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Jane Austen era una donna imperfetta e insensibile. Parola di Charlotte Brontë

Jane Austen era una donna imperfetta e insensibile. Parola di Charlotte BrontëCharlotte Brontë scrisse in più occasioni di Jane Austen, con parole non sempre lusinghiere, vista anche le diverse idee di letteratura da cui erano animate.

 

In una lettera del 1850 (due anni dopo la porte della sorella Emily che molto aveva segnato Charlotte) a William Smith Williams, lettore presso Smith & Elder, l'editore che nel 1847 aveva pubblicato Jane Eyre, Brontë ritorna sulla Austen (qui alcune notizie sconcertanti sulla sua morte), dopo la lettura di Emma.

 

Qui la versione integrale, nella traduzione di Giuseppe Ierolli, disponibile (insieme ad altri commenti di Brontë su Austen) nel sito italiano dedicato a Jane Austen.

 

Caro signore

 

Sono stata lieta di ricevere le vostre rassicurazioni sull'infondatezza del giornale di Calcutta. Si dice che quando desideriamo che una cosa sia vera, siamo propensi a crederla vera, ma penso (giudicando da me stessa) che si accolgano con ancora maggiore credulità le dicerie che ci sgomentano.

È molto gentile da parte del dr. Forbes farmi dono del suo libro; spero che Mr. Smith avrà la bontà di trasmettere i miei ringraziamenti per il regalo. Potete tenerlo con voi e spedirlo con il prossimo pacchetto, o forse potrei essere a Londra io stessa prima della fine di maggio; l'invito che avevo menzionato in una lettera precedente incombe ancora su di me, e anche se so che da un certo punto di vista accettarlo sarebbe una penitenza, mi rendo anche conto dei vantaggi che per altri versi potrebbe procurarmi. La mia coscienza mi dice che sarebbe un atto moralmente codardo lasciare che il timore di soffrire vinca sul valorizzarsi. Ma soffrire... dovrò. Non importa.

 

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L'attenta lettura della vita di Southey mi ha di procurato di recente molto piacere; l'autobiografia con la quale comincia è estremamente interessante, e le lettere che seguono non lo sono di meno, visto che rivelano un carattere molto stimabile nella sua integrità e un'indole molto amabile nella sua generosità, così come una mente dal talento ammirevole. Qualcuno asserisce che il Genio è incompatibile con la felicità domestica, eppure Southey è stato felice in famiglia e ha reso la sua famiglia felice; non solo ha amato la moglie e i figli pur essendo un poeta, ma li ha amati di più perché era un poeta. Sembra essere stato immune dalla mondanità; Londra, con i suoi fasti e le sue vanità, le consorterie di eruditi con la loro caustica pedanteria, lo spaventava invece di attirarlo; la sua gloria maggiore era nel suo genio, e la principale felicità negli affetti familiari. Southey mi piace.

Jane Austen era una donna imperfetta e insensibile. Parola di Charlotte Brontë

Con la stessa attenzione ho letto una delle opere di Miss Austen, Emma; l'ho letta con interesse e con quel giusto grado di ammirazione che la stessa Miss Austen avrebbe ritenuto ragionevole e appropriato; qualsiasi cosa simile al calore o all'entusiasmo, qualsiasi cosa di vigoroso, intenso, che viene dal cuore, sarebbe assolutamente fuori posto nell'elogiare queste opere; dimostrazioni del genere l'autrice le avrebbe accolte con educato sarcasmo, le avrebbe pacatamente derise come eccentriche e stravaganti. Lei svolge curiosamente bene la sua missione di delineare la superficie della vita della piccola nobiltà di campagna inglese; c'è una fedeltà simile alle porcellane cinesi, una minuziosa delicatezza nel tratto; non turba il lettore con nulla di veemente, non lo disturba con nulla di profondo; le passioni le sono completamente sconosciute; respinge persino un'amicizia superficiale con quella focosa emozione; persino i sentimenti si degna di concederli con non più di un garbo occasionale, ma tenendoli a distanza; una frequentazione eccessiva con essi turberebbe la levigata eleganza dei suoi sviluppi. Ha poco a che fare con il cuore degli uomini, e molto con gli occhi, le bocche, le mani e i piedi; guardare con perspicacia, parlare in modo appropriato, muoversi con duttilità è quanto le interessa studiare, ma ciò che palpita con impeto, anche se nascosto, ciò che rimescola il sangue, ciò che è l'invisibile fondamento della vita e il consapevole traguardo della morte... questo Miss Austen lo ignora; con lo sguardo del suo intelletto, non guarda ai cuori dei suoi simili più di quanto ogni uomo veda, con gli occhi della concretezza, il cuore battergli in petto.

 

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Jane Austen era una signora perfetta e molto sensibile, ma una donna molto imperfetta e piuttosto insensibile (non insensata); se questa è eresia... non posso farci niente. Se lo dicessi a certe persone (a Lewes per esempio) mi accuserebbero subito di difendere la magniloquenza esagerata, ma non temo che voi cadiate in un errore così grossolano.

 

Credetemi

la sinceramente vostra

C Brontë

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