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I corsi online sostituiranno il sistema scolastico tradizionale?

I corsi online sostituiranno il sistema scolastico tradizionale?Il valore legale del titolo di studio in Italia è protetto legalmente dalle Autorità Pubbliche, certificando saperi e competenze ottenuti attraverso un percorso di studi: una tutela della qualità. Materia giuridica inquadrata all’interno del Codice Civile e che sancisce paletti chiari per proseguire gli studi, per essere ammessi a esami di Stato (con l’obiettivo di iscrizione a ordini professionali, collegi o albi) e per partecipare a concorsi banditi dalla pubblica amministrazione.

Il valore legale del titolo di studio annovera temi spinosi che hanno diviso l’opinione pubblica negli anni.

 

Mentre in Italia il più delle volte si difende il titolo di studio con risvolti simbolici quasi di sacralità, dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti, è in corso da tempo una mutazione genetica dell’istruzione scolastica, che mira ad abbandonare la localizzazione fisica a favore di uno spostamento nella rete.

 

Notizia di qualche giorno fa, Udacity, un’organizzazione scolastica privata fondata meno di un anno fa da Sebastian Thrun, docente presso la Stanford University, inserita nel contesto delle start-up che gravitano attorno alla Silicon Valley, ha siglato un accordo con la San Jose State University: corsi online, costi relativamente contenuti e 300 studenti in parte della SJSU e in parte dei locali community college (scuole universitarie alternative ai costosi corsi delle università americane). Forse sembrerà paradossale a chi conosce il sistema scolastico italiano, ma l’obiettivo è chiaro: esternalizzare parte dei corsi accademici o almeno adottare misure propedeutiche. Per quale ragione?

 

Ellen N. Junn, direttrice amministrativa della San Jose State University, ha dichiarato che la California State University System (un sistema di università pubbliche dello Stato della California) sta lottando con una crisi che porta più del 50% dei nuovi studenti a non soddisfare i requisiti di conoscenze di base: “Si diplomano nelle scuole superiori, ma non sono in grado di passare i test d’ingresso di matematica elementare e di inglese”.

La funzione di esperienze come Udacity interviene su tale fronte, fornendo corsi correttivi di algebra e di introduzione alla statistica.   

Tanta è l’attenzione che i corsi online stanno raccogliendo che il National Science Foundation (un’agenzia governativa che sostiene la ricerca e la formazione nei campi non medici della scienza e dell’ingegneria) ha deciso di finanziare la SJSU per analizzare l’efficacia di tali corsi online.

 

Thrun aveva già fatto parlare di sé nel 2011, quando, in collaborazione con Peter Norvig, direttore delle ricerche presso Google, aveva lanciato online un corso introduttivo di intelligenza artificiale registrando più di 160.000 studenti.

 

Udacity ha già qualche concorrente, come Coursera (fondata da altri due docenti di Stanford), edX (una collaborazione fra il MIT e Harvard), ivywise (un’organizzazione di consulenza che prepara gli studenti per ottenere l’ammissione nelle più importanti scuole e università degli Stati Uniti). Ogni società si sta differenziando, tenendo in considerazione non solo le richieste degli iscritti, ma anche siglando accordi con le istituzioni scolastiche e accademiche. Alcune puntano a piattaforme online gratuite, altre invece a corsi a basso costo: la “guerra” è aperta per accaparrarsi nuovi studenti.

 

Il sistema scolastico tradizionale non è più sufficiente e così le istituzioni cercano di trovare soluzioni concrete per portare, poi, nelle università studenti più preparati. E qualcuno si sta chiedendo se non sia soltanto questo, se il fenomeno dei corsi online possa nel tempo sostituire le scuole e le università. Se lo chiedono molti intellettuali, addetti e giornalisti, perché non può essere giudicato con supponenza il successo di MIT OpenCourseWare, che ha aperto il mondo intero a corsi tenuti da docenti di fama riconosciuta, ma non è l’unica esperienza, altre università americane hanno seguito l’onda.

 

E in Italia? Arriveremo a una situazione simile? Perderà il titolo di studio il suo valore legale aprendo possibilità più concrete a corsi online di istituzioni private?

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