pena per i poveri malati e per chi lavora nel sistema sanitario che si è sacrificato giorno e notte per salvare vite. Sicuramente la chiusura lascia un segno in tutti noi, abbiamo imparato ad apprezzare di più certe piccole cose, abbiamo imparato che il bene può cambiare, che possiamo perdere tutto in poco tempo. Ho perso il lavoro in questo periodo, ma sono riconoscente per il fatto di poter uscire dal tunnel ancora sani. Tanti hanno perso la vita e penso alle famiglie che hanno perso molto più di un lavoro.

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Per la prima foto, copyright: Ghenadie Cebanu su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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