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I dieci finti intellettuali italiani più ridicoli - ottava posizione

Stefania PrestigiacomoHo atteso una settimana, dopo la nona posizione, per rivelare l’ottavo dei finti intellettuali italiani più ridicoli. Per una ragione, che capirete subito.

Domenica 12 e lunedì 13 giugno ci sarà un referendum, gli italiani sono chiamati a esprimersi su quattro quesiti. Tre riguardano temi legati all’energia e all’ambiente.

Che cosa c’entra con i finti intellettuali? Tantissimo.

Non è forse un blog letterario il luogo idoneo nel quale discutere di referendum e vi assicuro che questo nome è l’ultimo della classifica che appartenga al mondo della politica. Ciononostante, indipendentemente dalla scelta che farete domenica o lunedì, non si poteva non includere una donna che, dal mio punto di vista, rasenta il ridicolo da tempo per un motivo preciso.  

I discorsi ci porterebbero a interrogarci sul senso della rappresentanza nella politica, sull’opportunità o meno di avere gente preparata per il ruolo che ricopre, no, non possiamo andare per una tangente pericolosa. Destra, sinistra, centro, non sono i temi in discussione.

 

Ascoltarla quando parla di ambiente mette la tristezza. Un mio caro amico ha avuto modo di ascoltarla in un summit internazionale, con colleghi stranieri dello stesso ministero. Le sue parole le ricordo ancora: «Che cosa vuoi che ti dica Morgan? Fra tutti i ministri presenti era la più impreparata, non sapeva nulla, diceva cose che potevano essere dette da un ragazzo delle scuole superiori. C’era qualche collega che sorrideva. Io mi deprimevo».

 

Stefania Prestigiacomo, attuale Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, poco più che ventenne, fu eletta presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Siracusa, lei, figlia di imprenditori e nipote dell’ex presidente della regione siciliana Santi Nicita. Poi sulla via di Damasco incontrò Silvio Berlusconi e la sua carriera decollò verso Roma e l’arena nazionale. Dal 2008 è a capo di un ministero nevralgico per il nostro paese: l’ambiente, il territorio, il mare, l’energia…

Non so se avete mai avuto il piacere di ascoltarla in televisione o leggere qualche sua intervista, persona preparata, colta, sempre aggiornata sulle ultime novità che i colleghi stranieri introducono nei loro paesi, sempre così scaltra nell’emulare le migliori azioni per permettere alla nostra Italia di essere all’avanguardia anche dal punto di vista tecnologico. Farsi scappare Rubbia in Spagna e non tentare neppure di richiamarlo in patria è una virtù di pochi. Non riesco neppure a essere ironico, tanta è la rabbia.

 

Dicevo, c’è un referendum.

Entriamo nel sito del suo dicastero, cerco notizie a riguardo e per trovare qualcosa devo scendere fino ai comunicati stampa, il 2 giugno Prestigiacomo ha dichiarato: «Rispetto la decisione della Cassazione anche se la volontà del Governo non era assolutamente quella di aggirare il referendum ma piuttosto di dare tempo per approfondire le condizioni di sicurezza del nucleare a seguito dell’incidente avvenuto in Giappone e fare poi una scelta pienamente consapevole e informata. Abbiamo infatti detto, e ribadiamo, che la sicurezza dei cittadini viene prima della sicurezza energetica. Indipendentemente dalle questioni tecnico-giuridiche derivanti dalla decisione della Cassazione, che di fatto ha mutato il quesito referendario, è innegabile che il significato politico di questa consultazione è un sì o un no al nucleare in Italia per i prossimi 5 anni e mi batterò perché il Pdl si pronunci per la libertà di voto. Resto invece fermamente convinta della inopportunità e della strumentalità dei quesiti sull’acqua che rischiano di creare una situazione dannosa per gli utenti e disastrosa per le risorse idriche del nostro paese».

 

Stefania PrestigiacomoScelta pienamente consapevole e informata? Ma non dovrebbe essere un Ministro dell’Ambiente ad averci già informati sull’ambiente stesso? Quanto dobbiamo aspettare dato che è in carica dal 2008? E poi: la libertà di voto. Un Ministro dell’Ambiente che lascia libertà di voto sul futuro energetico del nostro paese. Ora ditemi voi se non è assurdo. Il Ministro dovrebbe avere l’onere di esprimersi, è pagato per fornire informazioni sui temi del suo dicastero e scegliere le soluzioni più opportune per il nostro paese. Dovrebbe andare in televisione a dire la sua idea, a dirci che cosa vuole fare sul nostro suolo, quali tipo di investimenti intende portare avanti sia per l’acqua (nelle sue strutture obsolete e non solo) che per l’energia. Invece, da buona vecchia democristiana, tentenna, un passo avanti e uno indietro, sempre con il medesimo ritornello, con l’apertura delle vocali con cantilena siciliana: «Il Goveeeeerno ha ottenuto succeeeeessi incrediiiiibili, nonostaaaante la pesaaaante eredità del ceeeentrosiniiiiistra». Sempre il medesimo ritornello.

Tempo fa affermò: «Dobbiamo rispettare gli obiettivi Ue sulla produzione di energia pulita», un genio. E lo sbandierava in giro sui giornali e con comunicati stampa, vantandosi di avere fatto questo e quest’altro. Fuffa. Fuffa alla enne. Non a caso gli addetti ai lavori delle energie rinnovabili sono infuriati da mesi, infuriati per le mancate promesse, per avere lasciato un’intera economia al mare aperto, abbandonata. Ex abrupto, come una bimba capricciosa, minaccia le dimissioni, in seguito rientrate.

La vedevamo in qualche trasmissione a fare la pseudointellettuale delle cause ambientaliste, e ora che c’è di mezzo il nucleare e l’acqua lascia la libertà di voto. In questa medesima fase un Ministro dell’Ambiente serio avrebbe anzitutto espresso la sua idea, il suo progetto, la sua visione, e avrebbe invitato i cittadini a votare, ad andare a votare, così da aiutarla nelle scelte per il futuro del nostro paese. Quante volte l’avete vista nei telegiornali di recente? Quanti suoi articoli o sue interviste? Pochissime, rarissime.

Ehi Prestigiacomo, stiamo parlando di casa tua, non è che ci vuoi accogliere alla porta e intanto accompagnarci a sedere in salotto? Questione di educazione forse.

 

Alla prossima.

E ora meglio che ci facciamo una risata vah, andate qui.

 

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