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I non detti delle madri. Intervista a Susy Galluzzo

I non detti delle madri. Intervista a Susy GalluzzoQuello che non sai è il romanzo di Susy Galluzzo edito da Fazi, nel quale l’autrice narra il diffcile rapporto tra una donna in crisi nel ruolo di madre e la figlia adolescente. L’autrice fa compiere al lettore un vero e proprio viaggio intimo nei legami di famiglia, nella pisiche e nei sentimenti umani, dimostrando quanto la letteratura si ponga come lo specchio delle fragilità umane. Con Susy Galluzzo abbiamo parlato della nascita del suo romanzo e dei personaggi che lo rendono una storia avvincente e appassionante.

 

Quando e come è nata l’idea del libro e come è stato scriverlo?

L’idea del romanzo è nata qualche anno fa, quando una mia amica arrivò in lacrime a un pranzo e mi confessò: “Mi sento un mostro perché venendo da te ho pensato che bello sarebbe se fossi libera, senza i miei bambini”. Davanti a quel tormento generato da un pensiero fuggevole, ho pensato di voler approfondire i “non detti” delle madri, le sofferenze che sopportano quotidianamente da sole e che celano per vergogna.

 

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Ella scrive un diario alla madre morta. Questo è una confessione o un modo per espiare un senso di colpa?

Il diario alla madre è un rifugio per la protagonista. Ella si rintana nell’amore più grande che ha conosciuto per lenire la sua angoscia. Non può ritenersi una confessione, perché Ella racconta una “sua” verità, una descrizione degli eventi che possa non deludere la madre e la porti dalla sua parte.

I non detti delle madri. Intervista a Susy Galluzzo

Oltre a sentirsi una madre inadatta, Ella si sente anche un po’ figlia inadatta?

Certamente, Ella si sente una figlia non più meritevole di amore, per via della tragedia che ha colpito la madre e di cui lei si sente colpevole. È qualcosa che non riesce a perdonarsi, che l’ha catapultata in una vita nuova, che non le appartiene, completamente diversa dal suo “mondo di prima”.

 

Quanto è importante per Ella il confrontarsi in modo diretto con la sfuggente Ilaria?

Dopo la scena iniziale, che segna la rottura dello strettissimo legame tra le due donne, Ella comincia a “rincorrere” la figlia, perché ha paura del distacco che si sta creando tra loro. Ilaria è la giornata, la vita di Ella, per questo comincia ad andare fuori controllo, la sua esistenza sta perdendo senso, lasciando spazio ai sensi di colpa.

I non detti delle madri. Intervista a Susy Galluzzo

Leggendo il romanzo si ha come la sensazione che Ella si senta incompresa da tutti. È davvero così o il tutto è solo il frutto di un suo stato emotivo fragile e in crisi che la porta a credere che tutti ce l’abbiano con lei?

Sicuramente i personaggi si presentano al lettore come Ella vuole farli apparire. Colpevoli, persecutori, ingiusti. Man mano però ci accorgiamo che Ella è una narratrice inaffidabile, che cerca continuamente di giustificarsi. Questo è evidente soprattutto nel rapporto con la psicoterapeuta, che indubbiamente ha degli effetti benefici sulla figlia, ma che Ella descrive come una nemica, un altro soggetto di cui non può fidarsi.

 

Dalla storia emergono molte verità non dette da Ella alla figlia Ilaria che le scopre da altri, perché la madre non riesce a parlarne con la figlia adolescente?

Ella si vergogna delle sue rinunce e teme il giudizio della figlia. Ha paura che Ilaria la riconosca colpevole di quello che è successo e che la ritenga una vigliacca per ciò che ha lasciato.

 

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A quale personaggio è più affezionata?

Sicuramente a Ella, perché condivido l’enorme nostalgia che prova per l’assenza della madre. Al contempo è un personaggio disturbante per me, per via del suo lato oscuro e dell’enorme carico di sofferenza che si porta dietro. Ovviamente, poi, il cane Duccio è il mio beniamino: gli ho dato il nome del mio bulldog francese, che mi sta sempre accanto.

 

Se facessero un adattamento cinematografico di Quello che non sai chi vedrebbe nella parte dei personaggi protagonisti?

È una domanda a cui sinceramente non so rispondere. Sarei felicissima di poter vedere questa storia rappresentata sul grande schermo. Sono un’amante del cinema e un’estimatrice di tanti protagonisti del panorama italiano. Sarebbe una cosa meravigliosa.

 

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Per la prima foto, copyright: Alex Pasarelu su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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