Illusionismo e thriller. “Prisma” di Gianluca Morozzi
Che sia un film, una serie Tv o un romanzo, il genere thriller, giallo o poliziesco segue un canovaccio cui è difficile, se non impossibile, distanziarsi troppo, altrimenti si rischierebbe di cadere e scadere nel banale e nel grottesco.
C’è sempre un poliziotto, un omicidio, una donna, un’indagine e un finale, magari anche a sorpresa, che rivela i diversi arcani e scioglie tutte le matasse della storia. Eppure sebbene all’apparenza possa sembrare una cosa semplice, il genere thriller nasconde molte insidie ed è difficile non cadere nel banale o nel più patetico già sentito.
Infine ci sono autori che hanno la capacità di scrivere tantissimo e soprattutto la capacità di differenziarsi sempre a ogni romanzo e, cosa ancora più difficile, riuscire sempre a essere sempre originale, mai scontato e trovare sempre l’approvazione del pubblico dei lettori.
È il caso di Gianluca Morozzi: scrittore, fumettista, musicista e conduttore radiofonico italiano, una personalità fortissima e un artista poliedrico che da anni e più volte ha dimostrato di essere una delle penne più interessanti del panorama letterario italiano.
Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing
Il suo esordio risale al 2001 con Despero, pubblicato per un piccolo editore (Fernandel), un romanzo a ritmo di rock che ispira al gruppo Sesto Elemento (rock band trentina) il singolo Brucia. A questo lavoro seguiranno ben altri ventisei romanzi pubblicati sia con editori indipendenti sia con editori più grossi. Da sottolineare in questa prolifica produzione, Blackout, un thriller claustrofobico che lo fa conoscere al grande pubblico e lo consacra nel mondo dell’editoria. Ma come ho detto all’inizio, ci sono autori che riescono a scrivere di tutto, senza mai dirsi limiti di ogni genere e Morozzi è sicuramente uno di questi. Infatti, l’autore bolognese nei suoi scritti (romanzi o racconti) attinge anche alle sue esperienze personali, racconta di supereroi, di musica e di fede calcistica e in particolar modo quella per il Bologna. Non contento, si diletta come chitarrista di una tribute band che omaggia Bob Dylan, ha partecipato ad un album tributo a Vasco Rossi e infine su RadioCittà conduce il programma L’era del Moroz.

Il suo ultimo lavoro è Prisma (Tea Editore) e anche in questo caso l’autore si conferma uno scrittore di razza.
Vilo Vulcano è il proprietario di una libreria al limite dell’esoterismo, un posto che, nonostante gli anni, non sembra conoscere momenti di grande gioia a causa della sua scarsa clientela, pare che solo l’Orrido (vecchia conoscenza morozziana) continui a frequentare questo luogo.
La vita prosegue senza slanci e senza entusiasmo, fino a quando un giorno entra in libreria una bellissima ragazza: Zelda. La ragazza è sconvolta per la morte del fratello e chiede a Vilo di aiutarla a scoprire chi è stato l’omicida. Il libraio, annoiato dalla sua vita e alla ricerca di qualche soldo in più, accetta e parte una storia che ha sin da subito dell’incredibile. Una storia che si sviluppa nel mondo dell’illusionismo, e in cui Prisma è un’illusionista in grado di affascinare il fratello di Zelda che, pagina dopo pagina, si convince sempre di più che la morte del fratello è stata voluta proprio da Prisma.

L’ultimo lavoro di Morozzi è un romanzo che, pur essendo un thriller, è una storia che sa anche divertire e, nonostante quest’ossimoro, è un lavoro fresco che affascina sin dalle prime pagine.
Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare
Il punto di forza dell’autore si trova nella sua innata capacità di scrivere in maniera schietta e genuina, ben lontana da certe figure retoriche, simbolismi pindarici e frasi a effetto. Le pagine scorrono veloci come la storia che cattura e fa immedesimare in Vilo Vulcano, a un certo unto sembra quasi che a condurre le indagini sia il lettore stesso e questo anche grazie all’uso della prima persona.
Un romanzo in cui il tema dell'illusionismo è fondamentale e la soluzione è degna dei migliori giochi del grande Houdini. Un romanzo piacevole con un finale aperto e che lascia spazio alla riflessione e alla domanda se quello che è avvenuto è davvero reale oppure sia stato tutto un’illusione.
Per la prima foto, copyright: Roth Melinda su Unsplash.
Speciali
- Corso online di Scrittura Creativa
- Corso online di Editing
- Corso SEC online (Scrittura Editoria Coaching)
- Lezioni di scrittura creativa
- Conoscere l'editing
- Scrivere un romanzo in 100 giorni
- Interviste a scrittori
- Curiosità grammaticali
- Case editrici
- La bellezza nascosta
- Gli influencer dei libri su Instagram – #InstaBooks
- Puglia infelice – Reportage sulle mafie pugliesi
- Letture di scrittura creativa
- Consigli di lettura
- L'Islam spiegato ai figli
- Interviste a editor e redattori
- Interviste a blog letterari
- Interviste a giornalisti culturali
- Interviste a docenti
- Come scrivere una sceneggiatura
- Premio Strega: interviste e ultimi aggiornamenti
- Premio Campiello: interviste e ultime novità
- Premio Galileo: interviste
- I nuovi schiavi. Reportage tra i lavoratori agricoli
- La Webzine di Sul Romanzo
Archivio Post
Più cercati
- Quanto fa vendere il Premio Strega? I dati reali
- Che tipo di lettore sei?
- I 20 consigli di scrittura di Stephen King
- Test di grammatica italiana, qual è la risposta giusta?
- Classifica dei libri più venduti di tutti i tempi nel mondo
- Come scrivere un romanzo: 15 modi utili
- 11 consigli per trovare la tua writing zone
- 13 cose che gli amanti dei libri sanno fare meglio di tutti
- 7 posti che tutti gli scrittori dovrebbero visitare almeno una volta
- Carlos Ruiz Zafòn ci racconta il suo Cimitero dei libri dimenticati
- I 10 film più divertenti di tutti i tempi
- I consigli di scrittura di 11 scrittori
- La reazione di Cesare Pavese quando vinse il Premio Strega
- Le 10 biblioteche più grandi del mondo
- Marcel Proust pagò per le prime recensioni di “Alla ricerca del tempo perduto”
- Perché uscire con uno scrittore? 10 motivi validi















