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“Il gioco delle maschere”, un Carnevale con l’assassino

“Il gioco delle maschere”, un Carnevale con l’assassinoIl gioco delle maschere (Mondadori, 2022) è un thriller che Daniele Furia ambienta nel periodo del Carnevale a Verona, città dove esiste un’importante tradizione storica al riguardo, anche se poco conosciuta al di fuori dei confini locali e sicuramente messa in ombra dalla notorietà delle manifestazioni che si svolgono in altre città, come Venezia o Viareggio.

È proprio nei primi giorni del lungo periodo in cui si svolgono le diverse tappe di un rituale immutato da secoli che la polizia viene allertata perché il dottor Masiero, noto e stimato professionista, da molte ore non risponde né al telefono né al campanello di casa.

Si pensa a un malore o a un incidente domestico, quando gli agenti forzano la porta ed entrano nel suo appartamento trovano il cadavere del medico, ucciso in modo crudele e rivestito in un modo approssimativo, che tuttavia si riferisce senza ombra di dubbio a uno dei personaggi tradizionali del Carnevale.

 

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Come se non bastasse, a distanza di poche ore qualcuno attira la giovane viceispettrice Miriam Sannino in una vecchia cascina abbandonata alla periferia di Verona, dove viene rinvenuto un altro cadavere, sempre abbigliato come una delle maschere carnevalesche.

“Il gioco delle maschere”, un Carnevale con l’assassino

L’inchiesta viene affidata a Miriam, ma all’interno della Questura sono in molti a pensare che la sua squadra non sia in grado di affrontare un caso che si rivela subito molto complesso, anche perché nel giro di pochi giorni altri omicidi si aggiungono ai primi due, in luoghi differenti della città e colpendo persone che apparentemente non hanno legami tra loro, ma che appaiono tutte mascherate come personaggi del carnevale, tanto che Miriam è costretta a chiedere aiuto ad Alice, una giovane storica esperta della tradizione carnevalesca veronese, per cercare di trovare un senso a quanto sta accadendo. Mentre la sua indagine fatica a procedere, un misterioso montanaro lascia la località isolata in cui ha trascorso gli ultimi anni e torna a Verona, muovendosi in qualche modo in parallelo all’indagine ufficiale, con l’aiuto di un giornalista d’assalto, alla ricerca della verità: chi è, cosa sa e quali legami aveva con le persone uccise? Nessuno dei due percorsi sembra però in grado di arrivare rapidamente alla verità, mentre la tensione in città sale e la fiducia nell’operato di Miriam e dei suoi collaboratori scende in modo inesorabile, anche perché sono in molti a ricordare il passato oscuro del padre della ragazza, un ex poliziotto scomparso in un incidente dopo essere stato accusato di corruzione.

“Il gioco delle maschere”, un Carnevale con l’assassino

Il gioco delle maschere è un thriller insolito, non tanto per la trama che tutto sommato segue i canoni del genere, quanto per l’ambientazione molto particolare: la Verona che viene descritta nelle sue pagine è completamente diversa dalla città che possiamo aver conosciuto, se l’abbiamo visitata, e di cui ricordiamo i monumenti importanti o la scenografia del fiume Adige che l’attraversa. Furia ci racconta una città fredda e piovosa, circondata da periferie in degrado, che nelle molte scene notturne appare ancora più triste, quasi spettrale.

 

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Il tutto stride ancora di più nel contesto del carnevale, che secondo la tradizione storica dovrebbe essere una celebrazione colma di allegria, ma che nella sua narrazione si trasforma in un fenomeno violento e fuori controllo: la gioia di una festa plurisecolare scompare per lasciare spazio a un tentativo di divertimento sguaiato ed eccessivo, che lascia libero sfogo a ogni forma di violenza e di arbitrio, così che gli omicidi finiscono quasi per costituirne una conclusione inevitabile. Una visione che forse non piacerà troppo ai cittadini veronesi orgogliosi delle loro tradizioni, ma che donaaIl gioco delle maschere una sua originalità nel panorama vasto e spesso piuttosto uniformato della narrativa di genere thriller.


Per la prima foto, copyright: Hush Naidoo Jade Photography su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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