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L’amore tra incubo e ossessione. “Gli autunnali” di Luca Ricci

L’amore tra incubo e ossessione. “Gli autunnali” di Luca RicciIl romanzo Gli autunnali di Luca Ricci (La nave di Teseo, 2018), fresco di candidatura al Premio Strega, racconta di uno scrittore senza più nessuna ispirazione se non quella di vivere la poesia, anzi di esserne «inzaccherato», compiendo una serie di azioni insensate, folli, meschine, che finiscono pian piano per scardinare non tanto la tranquillità borghese del suo matrimonio, quanto la sua stessa esistenza.

È settembre. Il protagonista (unico personaggio senza nome, nella storia) torna a Roma da Ostia, dove ha trascorso con la moglie, nella casa al mare, interminabili vacanze estive. È insoddisfatto, silenziosamente insofferente della moglie Sandra, per la quale non prova più il minimo trasporto fisico, nonostante ne riconosca la bellezza, appena «sfigurata» dall’età. Una bellezza un po’ alla Nicole Kidman, la protagonista di Eyes Wide Shut, film che la coppia di cinquantenni non fa che riguardare e discutere senza riuscire ad afferrarne il significato. Non c’è molto altro a vivacizzare la routine dei coniugi, che del resto si ritrovano insieme solo di rado, nelle stanze del loro elegante appartamento, e conducono altrimenti esistenze separate.

 

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L’ex scrittore, ridotto a recensore di opere altrui, trascorre le giornate passeggiando per le strade di Roma, in cerca di un «terribile amore nuovo». A volte lo accompagna l’amico Gittani, anche lui scrittore a corto di ispirazione, e i due parlano di nuovi amori, della città in cui vivono, dell’autunno delle loro vite. Per l’appunto è autunno, una stagione congeniale al malinconico protagonista, che si perde tra viuzze nascoste e in un mercatino scova, in un libro su Modigliani, una foto di Jeanne Hébuterne, l’amante del pittore livornese.

L’amore tra incubo e ossessione. “Gli autunnali” di Luca Ricci

Più che la bellezza della donna nella foto, a colpirlo è il ricordo di un atto poeticissimo da lei compiuto: alla morte per meningite tubercolotica di Modigliani, non potendo accettare di sopravvivergli, Jeanne si era suicidata buttandosi dal quinto piano, benché fosse incinta di nove mesi. Un’eroina tanto romantica e tenebrosa eccita la fantasia dell’ex scrittore: sarà lei, la morta, l’amore nuovo e terribile tanto desiderato. Certo l’uomo non potrà limitarsi a evocare con riti spiritici la presenza di Jeanne in camera da letto, o a sdilinquirsi davanti a una foto in bianco e nero. Dovrà trovare all’amata ultraterrena un surrogato terreno, stando bene attento a scorgere ogni possibile corrispondenza tra la vita della defunta e quella della sua incarnazione presente, una giovane tabaccaia romana di nome Gemma, amante di un pittore sfortunato, pieno di vizi come di talento.

Le cervellotiche avventure amorose del protagonista-narratore fanno da contrappunto al più concreto adulterio di Gittani, che tradisce con l’infermiera la moglie malata di cancro, e le manovre discrete di Sandra (forse solo immaginate dal marito) per incontrarsi con un misterioso dirimpettaio, che la spia dalla finestra. Ciascuno a suo modo, i tre personaggi – tutti borghesi, benestanti e attempati – cercano una scossa al di fuori del matrimonio, che non mettono mai in discussione: di nascosto, attenti a non ferirsi reciprocamente, incuranti e sospettosi nello stesso tempo di ogni emozione privata del partner. Il tempo di questi amori tardivi è scandito dai mesi piovosi dell’autunno, da settembre a dicembre, e il protagonista-narratore ne fa il resoconto in una lingua anch’essa un po’ autunnale, sussiegosa e a tratti antiquata.

L’amore tra incubo e ossessione. “Gli autunnali” di Luca Ricci

Nel romanzo non parla dell’amore – innamoramento, amore nel matrimonio – come se si volesse venire a capo di un mistero. Sandra si arrovella sul film di Kubrick (che ha al centro una coppia di coniugi in crisi), il narratore addirittura vagheggia una relazione amorosa al di là del tempo. Il suo impazzimento, improvviso e inarrestabile, mostra forse che l’amore è un problema di cui a capo non si può venire, almeno non attraverso la mediazione di un film, o il confronto con romantiche figure del passato. Concretamente, peraltro, di amore se ne respira poco nella storia, in un susseguirsi di situazioni squallide, in cui dominano tra i personaggi più anziani – tutti alquanto sgradevoli – l’inganno, i rapporti di forza o al più di non belligeranza.

All’inizio della storia, il protagonista e narratore è indeciso: cosa potrà alleviare la noia e il fastidio, e rendergli sopportabile la convivenza con Sandra, un trasloco o un amore nuovo?

 

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Gli autunnali di Luca Ricci si legge come il resoconto di un’ubriacatura, un’ossessione, un incubo, una malattia il cui decorso non si comprende bene, e che si conclude nel modo peggiore.


Per la prima foto, copyright: Roman Kraft.

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