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“I cancelli dell'inferno” di Clive Cussler & Graham Brown

I cancelli dell'infernoCi sono grandi opere letterarie che spesso riempono le liste dei “100 libri da leggere prima di morire”, testi che spesso gravano sulle vacanze di qualche studente delle superiori (o peggio ancora delle medie) che grazie alle nuove tecnologie ovvierà alla lettura con un comodo sunto trovato su Internet. Ci sono queste opere e poi c'è Clive Cussler.
 
Pasolinisti, Calviniani e Dostoevskijetti per favore non cambiate canale e rimettete a posto il naso, o voi che lo avete già torto.
A tutti voi dico: ascoltatemi. 
 
Sarò assolutistico, ma penso che il più volte citato calo dei lettori di libri sia dovuto anche ad una “mala educazione” scolastica, proprio, sul piacere del leggere. Visto che siamo in tema, pensate alle Olimpiadi come alla Divina commedia, uno dei punti più alti che un atleta può raggiungere; ora proponete la gara internazionale ad una persona che fa jogging d'estate, per calare di qualche chilo. Non può farcela, non ha l'allenamento giusto.
Così è la palestra dei libri: non possiamo far appassionare le nuove generazioni alla lettura senza dover contrastare avversari troppo forti come il cinema o i videogiochi. Non sto tentando di banalizzare la cultura o di abbassarla alla mediocrità. Sto parlando di quella passione e quell'allenamento che ogni professore di italiano dovrebbe trasmettere ai propri alunni. A  quindici anni non vuoi leggere paturnie esistenziali, vuoi divertirti. E di sicuro un viaggio fra personaggi politici e storici dell'epoca dantesca non è il massimo dell'intrattenimento. La Commedia è una tappa fondamentale della letteratura ma alla portata di dita che hanno percorso molte pagine.
 
Svolto il cappello introduttivo, parliamo di quest'ultima storia che ho letto la quale, come al solito, riguarda intrighi internazionali conditi con scene di azione e salvataggi all'ultimo minuto. I cancelli dell'inferno (scritto con Graham Brown) fa parte di una nuova saga di Clive Cussler chiamata “NUMA files”. Protagonista di questi romanzi è Kurt Austin, bel quarantenne atletico (un Indiana Jones dei nostri tempi, con super sottomarini e super tecnologie) che, ereditato il ruolo operativo del celebre (e da me idolatrato) Dirk Pitt, dovrà sventare la solita crisi internazionale sconfiggendo il cattivone di turno interpretato da un dittatore africano.
 
Indovinate come finirà? Esatto: Austin salverà, insieme ai suoi colleghi, il mondo.
 
Ma la trama banale che è un eterno ritorno, quasi una piacevole conferma, in questo tipo di avventure, è palese fin da quando leggi il nome dell'autore. La bellezza di questa tipologia di romanzi non è “come sarà” il finale ma “come si arriverà” alla conclusione già intuita. Devo essere sincero: se dovessi consigliare un libro di questo autore, di certo non sarebbe I cancelli dell'inferno.
Tutto quello che vi dicevo sul percorso che compie l'eroe per sconfiggere il dittatore, è banale tanto quanto le ultime venti pagine. Nulla fa trasalire o stupire come solo il vecchio Clive poteva fare. All'epoca di Tesoro o de L'oro degli Inca, quando Dirk Pitt poteva permettersi di scivolare su di una pista da sci svizzera con una macchina d'epoca senza ruote e schiantarsi contro un rifugio di montagna, il tutto mentre è inseguito da mercenari pistoleri e salvarsi, allora il godimento era totale. Forse non è andata proprio così ma è per darvi l'idea. Qui mi sono ritrovato alle prese con alcuni personaggi nuovi ma già ritriti che prendono scelte prevedibili e che non aiutano il plot.
 
Storia bocciata, ma rinnovo il mio invito a tutti i professori d'Italia: fate leggere ai giovani storie che piacciano, fate crescere nelle persone la voglia di cercare sempre il meglio e di avvicinarsi a quella pratica cosi arricchente che è la lettura.
 
Saranno essi stessi che, una volta cresciuti, cercheranno (si spera) la loro strada all'interno di quel mondo infinito e magnifico che è il regno delle parole su carta.
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