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Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 puntiL’arte contemporanea è strettamente legata ai nomi di Solomon e Peggy Guggenheim, la famiglia che tuttora rappresenta l’emblema del mecenatismo dei nostri tempi, arrivando a costruire due delle più importanti collezioni d’arte al mondo.

 

Le collezioni dei Guggenheim

Parlare dei Guggenheim oggi significa parlare di due dei più importanti centri dell’arte del Novecento, il Museo Guggenheim di New York, costruito per volontà di Solomon, e la Collezione Peggy Guggenheim nel Palazzo Venier dei Leoni, a Venezia. Tutti i più importanti artisti del Novecento sono qui, da De Chirico a Vasily Kandinsky, da Paul Klee a Max Ernst.

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

Il pomeriggio soave, Giorgio de Chirico, 1916. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Verso l’alto, Vasily Kandinsky, ottobre 1929. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Ritratto di Frau P. nel Sud, Paul Klee, 1924. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Curva dominante, Vasily Kandinsky, aprile 1936. New York, Museo Solomon R. Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Il bacio, Max Ernst, 1927. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Uccello nello spazio, Constantin Brancusi, 1932-1940. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Composizione XI, Theo van Doesburg, 1918. New York, Museo Solomon R. Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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L’aurora, Paul Delvaux, luglio 1937. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Europa-America. Il Surrealismo e la nascita delle nuove avanguardie

Fu soprattutto Peggy a rappresentare un ponte tra Europa e America. L’allora giovane ereditiera si recò, agli inizi degli anni Venti del Novecento, a Parigi, al seguito del pittore dadaista Laurence Vail, che sposerà nel 1922 e dal quale avrà due figli. Divorzieranno sei anni dopo, e Peggy inizierà a dividersi tra Parigi e Londra, dove insieme a Jean Cocteau fonderà la galleria Guggenheim Jeune, la sua prima collezione. Fu sempre a Londra che conobbe Samuel Beckett che rafforzò il suo convincimento a interessarsi di arte, mentre a Marcel Duchamp si deve il suo avvicinamento al surrealismo.

L'armatura, André Masson, 1925. Venezia, collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Il sole nel suo portagioie, Yves Tanguy, 1937. Venezia, collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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L’antipapa, Max Ernst, 1941 circa. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Oink (Essi vedranno i tuoi occhi), Leonora Carrington, 1959. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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La pastorella delle sfingi, Leonor Fini, 1941. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Busto di uomo in maglia a righe, Pablo Picasso, 1939. Venezia, collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Scatola in una valigia, Marcel Duchamp, 1941. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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L.H.O.O.Q. da Boîte en-valise, Marcel Duchamp, 1941. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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I paracadutisti, William Baziotes, 1944. Fondazione Solomon R. Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Jamais, Clyfford Still, maggio 1944. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Senza titolo, Arshile Gorky, estate 1944. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Jackson Pollock

Peggy Guggenheim e Jackson Pollock si incontrarono agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso a New York, dove lei aveva inaugurato la galleria Art of This Century, dove esporranno le loro opere, tra gli altri, Max Ernst (che la Guggenheim aveva sposato in precedenza, ma da cui aveva divorziato nel 1941) e lo stesso Pollock che proprio grazie all’influenza di Peggy entrò in contatto con l’avanguardia europea, in particolare con gli esponenti di spicco del Surrealismo.

La donna luna, Jackson Pollock, 1942. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Senza titolo, Jackson Pollock, 1946 circa. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Bufalo d’acqua, Jackson Pollock, 1946. Amsterdam, Stedelijk Museum

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Sentieri ondulati, Jackson Pollock, 1947. Roma, GNAM Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea

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Foresta incantata, Jackson Pollock, 1947. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Senza titolo (Argento verde), Jackson Pollock, 1949 circa. New York, Museo Solomon R. Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Numero 18, Jackson Pollock, 1950. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

 

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L’Espressionismo astratto

Siamo nella seconda metà degli anni Quaranta, quando il critico Robert Coates rispolvera l’espressione usata per la prima volta da Alfred H. Barr per spiegare un quadro di Kandinsky.

Questa volta, però, ci si riferisce a una serie di artisti operanti a New York subito dopo la seconda guerra mondiale, da Willem de Kooning ad Hans Hofmann, passando per Sam Francis.

Composition, Willem de Kooning, 1955. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Risplendente, Sam Francis, 1958. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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Il cancello, Hans Hofmann, 1959-1960. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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Nudo-Donna sulla spiaggia, Willem de Kooning, 1963. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

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L’Europa del dopoguerra

Ma il legame delle collezioni Guggenheim con l’Europa riprende anche dopo la seconda guerra mondiale, grazie di nuovo a Peggy che si trasferisce a Venezia, dove nel 1948 acquista Palazzo Venier dei Leoni, dove raccoglierà la sua collezione che, dall’anno successivo, sarà aperta al pubblico. Anche qui, l’attività da grande mecenate proseguirà senza sosta, e Peggy offrirà il suo aiuto e sostegno ad artisti come Tancredi Parmeggiani.

Ritratto del soldato Lucien Geomine, Jean Dubuffet, dicembre 1950. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Brunetta dal volto carnoso, Jean Dubuffet, agosto 1951. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

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Bianco B, Alberto Burri, 1965. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Immagine del tempo (Sbarramento), Emilio Vedova, 1951. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

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Senza titolo, Asger Jorn, 1956. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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Composizione, Tancredi Parmeggiani, 1955. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

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Leone di Damasco, Mirko Basaldella, 1954. Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Leone urlante II, Mirko Basaldella, 1956. Fondazione Solomon R. Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Palazzo Venier dei Leoni: Peggy e Venezia

«Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro».

 

La citazione, riportata da Anton Gil in Peggy Guggenheim (edito da Baldini & Castoldi nella traduzione di M. Premoli), è sufficiente a rendere il forte amore che legava Peggy a Venezia, al punto da farne il centro propulsore della sua attività di mecenate e collezionista d’arte.

Non lasciò più il Veneto, dove morì nel 1979. Le sue ceneri si trovano nel giardino del Palazzo, quasi a voler sovrintendere alla sua stessa collezione.

Senza titolo, Man Ray, 1923. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

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Peggy Guggenheim, André Kertész, 1945. Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Senza titolo, Laurence Vail, s.d. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Senza titolo, Laurence Vail, s.d.  Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Studio per scimpanzè, Francis Bacon, marzo 1957. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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La grande pittura americana

La Fondazione Guggenheim, fondata nel 1937 da Solomon, attualmente oltre alla Peggy Guggenheim Collection e al Solomon R. Guggenheim Museum, tra i musei creati e gestiti nel mondo annovera il Guggenheim Museum Bilbao, il Guggenheim Abu Dhabi e il Guggenheim Helsinki. Tra gli artisti che la Fondazione ha sostenuto figurano anche alcuni tra i più importanti esponenti della pittura americana, da Alexander Calder a Robert Motherwell, da Helen Frankenthaler a Kenneth Noland.

Gong rossi gialli e blu, Alexander Calder, 1951. Venezia, Galleria Internazionale di Arte Moderna

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Luna gialla, Alexander Calder, 1966. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

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Elegy to the Spanish Republic No. 110, Easter Day, Robert Motherwell, 1971. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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Canal, Helen Frankenthaler, 1963. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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Nascita, Kenneth Noland, 1961. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Miscuglio di grigio, Frank Stella, 1968-1969. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Mark Rothko

Tra i pittori americani, anch’egli esponente dell’espressionismo astratto, a Mark Rothko è dedicato un posto speciale nelle collezioni Guggenheim.

No. 18 (Nero. Arancio su granata), Mark Rothko, 1963. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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Senza titolo (Rosso), Mark Rothko, 1968. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Senza titolo (Nero su grigio), Mark Rothko, 1969-1970. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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Gli anni Sessanta. L’inizio di una nuova era

Lucio Fontana, Cy Twombly e Roy Lichtenstein sono solo alcuni degli esponenti dell’arte degli anni Sessanta a trovare posto nel Guggenheim di New York.

Senza titolo, Cy Twombly, 1967. Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Concetto spaziale, Attese, Lucio Fontana, 1965. Venezia, Fondazione Solomon R. Guggenheim

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Preparativi, Roy Lichtenstein, 1968. New York, Solomon R. Guggenheim Museum

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La mostra

Alle collezioni Guggenheim è ora dedicata una mostra a Palazzo Strozzi, a Firenze, dal 19 marzo e fino al 24 luglio 2016.

Il mecenatismo dei Guggenheim in 9 punti

Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra Da Kandisky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim realizza un inedito confronto tra le collezioni di Solomon e Peggy e propone, al contempo, un viaggio nella storia dell’arte del XX secolo accanto ad alcune tra le figure più rappresentative.

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