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Il Kentucky tra western e noir: “Raylan” di Elmore Leonard

Elmore Leonard, Raylandi Giulia Taurino

Raylan è un astuto agente federale col cappello da cowboy e la pistola veloce. Gentiluomo di poche parole, Raylan Givens nasce con le sue one-line declarations dalla penna di Elmore Leonard e compare già nei precedenti Pronto (1993) e Riding the Rap (1995), nonché nel racconto breve Fire in the hole (2000) su cui è basata la serie televisiva Justified creata nel 2010 da Graham Yost. Come ha dichiarato lo stesso Leonard, è stato proprio il successo della serie a ispirare il suo nuovo romanzo Raylan (traduzione di Stefano Massaron, Einaudi - Stile libero Big, 2013).

Il primo capitolo si apre con un mandato di cattura che conduce l’agente federale alla ricerca di un trafficante di marijuana noto come Angel Arenas. La scena successiva mostra lo spacciatore steso in una vasca mezzo insanguinato e senza reni. Qualcuno con perizia medica gli ha praticato un’incisione sotto le costole per effettuare l’estrazione. Ha inizio la ricerca che porterà Raylan Givens sulle orme di due criminali la cui identità viene svelata fin dalle prime pagine. Conosciamo così Art Mullen, responsabile dell’ufficio degli sceriffi federali di Harlan, Rachel, il vecchio Pervis Crowe e i due figli – Dickie e Coover –, Rita, Cuba, l’infermiera Layla. L’indagine terminerà proprio dove è cominciata: in una vasca. Ma questa volta sarà l’agente federale a trionfare sui trafficanti di organi. Nel capitolo successivo, Raylan viene chiamato come guardia del corpo per mantenere la sicurezza in uno scontro etico tra Carol Conlan, rappresentante di una compagnia mineraria interessata a saccheggiare le cime di Harlan County, e i protestanti locali. Tra questi, il patriarca Crowe, proprietario della montagna contenente carbone. Al seguito della spietata Carol c’è Boyd Crowder. Compaiono marginalmente anche Winona, ex moglie di Raylan qui in veste di court reporter, e Ava Crowder, vedova del fratello di Boyd. Un omicidio rende la situazione torbida e la vicenda si risolve senza una vera conclusione. Nel terzo episodio del romanzo Raylan parte alla ricerca di una studentessa universitaria scomparsa, Jackie Nevada, sospettata di appartenere al trio colpevole di una serie di rapine a banche. Jackie Nevada si rivelerà un’abile giocatrice di Texas hold ‘em Poker e attirerà l’attenzione di Raylan.

Agente federale dall’umorismo tagliente e dall’irremovibile forza morale, Raylan si muove, dunque, con le tradizionali caratteristiche del detective hard boiled tra dark ladies, reni asportati, traffico di organi, spaccio di marijuana, miniere di carbone a cielo aperto, rapine alle banche, poker e gioco d’azzardo. Al di là delle indagini, la cui risoluzione viene svelata al lettore fin da subito, il tema principale di questo romanzo sembra essere il rapporto tra l’agente federale e le donne, siano esse vittime o assassine. Contrariamente agli antagonisti maschili che compaiono in Raylan, i personaggi femminili ritratti da Elmore Leonard sono brillanti e intelligenti e riescono ad agire con disinvoltura tra i dialoghi concitati e la leggera suspense. Con la sua jazzy prose – apprezzabile più nella versione in lingua originale che in quella tradotta – interamente dedicata ad assecondare il ritmo della narrazione, Leonard aiuta il lettore ad orientarsi nel paesaggio desolato del Kentucky dove segue Raylan durante le tre indagini apparentemente separate tra loro. Sono i personaggi stessi a legare le storie, migrando da un capitolo all’altro in un flusso ininterrotto di violenza che va a unire i singoli racconti in un unico romanzo ibrido tra il western e il noir. Cupo e ironico al tempo stesso, Raylan è un romanzo di Elmore Leonard allo stato puro. Niente di meno, niente di più.

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