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Il coraggio della fiducia in se stessi: kLit, come è nato…

Il coraggio della fiducia in se stessiSarebbe semplice per me, anche per gonfiare l’ego, in modo del tutto autoreferenziale, raccontarvi i “successi” che stiamo raccogliendo con kLit, il festival dei blog letterari che avrà luogo a Thiene (VI) il 7-8 luglio 2012. Sarebbe semplice perché non possiamo che essere felici di come il progetto sta migliorando sotto i nostri occhi, dunque, osservare la capacità di un’idea di coinvolgere persone e donare entusiasmo. Ma non è il successo – per esempio le interviste, gli articoli sui quotidiani, le presenze in televisione, il sostegno delle istituzioni, ecc. – l’anima di questo articolo.

Vorrei invece parlare dei principi che ci hanno mosso verso kLit.

Sì, ci sono i blog letterari (oggi abbiamo presentato i primi sette che saranno presenti al festival); sì, ci sono le attività artistiche e i concorsi (sia il Design Contest che il Contest Artistico); sì, c’è la presenza di kLit a due fiere tedesche (Monaco di Baviera e Berlino); si potrebbero aggiungere altri , ma che cosa vi è alla base? In sostanza, perché alcune persone decidono di mettere la faccia, il nome e il cognome, su un’iniziativa che in tempi di crisi economica è pura follia?

 

I motivi sono non banali.

 

Ci sono età anagrafiche ed età interiori. Nulla di nuovo. Il problema è che sovente le due non coincidono. Poi ci sono gli slanci interiori e lo spirito dei tempi. Nulla di nuovo neppure qui. Il problema è che sovente i due non coincidono.

Poi ci sono momenti nella vita, inaspettati e forse per questo carichi di significato, in cui, misteriosamente, come il gioco del domino, si incastrano insieme età anagrafica, età interiore, slanci interiori e spirito dei tempi.

 

1- L’età anagrafica: non prima e non dopo, giusto nell’età da non essere considerati ragazzini e giusto nell’età di non sembrare già adulti strutturati.

2- L’età interiore: non prima e non dopo, giusto nell’età con certe esperienze sedimentate nel derma, non nell’epidermide, perciò conficcate nel luogo che possa poi scatenare creatività non anarchica, ma consapevole.

3- Gli slanci interiori: non prima e non dopo, giusto nel momento in cui gli slanci abbisognano di esplodere perché troppo difficile sedarli nella loro forza.

4- Lo spirito dei tempi: non prima e non dopo, giusto nel momento in cui si odora nell’aria un cambiamento che colpisce e tocca tutti, sia chi è portato alla riservatezza e a una vita tranquilla, anonima per intenderci (legittima e rispettabile), sia chi è di natura più intraprendente.

 

Nel momento in cui ho coinvolto Marta Dalle Carbonare, Stefano Verziaggi e Carlo Scortegagna, e poi a seguire altri hanno coinvolto altri, quindi Anna Casasola, Ilaria Maraviglia e tutto il resto della squadra, ho capito che era uno di quei momenti in cui si incastra ogni cosa al posto giusto. Non solo le persone giuste e con competenze specifiche, ma anche un incredibile collante fra le parti in grado di persuadere i muri più ostinati, addolcendoli, incuriosendoli, abbattendoli.

 

Suppongo che in ognuno di noi vi sia almeno uno scrittore o una canzone, un film o uno scultore, ecc. che abbiano ispirato le nostre azioni, che abbiano cambiato il nostro modo di vivere per sempre. Provate a pensarci. C’è qualcuno che vi ha davvero ispirato? C’è qualcuno senza il quale non sareste ciò che siete oggi?

 

Per quanto mi riguarda, c’è per esempio un libro: “Teologia e natura” di Ralph Waldo Emerson, un filosofo americano dell’Ottocento, che grazie al suo linguaggio semplice e diretto ha avuto la potenza di complicarmi la vita, arricchendola oltre ogni previsione.  

 

“Tu troverai sempre quelli che pensano di conoscere il tuo dovere meglio di quanto non lo conosca tu stesso. È facile al mondo vivere secondo l’opinione del mondo; è facile in solitudine vivere secondo la nostra opinione; ma il grande uomo è colui che nel mezzo della folla conserva con perfetta tranquillità l’indipendenza della solitudine”.

 

La base che accomuna, e ne sono abbastanza convinto, noi del comitato organizzativo di kLit, è l’indipendenza della solitudine. Non solo. Abbiamo visioni della vita differenti, opinioni politiche lontane, bagagli culturali diametralmente opposti, eppure, dopo avere incastrato i quattro elementi sopraccitati, abbiamo deciso di fare un po’ a meno del nostro io – o ego – per tentare di rendere 1+1=3 non 2. Non è banale. Spesso lo si sostiene a parole, ma quanti decidono con serietà di renderlo azione concreta? E non pensiate che siano solo rose e viole, ci sono pure difficoltà, fraintendimenti, rapporti spigolosi, tempi burocratici, diffidenze, ma l’entusiasmo è travolgente e alla fine sempre più persone stanno capendo quanto kLit sia non solo un festival originale e un’opportunità culturale e turistica per Thiene, altresì una splendida occasione per dimostrare, se ve ne fosse necessità, che il capitale umano, quello vero non quello ostentato, rimane la chiave per lanciare con proficuità un’idea vincente.

 

Un capitale umano che si è parlato e ha detto che forse fra non fare e lamentarsi e provare a fare fosse preferibile la seconda opzione. Per noi kLit è un modo di metterci alla prova, di far conoscere le nostre capacità, di insistere nella resistenza nonostante i tempi difficili per l’economia. Sappiamo che lo sbaglio è dietro l’angolo, sappiamo che i rischi sono enormi, tuttavia non ci siamo rassegnati. Già qualcuno ci ha messo in guardia, indebolendo la forza dell’idea del festival o sostenendo che è una grande cazzata, noi passiamo oltre, chi crede nel progetto bene e chi non crede nel progetto è libero di farlo. Noi vogliamo positività non lamenti, vogliamo genuino coraggio non pedanti prudenze, vogliamo che tanta gente capisca che un festival può essere una delle innumerevoli iniziative italiane che dimostrino quanto il nostro paese sia concreto quando serve.

Noi abbiamo deciso di metterci la faccia.

Se anche voi volete metterci la faccia e credete nel progetto di kLit, parlatene dove ritenete opportuno (con un post sui blog, sui giornali, sui social network), e se avete un’idea da proporci, scriveteci.

 

Un’ultima cosa: se avete un account Facebook, iscrivetevi alla nostra pagina, grazie alla quale conoscerete gli sviluppi di kLit.

 

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